Frasi
Frasi di Francesco Lomonaco
22 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 22 frasi di Francesco Lomonaco: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Francesco Lomonaco (scrittore, politico e patriota italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Discorsi letterarj e filosofici – Citazioni
Massima delle massime: non vi può esser mai e poi mai repubblica dove la virtù è un'opinione, o un calcolo d'interesse, non una sacra fiamma della quale avvampino i petti. (I, p. 12)
I tempi influiscono su le scienze; le scienze su' governi; i governi su' popoli; i popoli su' governi, su le scienze e su' tempi. (I, p. 24)
[...] i maestri della parola sono gli uomini; ma [...] i maestri del silenzio sono gli Dei. (I, p. 42)
Non v'ha uomo così sciagurato da preferire un'infame vita ad una morte la quale sia l'ultimo scalino del tempio dell'immortalità. (II, p. 66)
[...] una probità non ipocrita ma schietta, non eunuca ma virile, non cortigianesca né fratesca, ma filosofica fa cader di mano il pugnale anche all'assassino. (II, p. 67)
[...] bisogna fare alle nazioni in tempo di pace il massimo bene, ed il menomo male in tempo di guerra. (II, p. 76)
Il natural senso comune vale mille volte di più che la riflessione troppo assottigliata o stroppiata. (III, p. 84)
[...] per ben ragionare è necessario che alteramente si disprezzino uomini e libri. (III, p. 85)
fu pietoso figlio, ottimo fratello, sviscerato amico, uomo veramente libero, filosofo in pensieri, in parole, ed in opere: altamente sdegnoso senza essere incivile, fiero senza essere inumano, grave senza vero, appassionato senza essere sragionevole. Fu ancora il solo nel suo secolo che conoscendo la sovrana dignità dello scrittore, non vendé né profanò mai i suoi lucidissimi inchiostri; anzi li consacrò costantemente alla verità, alla virtù, alla gloria. L'alta carica a cui ambì, fu quella di tribuno del genere umano: il colore delle spoglie di cui si addobbò, fu il bruno, perché comprendeva, sentiva, diceva di esser morto il buon senso. Onde stette, e starà in mezzo al fremito degli aquiloni,Come torre in alto valor fondata e salda. (V, p. 109)
[...] gli uomini sogliono ne' loro sinistri imitare il fagiano, che quando è perseguitato da alcuno, caccia il capo nel primo cespuglio, e mostra pubblicamente il culo. Egli crede sottrarsi alla disgrazia non affrontandola, e vi si lascia cadere con maggiore ignominia fuggendola. (V, pp. 135-36)
Ma se le disgrazie sono estreme? Essa allora innasprendo l'uomo, ingenerano il coraggio, padre di virtù. Se estremissime? Producono la disperazione, madre di eroismo. (V, p. 139)
La vanità si può curare facendosene conoscere il ridicolo; laddove l'orgoglio che ha del bestiale, è una infermità intrattabile dell'anima umana. Esso poggia sopra un fondamento simile all'opinione cosmologica dell'Indou, che stabilisce la terra su di un elefante, l'elefante su di una testuggine, la testuggine sul vuoto. (VII, p. 162)
Regola generale: non vi possono essere eroi dove non vi sono cittadini; né cittadini, dove non vi sono uomini; né uomini, dove non vi sono mezzi per formarli. (VIII, p. 185)
Il lambiccato della vanità è l'elevarsi sulla vanità, disprezzando ciò che ammira l'umano gregge. (X, p. 228)
E pure questo stesso Plutarco che ha gli occhi di lince nel guardare addentro il cuore umano, è miopo nel passare accuratamente a rassegna le dottrine degli antichi filosofi; monca sposizione delle loro idee; spesso pensieri smembrati; nozioni poco rilevanti sostituite d'ordinario alle cardinali; molte volte né саро, né coda nel tutto, e di frequente mostruosità nelle parti. (XIV, p. 275)
Raffinatezza di pensieri; falsità di concetti; abbondanza di antitesi; verbosità di locuzione, arguziette di sentimenti, questo è il capitale del maestro e consigliere di Nerone. (XIV, p. 276)
Gravissimo errore è ancora quello di giudicare dell'umana grandezza dal suo volume, e non dalla sua massa. Un guerriero che sommetta un immenso gregge di pecore, acquista maggior fama di colui, che domi un branco di leoni. (XIV, p. 276)
Cesare marciava co' piedi di fuoco, e scriveva altresì con una penna di fuoco, mirando alle cose, non alle frasi ed alle parole. Onde atterrì tutti coloro che dopo di lui vollero accingersi a scrivere storie. Dare alla parola la maestosa semplicità dell'idea, contemplare i fatti dall'alto della sapienza civile e militare, narrare avvenimenti di cui si conoscevano tutte le anella, era impresa degna di Cesare, e non de' piccoli o mediocri ingegni. (XVIII, p. 324)
Vite degli eccellenti Italiani – Citazioni
[...] Francesco Guicciardini [...] nello storiare pochi ebbe eguali, superiore nessuno. Egli con ragione reputar si può lo Zenofonte Fiorentino, per aver descritte con somma maestria quelle cose, nel governo delle quali ebbe gran parte. Comeché vivesse in tempi dissoluti e tirannici insieme, pure concepì la nobile idea di censurare non solo i privati cittadini, ma anche i Principi, assolvendo questo, quell'altro dannando, colle laudi esaltando le virtù de' pochi inorrotti animi, e in abbominio ponendo la fellonesca depravazione dell'universale. (vol. II, p. 33)
Giordano Bruno sarebbe per avventura più noto di quel che lo è al presente, se nato fosse in Germania, in Inghilterra, o in Francia. Ma nato nella Italia, cioè in un paese senza governo e senza leggi, quanto ferace di eccelsi ingegni, altrettanto privo d'istituzioni e di depravati costumi inondato, i suoi non curante e degli estranei ammiratore; fu travagliato in vita, e dopo la morte sconosciuto da' più, venerato in segreto da' pochi, e da' fanatici tenuto in abbominio. (vol. II, p. 104)
Dicono di Francesco Lomonaco
Pochi videro tanto addentro, quanto il Lomonaco, nella , nel suo doppio aspetto, politico e religioso; nessuno forse vagheggiò così chiaramente i due ideali della rivoluzione italiana: unità nazionale ed emancipazione del laicato dal potere politico delia Chiesa; nessuno vide così chiaramente che l'unità d'Italia non doveva essere impetrata come concessione dallo straniero, ma conquistata per virtù di popolo e con forze proprie.
Si potrà discutere [...] la originalità del pensiero filosofico di F. Lomonaco; si potrà discutere il valore delle sue opere storiche: ma nessuno potrà negargli la gloria di essere uno de' più nobili padri spirituali del risorgimento italiano.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026