Ritratto di Francesco Maria Piave
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Frasi

Frasi di Francesco Maria Piave

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 8 citazioni di Francesco Maria Piave, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Francesco Maria Piave (librettista e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Francesco Maria Piave

Questa è dunque la iniqua mercede / che serbaste al canuto guerriero? (da I due Foscari, III, 9)
Una volta un ciabattino / gran signore diventò. (da Crespino e la comare, I, 2)
Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 158.

Ernani

Udite or tutti del mio cor gli affanni. (Ernani: I, 2)
Umberto Saba in Scorciatoie e raccontini, dopo aver citato quelli che secondo lui sono i due versi più belli della letteratura italiana, afferma: «Dimenticavo un terzo, meno bello; ma, per quello che dice, più italiano a
Siamo tutti una sola famiglia. (Coro: II, 5)
Oh de' verd'anni miei / sogni e bugiarde larve, / se troppo vi credei / l'incanto ora disparve. (Carlo: III, 1)

Dicono di Francesco Maria Piave

Autore del libretto non è più il Solera, bensì Francesco Piave, un giovane veneziano fabbricatore di cattivi versi, ma dotato di un raro intuito teatrale. In grazia appunto di codesta dote egli poté divenire da quel giorno il più assiduo collaboratore del Verdi. Il Piave si raccomandava anche per una esemplare modestia e pieghevolezza di carattere, qualità che lo resero segnatamente caro al Maestro, il quale amò sempre di scegliere da sé medesimo gli argomenti dei suoi libretti, di suggerirne e sovente imporne anche le situazioni.
Gino Monaldi
Dilettatosi di raffazzonare melodrammatiche scene, ebbe la fortuna di fermare l'attenzione di Giuseppe Verdi, e di diventare il suo prediletto poeta. Il Maestro del giorno si accontentò delle situazioni, che sempre sono nel Piave concitate, vive, d'immancabile effetto, e al rimanente pensò di supplir egli con la robusta ed appassionata sua musica.
Francesco Regli
Se il Piave fosse addentro nelle bellezze della lingua, e sapesse far versi; se le sue rime non fossero così spesso bislacche e ridicole, come quando si fa a rimare stivali con cavalli, ecc., ecc., la critica non fatto sentire tante volte la potenza del suo flagello.
Francesco Regli

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026