Ritratto di François Villon
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Frasi

Frasi di François Villon

11 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 11 citazioni di François Villon, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

François Villon (poeta francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di François Villon

Fratelli umani, voi ancora vivi, / non siate duri di cuore con noi! / Se di noi miseri avrete pietà / più presto l'avrà Dio anche di voi.
Da Ballata degli impiccati, ne Il testamento e altre poesie.
Ma dove, le nevi dell'anno passato?
Da Ballata delle donne del tempo passato, in Ballate del tempo che se ne andò, p. 35.
Ma non ignoro che poveri e ricchi, / intelligenti e sciocchi, preti e laici, / villani e nobili, prodighi e avari, / piccoli e grandi, affascinanti e brutti, / dame dagli ampi colli impellicciati, / qualunque sia la loro condizione, / qualunque sia l'acconciatura o l'abito, / Morte li prende senza mai eccezione.
Da Il testamento, XXXIX, ne Il testamento e altre poesie.
Dama dei cieli, reggente della terra, / imperatrice delle infernali paludi, / ricevi la tua umile cristiana, / perché sia compresa tra i tuoi eletti,| nonostante che io mai sia valsa a nulla. / I tuoi beni, o dama e signora, / sono molto più grandi di me peccatrice / senza quei beni nessuno può acquistare meriti / né possedere il cielo; non sono bugiarda: / in questa fede voglio vivere e morire.
Da Il testamento e La ballata degli impiccati, traduzione di Rina Sara Virgillito, Rusconi, 1976.
Non perdo nel tuo campo la semente / quando a me il frutto somigliante viene. / Che lo sterri vuol Dio e vi ponga il germe; / e questo è il fine per cui noi s'è insieme.
Da Altra ballata [Ballata per Robert d'Estouteville], in Il mondo non è che illusione, traduzione di Luigi de Nardis, Feltrinelli Editore, 2015, p. 20. ISBN 9788858854075
Vivere voglio e morire in questa fede.
Da Ballata per pregare Nostra Signora, in Ballate del tempo che se ne andò, p. 105.

Dicono di François Villon

La gente per bene ne parla sottovoce; i professori dalla cattedra glissent, n'appuient pas, gli amatori di cose grassocce ed i collezionisti di bibliotechine pornografiche gli riservano un posto di onore fra il Satiricon di Petronio e i Dialoghi dell'Aretino. Povero Villon! Se il suo spirito travagliato vivesse ancora tra noi, chi gli farebbe perdere peggio le staffe: questi col loro inintelligente entusiasmo, o quelli col loro presuntuoso dispregio?
Guido Manacorda
Non è un Apollo, Villon, siamo d'accordo. Più magro «d'una chimera», più nero «d'uno scovone da forno», i denti più lunghi di quelli d'un rastrello, raso il capo, la barba, i cigli; malato, avariato, vecchio a trent'anni. Non lo dico io, lo dice lui, a chi vuol sentire ed a chi non vuol sentire, con quella sua lingua che taglia e che cuce. Una figura «tra l'orso e il porco», col peggio dell'uno e dell'altro. Pure raggia dai suoi occhi – questo non lo dice, ma possiamo bene figurarcelo senza tema d'errare – un divini aliquid, come raggio di sole tra piovaschi.
Guido Manacorda
La visione di Dante è reale, perché egli la vide; la poesia di Villon è reale, perché egli la visse.
Ezra Pound
Villon non mentisce a se stesso; egli non sa molto, ma egli sa ciò che sa.
Ezra Pound
Vorrei essere François Villon per cantare una nuova
Ballata degli impiccati
O penduli salami, cotechini
di Bologna, soavi mortadelle
con il grasso che cola a fior di pelle!
Profumati biroldi, salamini,
sopressate stupende! O vaghe, o buone
salsicce che pendete come liane!
O rosee, vaghissime collane!
E tu, maestosissimo zampone
[...] A voi salve, o salumi bene amati,
e a quei maiali dei vostri antenati.
Riccardo Morbelli

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026