Frasi
Frasi di Felice Cavallotti
8 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 8 citazioni di Felice Cavallotti, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Felice Cavallotti (poeta, drammaturgo e politico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Felice Cavallotti
Che l'Italia vi perdoni la bestemmia, scribacchiatori grotteschi, poltroni e viziosi! A voi non ve ne importa della distruzione dell'Italia, perchè non l'avete fatta voi e non sapete quel che essa è costata.
Coscienze inquiete, rispettate le coscienze tranquille.
I diritti non nascono che dal dovere compiuto.
Pierina Giagnoni era davvero una predestinata dell'arte. Ella veniva in linea diretta da quella splendida pleiade di artisti che ora non son molti anni lasciò credere un momento avverata la superba speranza di giorni di gloria per il teatro italiano, e della quale solo pochi superstiti dispersi, affannosamente cercanti uno dopo l'altro meno ingrato cielo, restano ad attestare che la speranza non era né temeraria né vana. E di quei giorni, in cui artisti ed autori, veri autori e veri artisti, pareano spuntare dal suolo, in cui la febbre dell'arte, la curiosità d'ogni artistico evento affollava i teatri, rendeva fecondi i confronti e le gare di quei giorni, una luce avvolgeva ancora la Giagnoni; così la sua mirabile artistica natura s'era venuta via via formando alle perfezioni di un'arte, che non già sostituiva al convenzionalismo antico un altro convenzionalismo più melenso e più povero, ma che assorgeva dalle raffinatezze e dalle delicatezze più squisite del gusto e della modernità, alle energie, agli impeti, alle lagrime della passione, alle grazie della comicità più festiva, ai fascini di un'idealità che si rispecchia nel vero.
Dicono di Felice Cavallotti
Cavallotti apparteneva alla specie di quegli uomini fatti di ricotta un po' passata, irrefrenabili e fiatosi di vino, animatori di compagnie, dei ex machina delle brigate, Orfei delle merende in campagna, le labbra sempre fiorite di rime e di chioccioline di saliva. Mentre gli altri frugano nelle ceste, tirano fuori i salamini e stappano bottiglie, loro, in maniche di camicia, la mezzaluna sotto le ascelle, la catena dell'orologio sulla pancia col tredici nel ciondolo, i polsini mobili, le maniche tenute su dagli anelli di elastico rosso, il pelo generoso, cordiali e ciarloni, pizzicano la ganascia ai piccoli, storielle scabrosette agli adulti dietro la mano a ventaglio, torniscono madrigali alle signore, sputano e si gargarizzano, abbracciano con braccette da pinguini l'intera umanità.
Cavallotti era un virtuoso del parlamentarismo, versatissimo nelle disposizioni, segreti, misteri, trucchi, scorciatoie, vie traverse, ingranaggi, rotelle e rotelline del regolamento parlamentare, e prenderlo in castagna in questa materia, era tentativo da scoraggiare i più temerari.
Enfatico e magniloquente nell'espressione del sentimento, di una calda ed irruente passionalità drammatica è nelle sue prime opere (I Pezzenti ('71), Guido, Agnese) Felice Cavallotti, l'esuberanza di temperamento dei personaggi teatrali trovando piena corrispondenza nella foga avvincente e ardente di patriottismo del loro creatore. Temperò poi il Cavallotti l'enfasi dei primi drammi storici nel romanticismo fra umoristico e sentimentale de Il Cantico dei Cantici ('81) – commedia che ebbe fortuna maggiore del merito – e meglio nelle commedie d'ambiente greco, piacevoli quadri, ricchi di colore, nei quali l'intrigo si annoda con arguzia, piacevolmente: l'ambiente dell'Atene ai tempi di Pericle, se non con geniale intuizione storica, è reso con molta evidenza scenica: e specialmente nellAlcibiade ('74) il carattere del protagonista è reso con grande forza drammatica.
L'autore più incoronato della mia giovinezza fu, certo, Felice Cavallotti: la democrazia si sfogava in gran nastri rossi. I resoconti giornalistici più completi registravano, per esempio: «Diciotto chiamate al proscenio e tre corone». Talora l'omaggio al poeta fu reso dopo il secondo atto di una commedia che, poi, cadde o, per lo meno, vacillò al terzo, sicché quell'alloro parve destinato piuttosto a inghirlandare la vittima che a incoronare il trionfatore.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026