Frasi
Frasi di Francesco Maria Piave
8 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 8 citazioni di Francesco Maria Piave, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Francesco Maria Piave (librettista e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Francesco Maria Piave
Questa è dunque la iniqua mercede / che serbaste al canuto guerriero? (da I due Foscari, III, 9)
Una volta un ciabattino / gran signore diventò. (da Crespino e la comare, I, 2)
Ernani
Udite or tutti del mio cor gli affanni. (Ernani: I, 2)
Siamo tutti una sola famiglia. (Coro: II, 5)
Oh de' verd'anni miei / sogni e bugiarde larve, / se troppo vi credei / l'incanto ora disparve. (Carlo: III, 1)
Dicono di Francesco Maria Piave
Autore del libretto non è più il Solera, bensì Francesco Piave, un giovane veneziano fabbricatore di cattivi versi, ma dotato di un raro intuito teatrale. In grazia appunto di codesta dote egli poté divenire da quel giorno il più assiduo collaboratore del Verdi. Il Piave si raccomandava anche per una esemplare modestia e pieghevolezza di carattere, qualità che lo resero segnatamente caro al Maestro, il quale amò sempre di scegliere da sé medesimo gli argomenti dei suoi libretti, di suggerirne e sovente imporne anche le situazioni.
Dilettatosi di raffazzonare melodrammatiche scene, ebbe la fortuna di fermare l'attenzione di Giuseppe Verdi, e di diventare il suo prediletto poeta. Il Maestro del giorno si accontentò delle situazioni, che sempre sono nel Piave concitate, vive, d'immancabile effetto, e al rimanente pensò di supplir egli con la robusta ed appassionata sua musica.
Se il Piave fosse addentro nelle bellezze della lingua, e sapesse far versi; se le sue rime non fossero così spesso bislacche e ridicole, come quando si fa a rimare stivali con cavalli, ecc., ecc., la critica non fatto sentire tante volte la potenza del suo flagello.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026