Frasi
Frasi di Eustachio Manfredi
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 10 frasi di Eustachio Manfredi: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Eustachio Manfredi (matematico, astronomo e poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Italia, Italia, il tuo soccorso è nato.
Frasi da «Rime»
O Gentil ramo, o fortunata pianta, / Cui dal tronco natio VITAL divise, / E nel cui tronco a verdeggiar poi mise, / Ch'empito di procella unqua non schianta! (p. 18)
E vedrai poscia il Sole, incontro a cui / Spariran da lui vinte, e questa, e quelle / Tanta è la luce de' bei raggi sui; // Ma non vedrai quel, ch'io vedrò; le belle / Tue pupille scoprirsi, e far di lui / Quel, ch'ei fa de dell'Aurora, e de le stelle. (p. 19)
Donna, ne gli occhi vostri / Tanta, e sì chiara ardea / Maravigliosa, altera luce onesta, / Che agevolmente Uom ravvisar potea, / Quanta parte di Cielo in voi si chiude, / E seco dir: non mortal cosa è questa. (p. 20)
Ascendi, o fra di noi tanto aspettata, / Felice Alma ben nata. (p. 24)
Or via danzate, / Via cominciate / Al verde prato intorno / A far carole, / Infinché il Sole / Ne riconduca il giorno. (p. 30)
Dicono di Eustachio Manfredi
A tutti è noto il merito del Manfredi nelle lettere e nelle matematiche e nella meccanica, ma egli fu grande anche nell'astronomia, e della sua dottrina nella scienza delle acque porgono testimonianza sopra ogni altra cosa le Annotazioni al trattato della natura dei fiumi del Guglielmini, delle quali F. M. Zanotti, uomo dottissimo in ogni maniera di scienze, ebbe a dire che «contengono assai più di quello che soglia aspettarsi dal titolo» e che «fecero un accrescimento notabile all'idrostatica.»
Eustachio Manfredi già aveva fatto parlar bene di sé. Quest'uomo d'ingegno precocissimo, che a quanto dice G. P. Zanotti a tre anni sapeva leggere, ad otto riceveva la comunione, a diciassette si laureava con universal plauso in ambe le leggi, era già da qualche anno stato nominato lettore all'Università. L'attività di questo personaggio era stata nella prima gioventù veramente instancabile. Già avemmo occasione di accennare alla fondazione dell'Accademia degli Inquieti. Questa fondazione cade in quel tempo in cui il Manfredi, studente privo di fortune e bramoso di scienza, riuniva gli amici nella sua casa, ov'era una collezione faticosamente formata di lenti per lo studio dell'ottica, di pezzi anatomici per lo studio del corpo umano, di libri, di strumenti d'ogni genere.
Il suo molto sapere avrebbe potuto certamente in non pochi dettare invidia, ma tale spiravano amore i suoi modi candidi, e soavi, che ciascuno ben s'avvisava, che degno egli era di tanto valere, e se moltissimi ebbero desiderio (il che merita laude) di sapere quel ch'egli sapea, a niuno certamente increbbe (e questo fora stato invidia) tanta scienza, e tanta dottrina così ben collocata.
Non ottenne però d'addottorarsi appena finiti gli , perché troppo giovane ancora: conseguita a diciassette anni la laurea in legge, la sua inquieta passione di studiare lo fece volgere all'astronomia, scienza in cui fu superato da pochi fra i suoi contemporanei. All'astronomia dedicò tutto sé stesso e si noti che quella scienza era ancora avvolta nei che la voce libera di Galileo non potuto frugare del tutto.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026