Ritratto di Eugène Ionesco
Gorupdebesanez · CC BY-SA 3.0

Frasi

Frasi di Eugène Ionesco

40 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 40 citazioni di Eugène Ionesco, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Eugène Ionesco (scrittore e drammaturgo romeno). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Eugène Ionesco

C'è forse un solo uomo, oggi, che può fare qualcosa subito: Gorbaciov. È a lui che faccio appello, perché intervenga, fermi la mano al mostro di Bucarest. Gli tagli i viveri. Rompa i legami economici. È la prima cosa da fare. Gorbaciov è il solo che potrebbe interrompere i rifornimenti alla Romania e far saltare da un giorno all'altro la dittatura di Ceausescu.
Ceausescu è un pazzo. Come si può lasciare un folle al potere? Come possono le nazioni civili sopportare questo mostro nel cuore dell'Europa?
Citato in "Ceausescu, il mostro, la Repubblica, 20 dicembre 1989
Ci sono più persone morte che vive. E il loro numero è in aumento. Quelle viventi diventano sempre più rare.
Berenger, da Il rinoceronte.
Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene.
Citato in Stefano Lorenzetto, Chi (non) l'ha detto, Marsilio Editori, 2019. ISBN 9788829703241
Dio non può morire. È l'unica cosa che non può fare. Se l'uomo è stato creato a immagine di Dio, l'uomo non morirà. Dio non lascerà estinguere la propria immagine.
Da La quête intermittente (La ricerca intermittente), Gallimard, 1987
Dove non c'è umorismo non c'è umanità; dove non c'è umorismo (questa libertà che si prende, questo distacco di fronte a se stessi) c'è il campo di concentramento.
Da Note e contronote.
Il critico deve descrivere e non prescrivere.
Da Improvvisazione; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
La Commedia Umana non mi assorbe abbastanza. Non appartengo interamente a questo mondo.
Da Diario in frantumi.
La matematica è nemica mortale della memoria – eccellente in altri campi – ma nefasta aritmeticamente parlando.
Da La lezione.
Noi ci siamo abbandonati alla nostra opulenza, alle nostre piccole cose, mentre il tiranno di Bucarest faceva della Romania un enorme campo di prigionia.
Un tribunale internazionale dovrebbe intervenire per cacciare il mostro di Bucarest che ancora resiste ai cambiamenti politici che hanno sconvolto l'Europa dell'Est in questi ultimi mesi e settimane. Il regno del re Ubu romeno era terribile prima, è ancor più tremendo ora e non capisco come il mondo intero possa tollerare che si schiacci la libertà coi carri armati e con le baionette.
Si parla della propria infanzia quando non c'è più, quando non la si capisce più molto bene.
Uno dei motivi principali per cui scrivo è senza dubbio per ritrovare il meraviglioso della mia infanzia, al di là del quotidiano, la gioia al di là del dramma, la freschezza al di là della durezza.
Tutti i miei libri, tutte le mie opere di teatro, sono un appello, l'espressione di una nostalgia, io cerco un tesoro caduto nell'oceano, perduto nella tragedia della storia.
Scrivo nella notte e nell'angoscia, con l'illuminazione dell'umorismo di tanto in tanto.
Quando lo stupore è al suo apice, in quel momento non dubito più di nulla.
Ho la certezza di essere nato per l'eternità, che la morte non esiste, che tutto è miracolo.
Gli anni di storia personale sono come i secoli tempestosi, tristi, demoniaci della Storia universale. Passati tumultuosi, come se fossero i ricordi, come se fossero la memoria del mondo, mi separano e ci separano dall'inizio.
Non poter concepire un mondo senza limiti, non poter immaginare l'infinito, è questa la nostra infermità di fondo.
La giustizia non è equità, è vendetta e castigo.
Vivere al di là del bene e del male, considerare una cosa al di là del bene e del male, come voleva Nietzsche, non è possibile. Egli stesso è diventato pazzo di pietà, vedendo un vecchio cavallo cadere a terra e morire.
Il mondo è forse solo un enorme scherzo che Dio ha fatto all'uomo.
Una fraternità fondata sulla metafisica è più sicura di una fraternità o di un cameratismo fondati sulla politica.
La politica mi pare che sia anch'essa un divertimento, talvolta terribile, comunque un divertimento.
Ogni scrittore, ogni artista, ogni poeta, non vuole forse imitare Dio, non vuole anch'egli essere un piccolo Dio che vuole creare gratuitamente, senza ragione, per gioco, per Libertà e in piena libertà?
Noi siamo qui con i nostri quadri, le nostre musiche, le nostre poesie, i nostri libri alla ricerca di una parvenza di immortalità.
è la perfezione, il grado supremo che un uomo che ami Dio può raggiungere.
Io non trovo affatto assurdo il mio teatro.
Tutto è assurdo, e tutti sono assurdi, quando manca Dio.
Anche i laici possono avere delle virtù, il fatto è che sono vicini alla divinità ma non lo sanno. Sono vicini in modo irrazionale.
Io sono un costruttore di letteratura che è sempre stato un cercatore di spiritualità.
L'intermittenza è proprio la debolezza dell'uomo.

Frasi da «La cantatrice calva»

Com'è bizzarro, curioso, strano! Dunque, signora, noi abitiamo nella stessa camera e dormiamo nello stesso letto, cara signora. Forse è lì che ci siamo incontrati!
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
Signor Smith: Un medico coscienzioso deve morire con il malato, se non possono guarire assieme.
Signor Smith: Che tutti i medici sono ciarlatani. E anche tutti i malati. Solo la marina è sana, in Inghilterra.
Signora Smith: Ma non i marinai.
Signor Smith: Beninteso. (scena I)
Signora Smith (che ha una crisi di furore): Non mandarmi più ad aprire la porta. Hai visto che è inutile. L'esperienza insegna che quando si sente suonare alla porta è segno che non c'è mai nessuno. (scena VII)
Pompiere: Molto male. Non accade quasi nulla, qualche sciocchezzuola, un camino, una stalla. Niente di serio. Cose che non rendono. E siccome non c'è rendimento anche il premio di produzione è molto magro.
Signor Smith: Andiamo male. In tutti i campi è la stessa storia. Il commercio, l'agricoltura, proprio come il fuoco, quest'anno... non si riesce a ingranare.
Signor Martin: Niente grano, niente fuoco.
Pompiere: Neppure inondazioni.
Signora Smith: Ma c'è dello zucchero.
Signor Smith: Perché lo fanno venire dall'estero.
Signora Martin: Per gli incendi sarebbe più difficile. Troppe tasse. (scena VIII)
Signor Martin: Giustissimo, d'altronde la verità non si trova nei libri ma nella vita. (scena VIII)
Pompiere: (si dirige verso l'uscita poi si ferma) A proposito, e la cantatrice calva?
Silenzio generale, imbarazzato.
Signora Smith: Si pettina sempre allo stesso modo! (scena X)
Signor Smith: Prendete un circolo, coccolatelo, diventerà vizioso!

Scheda del libro «La cantatrice calva»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026