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Frasi di Giacomo Bonafede Oddo

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 8 frasi di Giacomo Bonafede Oddo: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Giacomo Bonafede Oddo (scrittore e giornalista italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Mente e cuore

Lord Palmerston fu favorevole all'unità nazionale d'Italia, ma la Polonia e la Danimarca furono da lui miseramente abbandonate. Univa le isole Jonie alla Grecia, ma nel tempo stesso cambiava la dinastia Ellenica; e queste contraddizioni non si spiegherebbero ove non si ricorresse alla regola degli interessi inglesi. (p. 18)
Lord Palmerston sarà scuola ai futuri ministri inglesi e a quei governi in generale che tutto sacrificano ai vantaggi della propria nazione, ma sarà giudicato severamente da quanti vogliono collocare sopra i troni dei Re e degli Imperatori i troni della libertà e della giustizia. (p. 19)
I quadri del D'Azeglio apparranno o monotoni, o sbiaditi a quanti sono avvezzi allo spettacolo di certe scuole moderne, ma saranno di scuola a quegli altri che pensano la fantasia umana non potere aggiungere ma scemare bellezza alla natura. (p. 24)
Il bello della natura è legato al bello morale; a chi conosce il primo non può restar nascosto il secondo. (p. 25)
Riccardo Cobden non appartiene all'Inghilterra; egli appartiene all'umanità, e studiò, e lavorò, e sudò per essa.
Egli non aveva una missione limitata né ad un paese né ad un'epoca.
Le sue teorie appartengono al mondo tutto, e come nel presente così nell'avvenire. Egli redense dalla povertà e dalla miseria il popolo angariato dall'aristocrazia, asciugò le lagrime di tanti afflitti, portò l'abbondanza nella casa dell'operaio, rese prospera e lieta la vita di chi suda nell'onesto lavoro. (p. 36)
Nel testo "redenze".
Carlo De Blasis creò un genere artistico a sé, pieno di sentimento, di espressione, di poesia o di un'effetto pittoresco, e perciò fu considerato capo scuola. Ebbe molti imitatori; ma niuno più di lui possedé il genio dell'arte sua. Ne estese i limiti e l'innalzò al rango delle arti imitatrici, fondandola sovra gli stessi principii, dandole l'eguale importanza, fissandone il medesimo scopo. (p. 103)
La danza e l'azione mimica del Blasis , fondate sopra le regole del disegno, erano corrette, eleganti, espressive, nobili, e che sempre dipingevano in modo armonioso i sentimenti che agitavano lo spirito. (p. 103)
Egli presentava nei suoi quadri, ognora animati da celeste scintilla, il perfetto ed incantevole accordo del ballo e della musica, ed è perciò che coltivò codesta arte quanto quella del ballo. (p. 103)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026