Ritratto di Georges Ivanovič Gurdjieff
Janet Flanner-Solita Solano papers. · Public domain

Frasi

Frasi di Georges Ivanovič Gurdjieff

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Georges Ivanovič Gurdjieff raccolte in un'unica pagina: 9 frasi, divise per libro e argomento.

Georges Ivanovič Gurdjieff (filosofo, scrittore e mistico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Frasi da «Incontri con uomini straordinari»

"Per me, non v'è alcun dubbio: fra tutte le cause delle anomalie esistenti nella civiltà contemporanea, la più evidente, quella che occupa il posto predominante, è proprio questa letteratura giornalistica, per l'azione demoralizzante e perniciosa che esercita sullo psichismo degli uomini." [...] Così finiva il discorso del vecchio letterato persiano. (da Introduzione, p. 57)
Mentre sto per riprendere questi testi al fine di dare loro una forma accessibile a tutti, mi viene l'idea di seguire nel mio lavoro il saggio consiglio spesso ricordato del nostro grande Mullah Nassr Eddin: Sforzati sempre e in tutto di ottenere allo stesso tempo l'utile per gli altri e il gradevole per te. (da Introduzione, p. 58)
La sua storia mi commosse molto. Desideravo con tutto il cuore aiutarla. Perciò le parlai a mia volta di un fenomeno straordinario di cui ero stato testimone per caso l'anno precedente e che si riferiva anch'esso alla musica. Le raccontai nei minimi particolari come, grazie a una lettera di raccomandazione di un uomo di grande valore, Evlissi, che mi era stato maestro durante la mia infanzia, ero stato accolto presso degli esseni, per la maggior parte israeliti, che, per mezzo della musica e di antichi canti ebraici, avevano fatto crescere delle piante nel giro di mezz'ora. (da Il principe Yuri Lubovedsky, Vitiviskaia, p. 181)
Tutti nel monastero conoscono l'alfabeto di queste pose, e la sera, quando le sacerdotesse danzano nella grande sala del tempio, secondo il rituale proprio di quel giorno, i monaci leggono nelle pose da esse assunte delle verità che gli uomini vi hanno inserito alcune migliaia di anni fa. Queste danze adempiono a una funzione analoga a quella dei nostri libri. Come noi oggi facciamo sulla carta, così una volta certe informazioni relative ad avvenimenti trascorsi da molto tempo, furono registrate in queste danze e tramandate di secolo in secolo agli uomini di generazioni future. Queste danze furono chiamate danze sacre. (da Il principe Yuri Lubovedsky, Solovëv, p. 216)

Scheda del libro «Incontri con uomini straordinari»

Vedute sul mondo reale. Gurdjieff parla ai suoi allievi

Domanda: Si può trovare qualcosa di valido nelle cerimonie e nei riti cattolici? Risposta: Non ho studiato il rituale cattolico, ma conosco bene i rituali della Chiesa greca, nei quali, al di là della forma e del cerimoniale, esiste un senso reale. Ogni cerimonia, finché continua a essere praticata senza modificazioni, conserva il suo valore. I rituali, come le danze antiche, erano una guida, un libro in cui era scritta la verità. Ma per capirli bisogna averne la chiave. Anche le vecchie danze popolari hanno un senso; ce ne sono persino alcune che racchiudono delle ricette per fare la marmellata. (da Primi contatti. New York, 13 febbraio 1924, p. 89)
Lo stile dei movimenti e delle pose di ogni epoca, di ogni razza e di ogni classe, è indissolubilmente legato a determinate forme di pensiero e di sentimento. E il legame è così stretto che un uomo non può cambiare né la forma dei pensieri né quella dei sentimenti, se non cambiando il proprio repertorio di pose. (da L'esercizio dello "stop". Parigi, 6 agosto 1922, p. 154)
Prendete l'architettura: tra gli edifici che ho visto in Persia e in Turchia, mi ricordo molto bene di una costruzione a due stanze. Tutti coloro che entravano in quelle stanze, giovani o vecchi, inglesi o persiani, di qualunque formazione o cultura, si mettevano a piangere. Avevamo continuato per due o tre settimane a osservare le reazioni delle persone, scegliendo specialmente la gente allegra. Ma il risultato era sempre lo stesso. A causa delle proporzioni architettoniche di quella costruzione, le vibrazioni interne, matematicamente calcolate, non potevano che produrre quell'effetto. In noi operano determinate leggi, e non possiamo sottrarci alle influenze esterne. Siccome l'architetto possedeva una conoscenza reale, e la sua costruzione era matematicamente in accordo con essa, il risultato era sempre il medesimo. (da Domande e risposte. New York, 24 febbraio 1924, p. 177)
Affermazione e negazione esistono sempre e dovunque, non solo in rapporto a ogni individuo, ma per l'umanità nel suo insieme. Se mezza umanità afferma una cosa, l'altra metà la nega. Per esempio, ci sono due correnti contrarie, la scienza e la religione. Ciò che la scienza afferma, la religione nega, e viceversa. È una legge meccanica, e non può essere altrimenti. Essa opera ovunque a ogni livello, nel mondo, nelle città, nella famiglia, nella vita interiore dell'individuo umano. Un centro dell'uomo afferma, un altro nega. Noi siamo sempre divisi tra i due. Questa è una legge oggettiva, e tutti noi ne siamo schiavi; per esempio, io devo essere schiavo o della scienza, o della religione. In entrambi i casi, l'uomo è schiavo di questa legge oggettiva. È impossibile liberarsene. È libero soltanto colui che sta nel mezzo: chi ne è capace, sfugge a questa legge di schiavitù. (da Affermazione e negazione. New York, 20 febbraio 1924, p. 193)

Dicono di Georges Ivanovič Gurdjieff

Kipling disse una volta che questi gemelli – intendeva dire l'Oriente e l'Occidente – non sarebbero mai potuti andare d'accordo. Ma nella vita di Gurdjieff, nella sua opera e nella sua parola vi è una filosofia, uscita dalle profondità della saggezza dell'Asia, c'è qualcosa che l'uomo d'Occidente può capire. E nell'opera di quest'uomo e nel suo pensiero – in ciò che ha fatto e nel modo in cui lo ha fatto – l'Occidente incontra veramente l'Oriente.
Frank Lloyd Wright

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026