Frasi
Frasi di Frank Capra
22 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Frank Capra raccolte in un'unica pagina: 22 frasi, divise per libro e argomento.
Frank Capra (regista, sceneggiatore e produttore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Miglior regia (1935)
Miglior regia (1937)
Miglior regia (1939)
Miglior documentario (1943)}}
Citazioni di Frank Capra
All'inizio delle riprese mi sentivo come un pugile sovrallenato che è già stanco prima ancora di salire sul ring.
Aveva alcune delle qualità di Gary Cooper. Quella indefinibile integrità personale, è durissima far sembrare cattivo Jimmy Stewart.
Ci sono donne e donne – poi c'è Kate. Ci sono attrici e attrici – poi c'è Hepburn.
E chi a Hollywood poteva recitare la parte dell'onesto e umile "poeta campagnolo" Mr. Deeds? Un solo attore: Gary Cooper. [...] Non ci volle grande intelligenza per affidare a Cooper la parte di Longfellow Deeds. Lui "era" Longfellow Deeds. Ogni linea della sua faccia suggeriva onestà. La sua integrità era così innata che poteva recitare ruoli di impostori senza che lui sembrasse mai un impostore.
Ho lavorato in fretta e senza farmi scoppiare il cervello, un po' come Julius Boros giocava a golf. Raggiungevo la palla, la colpivo, mi facevo una bella risata e andavo avanti senza perdere l'andatura.
I dilettanti giocano per divertirsi quando fa bel tempo. I professionisti giocano per vincere in mezzo alla tempesta.
Il cinema è una malattia, quando entra nel sangue prende il sopravvento. È come avere Jago nel cervello e, come per l'eroina, l'unico antidoto a un film è un altro film.
Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.
La chimica di un bravo attore cambia tutto. La sceneggiatura prende vita, diventa tridimensionale quando sul set ci sono attori così.
La regia è fatta per i giovani. Dopo i cinquant'anni ci vorrebbe la pensione obbligatoria per tutti.
Non avevo compreso il significato del dramma. Pensavo che il dramma si realizzasse quando gli attori piangono. Ma il dramma si realizza quando gli spettatori piangono.
Non ero interessato alla gloria, ma a fare film. Non volevo esibire la macchina da presa, il regista, lo sceneggiatore. Volevo il pubblico coinvolto nella storia.
Non ho mai pensato alla parola arte. Il cinema ha a che fare con troppe cose e con troppa gente.
[…] pensavo che fosse il mio lavoro mostrare ai nostri ragazzi le ragioni della nostra guerra. Avevano 18 anni, quei ragazzi, e non sapevano niente di cose di guerra. Non erano soldati, non avevano nessuna disciplina militare. Erano i peggiori soldati del mondo, quando la guerra scoppiò. Ma in due anni, erano i migliori del mondo. E c'è una ragione, per questo: avevano una mente aperta. […] Era la prima cosa che facevano, vedere i miei film. E quando li vedevano, sapevano cosa fare, perché combattevano. Capivano che non era un gioco. Era vero.
Quando dovevamo girare "Mister Smith va a Washington", la scelta era fra Gary Cooper e Jimmy Stewart. Jim era più giovane e io sapevo che avrebbe fatto un Mister Smith fantastico. Aveva l'aria del ragazzo di campagna, Jimmy, dell'idealista. Il personaggio era molto vicino a lui. Non c'è dubbio, quel film ha dato l'impronta alla sua immagine, al vero Jimmy Stewart.
Quando interpreta ruoli di duro non recita se stesso. Fondamentalmente, Jimmy è un idealista.
Quei registi che si fanno belli con i movimenti di macchina e le inquadrature spettacolari, alla fine mostrano solo se stessi.
Dicono di Frank Capra
Magari non c'è mai stata un'America, magari c'erano solo i film di Capra.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026