Frasi
Frasi di Francesco Berni
19 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 19 citazioni di Francesco Berni, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Francesco Berni (scrittore e poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Francesco Berni
Onde ora avendo a traverso tagliato / questo Pagan, lo fe' sì destramente, / che l'un pezzo in su l'altro suggellato / rimase senza muoversi niente; / e come avvien, quand'uno è riscaldato, / che le ferite per allor non sente; / così colui, del colpo non accorto, / andava combattendo ed era morto. (dallOrlando Innamorato, LIII, 60)
Rime
A tutte l'altre cose sta serrata, / e dicesi Videbimus; a questa / si dà un'udienza troppo grata. (da Capitolo di Papa Adriano)
Ad ogni modo, Amor, tu hai del matto, / e credi a me, se tu non fussi cieco, / io te farei veder ciò che m'hai fatto. (da Capitolo in lamentazion d'amore, vv. 31-33)
Ben che un pugnale, un cesso, o ver un nodo / ti faranno star queto in ogni modo. (da Contra Pietro Aretino, vv. 49-50)
Chi non ha molto ben del naturale / et un gran pezzo di conoscimento / non può saper che cosa è l'orinale, / né quante cose vi si faccin drento / (dico senza il servigio dell'orina), / che sono ad ogni modo presso a cento; / e se fusse un dottor di medicina / che le volesse tutte quante dire, / arìa facende insino a domattina. (da Capitolo dell'orinale, vv. 1-9)
Chiome d'argento fino, irte e attorte / senz'arte intorno ad un bel viso d'oro; / fronte crespa, u' mirando io mi scoloro, / dove spunta i suoi strali Amor e Morte. (da Sonetto alla sua donna, vv. 1-14)
Chi vuol veder quantunque pò natura / in far una fantastica befana, / un'ombra, un sogno, una febbre quartana, / un model secco di qualche figura, / anzi pur il model della paura, / una lanterna viva in forma umana, / una mummia appiccata a tramontana, / legga per cortesia questa scrittura. (da Sonetto in descrizion dell'arcivescovo di Firenze [Andrea Buondelmonti], vv. 1-8)
E beato colui che da sua posta / ha sempre qualc'un che gliele dia / e trova la materia ben disposta. / Ma io ho sempre avuto fantasia, / per quanto possi un indovino apporre, / che sopra gli altri avventurato sia / colui che può le pèsche' dare e tôrre. (da Capitolo delle pèsche, vv. 70-76)
Giace sepolto in questa oscura buca / un cagnaccio ribaldo e traditore; / era il Dispetto e fu chiamato Amore. / Non ebbe altro di buon: fu can del duca. (da In morte del can del duca, vv. 1-4)
Godete, preti, poi che 'l vostro Cristo / v'ama cotanto, ch'ei, se più s'offende, / più da turchi e concilii vi difende / e più felice fa quel ch'è più tristo. (da Sonetto contra li preti, vv. 1-14)
Ma pur Roma ho scolpita in mezzo il cuore / e con gli antichi mei pochi pensieri / Marte ho nella brachetta e in culo Amore. (da Sonetto al divizio, vv. 12-14)
Messer Antonio, io son inamorato / del saio che voi non m'avete dato. / Io sono inamorato e vo'gli bene / proprio come se fussi la signora; / guàrdogli il petto e guàrdogli le rene: / quanto lo guardo più, più m'inamora; / piacemi drento e piacemi di fuora, / da rovescio e da ritto; / tanto che m'ha trafitto, / e vo'gli bene e sonne inamorato. (da Canzon d'un saio, vv. 1-10)
Non si tien conto di chi accatti o presti: / accatta e fa' pur debiti, se sai, / ché non è creditor che ti molesti; / se pur ne vien qualch'un, di' che tu hai / doglia di testa e che ti senti al braccio: / colui va via senza voltarsi mai. / Se tu vai fuor, non hai chi ti dia impaccio, / anzi ti è dato luogo e fatto onore, / tanto più se vestito sei di straccio. / Sei di te stesso e de gli altri signore, / vedi fare alle genti i più strani atti, / ti pigli spasso dell'altrui timore. (da Capitolo primo della peste, vv. 100-110)
Non ti faccia, villano, Iddio sapere, / ciò è che tu non possa mai gustare / cardi, carciofi, pesche, anguille e pere. / Io non dico de' cardi da cardare, / che voi non intendessi qualche baia; / dico di quei che son buon da mangiare. (da Capitolo dei Cardi, vv. 16-21)
O Dio, che crudeltà, che non compose / un'operetta sopra la cucina, / fra l'infinite sue miracolose! (da Capitolo in laude d'Aristotele, vv. 82-84)
Pigliate un orinale / e date lor con esso nel mostaccio: / levate noi di noia, e voi d'impaccio. (da Sonetto a Papa Chimente, vv. 15-17)
Se costui non v'impicca tutti quanti / e non vi squarta, vo' ben dir che sia / veramente la schiuma de' pedanti. / Italia poverella, Italia mia, / che ti par di questi almi allievi tuoi / che t'han cacciato un porro dietro via? (da Capitolo di Papa Adriano, vv. 19-24)
Tu ne dirai e farai tante e tante, / lingua fracida, marcia, senza sale, / che al fin si troverà pur un pugnale / meglior di quel d'Achille e più calzante. (da Contra Pietro Aretino, vv. 1-4)
Un dirmi ch'io gli presti e ch'io gli dia / or la veste, or l'anello, or la catena, / e, per averla conosciuta a pena, / volermi tutta tôr la robba mia. (da Sonetto delle puttane, vv. 1-4)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026