Frasi
Frasi di Gabriello Chiabrera
9 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 9 citazioni di Gabriello Chiabrera, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Gabriello Chiabrera (poeta e drammaturgo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Gabriello Chiabrera
Bacco d'ogni piacer volge le chiavi, / fondator di speranze, / rallegrator di danze, / disgombrator d'omei; / quinci de' pensier miei / il vo' gridar Signore.
Del mio sol son ricciutegli / i capegli / non biondetti, ma brunetti; / son due rose vermigliuzze / le gotuzze, / le due labbra rubinetti.
Là dove è libertà, non è tormento.
Dicono di Gabriello Chiabrera
Anche il Chiabrera credeva, come il che «la poesia è obbligata a far inarcar le ciglia».
Dal solo Chiabrera fu l'Italia regalata di tre nuove corone poetiche ; mercechè veramente nelle sue mani nacque e grandeggiò prima la canzone pindarica, poi la canzone anacreontica e infine il sermone oraziano ; né mal s' apporrebbe colui che attribuisse al Chiabrera eziandio la rinnovazione del Ditirambo.
[...] Fiorirono in tale intervallo tre ingegni eminenti che forse mantennero alla lirica nostra una spiccata maggioranza su quella d'altre nazioni. Ognuno, io penso, à nominato ad una con me il Chiabrera, il Filicaja ed il Guidi.
Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole.
In lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito.
Nonostante tutti i precetti pindarici confessati, volutamente e ingenuamente confessati nellAutobiografia e nel Vecchietti, nel Geri, nellOrzalesi, nel Bamberini, i suoi dialoghi dell'arte poetica, in Chiabrera il richiamo del mito è sempre momento dell'elogio: un trapasso di motivi per cui si esaltano, dicendole di eroi lontani, le virtù dell'eroe d'oggi.
Un critico che di Chiabrera s'è occupato a lungo, Mannucci, ha creduto di poter trovare confessata la fondamentale falsità di questa lirica in talune parole dellAutobiografia: «Di Pindaro si meravigliò, e prese ardimento di comporre alcune cose a sua somiglianza».
Ma è che qui siamo proprio al centro di una poetica umanistica, per cui l'arte è soprattutto fatta di studio e di volontà: non sarebbe difficile riconoscere lo stesso spirito nella Deffence et illustration de la langue française di Bellay: e facile addirittura richiamare Dante con la sua distinzione, cui teneva ad oltranza, di coloro che verseggiano «casu» e coloro che scrivono «arte».
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026