Frasi
Frasi di Friedrich Schelling
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 21 citazioni di Friedrich Schelling, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Friedrich Schelling (filosofo tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Friedrich Schelling
Infatti, cos'altro è la materia, se non spirito spento?
Io non ho mai avuto intenzione di sapere cosa propriamente Kant abbia voluto dire con la sua filosofia, ma solo ciò che avrebbe dovuto dire secondo il mio punto di vista, se voleva dare intima coerenza alla sua filosofia.
La Natura deve essere lo Spirito visibile, lo Spirito la Natura invisibile.
La natura è vita che dorme.
Aforismi sulla filosofia della natura
Vedere il finito solo in quanto dissolto nell'infinito è lo spirito della scienza nella sua analisi del particolare; contemplare l'infinito nel finito, nella piena comprensibilità del finito stesso, è invece lo spirito dell'arte. (§ 13, p. 26)
La ragione non può essere descritta a qualcuno: è essa stessa che deve descriversi in qualcuno e attraverso qualcuno. (§ 31, p. 31)
Nulla, assolutamente nulla, è dunque in sé imperfetto; al contrario, tutto ciò che è appartiene, nella misura in cui è, all’essere della sostanza infinita, alla cui natura appartiene semplicemente per il fatto che essa è. E questa la sacralità di tutte le cose. La più piccola è altrettanto sacra della più grande, sia in virtù della sua intima infinitezza, sia perché non potrebbe essere annientata, quanto al suo eterno fondamento e al suo essere nel Tutto, senza che questo Tutto infinito non venisse esso stesso annientato. (§ 224, p. 85)
Frasi da «Sistema dell'idealismo trascendentale»
La tendenza necessaria di tutte le scienze naturali ha luogo quindi dalla natura all'intelligente. Ciò, e nient'altro, si trova alla base dello sforzo verso l'introduzione della teoria nei fenomeni naturali.
Il supremo perfezionamento della scienza naturale consisterebbe nella compiuta spiritualizzazione di tutte le leggi naturali in leggi dell'intuire e del pensare. Devono scomparire completamente i fenomeni (l'elemento materiale) e rimanere soltanto le leggi (l'elemento formale). Di qui si conclude che tanto più la legalità irrompe nella natura stessa, altrettanto si dissipa il velo, gli stessi fenomeni si fanno più spirituali e infine cessano del tutto. I fenomeni ottici non formano altro che una geometria le cui linee son tracciate dalla luce e questa luce medesima è già di una materialità ambigua. Nei fenomeni del magnetismo scompare ormai qualsiasi traccià materiale e dei fenomeni della gravitazione, che i fisici stessi credettero di poter comprendere soltanto come azione direttamente spirituale, rimane esclusivamente la loro legge, la cui attuazione nel macrocosmo costituisce il meccanismo dei moti celesti.
Perfetta teoria della natura sarebbe quella in cui la natura si dissolvesse in un'intelligenza. (Introduzione, p. 55)
Come simultaneamente il mondo oggettivo aderisca a rappresentazioni in noi e rappresentazioni in noi al mondo oggettivo è incomprensibile se non esiste tra i due mondi, l'ideale e il reale, unarmonia prestabilita. Epperò questa armonia prestabilita non è a sua volta neanche pensabile se l'attività mediante la quale è prodotto il mondo oggettivo non è originariamente identica a quella che si esterna nel volere, e viceversa. (p. 69)
La natura inizia senza consapevolezza e termina coscientemente; la produzione non è conforme a fini, bensì lo è certo il prodotto. L'io, nell'attività di cui stiamo parlando, deve iniziare con coscienza (soggettivamente) e finire nel privo di coscienza od oggettivamente: l'io è cosciente secondo la produzione, privo di consapevolezza quanto al prodotto. (p. 551)
Dicono di «Sistema dell'idealismo trascendentale»
Il Sistema dell'idealismo trascendentale è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (Michele Losacco)
Dicono di Friedrich Schelling
È infatti il pensatore veramente creativo e di più ampio respiro di tutta questa epoca della filosofia tedesca. Egli lo è a tal punto che spinge dall'interno l'idealismo tedesco al di là della sua propria posizione fondamentale.
La filosofia di Hegel pel suo contenuto si riscontra con quella di Schelling. Entrambi professano una filosofia, il cui fondamento è l'identità del pensiero e dell'essere, dell'ideale e del reale, della ragione divina e della ragione umana. Se non che Schelling presenta il suo principio assoluto, come un'intuizione intellettuale, mentre Hegel lo presenta, come l'assoluto concetto, il puro pensiero.
Nel movimento di reazione a Hegel, il problema dell'essere è giunto con Schelling al punto in cui sarà ripreso più tardi da Heidegger.
Nella Confederazione Renana sorgeva la nuova filosofia del giovane Schelling, che, stanco della minuziosa ragione, ritornava alla natura, e fondava la così detta filosofia della natura: ma essa era rinvolta in un circolo infecondo di idee panteiste; identificava la natura e lo spirito, e con ciò diveniva fondatore della cosi detta dottrina dell'identità dei contrarj. Con lui incominciò senza dubbio il primo ritorno alla filosofia del soggettivismo, dall'io al grande oggettivismo; ma egli non ebbe l'animo o la forza di riconoscere la rivelazione, e ritornare alla Chiesa.
Schelling ha contribuito ulteriormente a costruire il ponte mai compiuto intendendo la rivelazione come forma superiore del mito; ma là dove si sarebbe dovuto inserire la pietra finale, egli fu insicuro, gli sfuggì la misura delle distanze.
Spacciare il proprio assoluto per la notte in cui, come si suol dire, tutte le vacche sono nere, è l'ingenuità dovuta alla vacuità di conoscenza.
Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come Tieck e gli Schlegel e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo.
Intorno alla questione del male, egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dellhumanitas nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di superuomo che possa giustificarlo.
Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della ragione è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'empiria; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire Dio come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori.
Schelling è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta Novalis, era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026