Ritratto di Flavio Giuseppe
Rijksmuseum · CC0

Frasi

Frasi di Flavio Giuseppe

10 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 10 citazioni di Flavio Giuseppe, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Flavio Giuseppe (scrittore, storico, politico e militare ebreo antico, naturalizzato romano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Vita – Citazioni

Giunto intorno ai sedici anni, volli fare esperienza delle tendenze dottrinali esistenti presso di noi, che sono tre, come ho avuto più volte modo di dire, e cioè la prima, dei Farisei, la seconda, dei Sadducei, e la terza, degli Esseni; avrei potuto scegliere la migliore, così pensavo, solo se le avessi conosciute tutte a fondo. (v. 2.9)
Vi trovai già i primordi delle agitazioni rivoluzionarie, e molti che si scaldavano progettando la rivolta contro i Romani. Io tentai allora di calmare i sediziosi e di persuaderli a cambiare idea, aprendo loro gli occhi su chi erano coloro ai quali volevano fare la guerra, e di convincerli che non solo erano militarmente inferiori ai Romani, ma anche meno fortunati. (v. 4.17)
Avevo allora circa trent'anni, un'età nella quale, anche se uno si tiene lontano dalle passioni illecite, gli è difficile sfuggire alle calunnie dell'invidia, specialmente se si trova in una posizione di grande responsabilità; eppure, io rispettai la virtù di tutte le donne, e respinsi qualunque donativo come se non sapessi che farmene: non accettai neppure di prendere da chi me le portava le decime che, in quanto sacerdote, mi erano dovute. (15.80)
Vidi molti prigionieri crocifissi e ne riconobbi tre che erano stati miei amici, ne ebbi il cuore straziato e mi recai piangendo a dirlo a Tito. Egli ordinò immediatamente che fossero tirati giù e che ricevessero le cure più attente. Due, nonostante le cure, morirono, ma il terzo sopravvisse. (75.420-421)

Frasi da «Contro Apione»

Non si trova, d'altronde, presso i Greci, alcuno scritto considerato più antico della poesia di Omero, ed anche questa è chiaramente posteriore alla guerra di Troia; dicono inoltre che Omero non ab­bia lasciato i suoi poemi per iscritto, ma, tramandati dalla memoria, essi sarebbero stati dei canti raccolti successivamente ed è per questo che vi sono in essi tante discordanze (I, 12)
Infinite sono le distinzioni nei particolari tra i costumi e le leggi di tutti gli uomini. Si potrebbero così riassumere: alcuni hanno affidato l'autorità di governo a monarchie, altri a oligarchie, altri ancora alle masse. Il nostro legislatore, invece, non si soffermò su nessuna di tali forme, ma determinò un governo che - forzando la lingua - si potrebbe chiamare teocrazia, riponendo in Dio il potere e la forza (II, 165-166)
Ma noi siamo stati persuasi che la Legge fu istituita fin dalle origini per volontà di Dio e sarebbe empio non osservarla (II, 184)
Non abbiamo esercitato il coraggio nel suscitare guerre per avidità, ma per conservare le nostre leggi. Sopportiamo pazientemente le altre sconfitte, ma quando alcuni ci costringono a modificare le nostre leggi, allora scegliamo la guerra e resistiamo alle sventure fino in fondo (II, 272)

Scheda del libro «Contro Apione»

Dicono di Flavio Giuseppe

Era credulone e facile all'esagerazione.
Voltaire
Giuseppe aveva tutte le qualità del grande narratore: la sottigliezza psicologica, l'arte del ritratto, la forza drammatica, il pathos, l'amore per i contrasti di luce e di tenebra, l'alone epico. Persino la sua passione faziosa — l'amore per Israele e l'odio per gli Zeloti — contribuisce alla bellezza dei libri di Giuseppe. Dalla sua lettura, usciamo sconvolti e trasformati
Pietro Citati

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026