Ritratto di Gialal al-Din Rumi
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Frasi

Frasi di Gialal al-Din Rumi

13 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Gialal al-Din Rumi raccolte in un'unica pagina: 13 frasi, divise per libro e argomento.

Gialal al-Din Rumi (poeta e mistico persiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Gialal al-Din Rumi

Che noi possiamo fare ciò che di bello amiamo. Ci sono centinaia di modi di inginocchiarsi a baciare la Terra.
Citato in Julia Butterfly Hill, Ognuno può fare la differenza, traduzione di Isabella Bolech, Corbaccio, Milano, 2002, p. 7. ISBN 88-7972-542-4
La nostra danza, o cara anima mia, / ha spiritual natura, e tu, se vi entri, / non v'entrar con superbia e con follia. // La nostra danza fuor della persona, / fuor dall'anima sta. Tu poggia in alto, / empietà e fede dietro a te abbandona. // La nostra danza è amor spirituale, / ebbrezza ella è; gorgoglia come vino / dentro la coppa del corpo mortale. // La nostra danza è la sorgente viva, / è di vita la fonte. E tu, se sei / Khizer, bevi dall'onda che ravviva. // La nostra danza è pegno portentoso; / per la sua vita, Adamo dalla destra / di Dio l'ottenne misericordïoso. // La nostra danza più che le celesti / plaghe è sublime. Questo grande arcano / alla stadera tua tu invan trarresti. // La nostra danza è tutta una gran festa, / tutta una gioia. Via se ne cancella / ogni dolore e ogni cura molesta. // La nostra danza è tal, che di sé prezzo / alcun non ha. Non chiederne compenso, / figlio mio, non donarla a poco prezzo! (da La danza mistica)
In Orfeo, il tesoro della lirica universale, a cura di Vincenzo Errante e Emilio Mariano, edizione rinnovata e accresciuta da Emilio Mariano, Sansoni, Firenze, 19746, traduzione per Rūmī di Italo Pizzi, pp. 266-267
Lascia il mondo e ne sarai signore, / esci da te, sarai compagno di Dio. / Dàtti, tu freccia, all'arco del Signore, / che egli ti scocchi rapido al tuo segno. / Cresci, tu grano, e sii campo di spighe, / poi lasciati mietere nel giorno della falce; / fatti nel forno ardente pane al mondo, / lascia lieto la terra e sarai stella
Da Dattiloscritto, con dedica, di otto testi di Gialal al Din Rumi; probabilmente dei primi anni Sessanta; in Cristina Campo, Se tu fossi qui. Lettere a Maria Zambrano 1961-1975 a cura di Maria Pertile, Archinto, 2009, p
Girando intorno al centro eterno, / che è Dio, / tumultuando intorno al quieto centro / che è in Dio, / getta da te ogni cura e ruota intorno / a Dio, / oltre il sole e le aurore, fino / a Dio. / Chi seppe la potenza della danza / vivrà in Dio, / poiché sa che l'amore uccide / come Dio.
Da Dattiloscritto, con dedica, di otto testi di Gialal al Din Rumi; probabilmente dei primi anni Sessanta; in Cristina Campo, Se tu fossi qui. Lettere a Maria Zambrano 1961-1975 a cura di Maria Pertile, Archinto, 2009, p
Muoio come pietra e divengo pianta; muoio come pianta e vengo sollevato al rango di animale; muoio come animale e rinasco come uomo... morendo come uomo, tornerò a vivere come angelo... Ma trascenderò l'angelo per divenire qualche cosa che l'uomo non ha mai visto; e allora sarò il Niente.
Citato in Alfonso Maria Di Nola L'Islam. Storia e segreti di una civiltà. Newton & Compton Editori, Roma, 1989. ISBN 8882891011, p. 205.
O uomo! Viaggia da te stesso in te stesso.
Dal Canzoniere; citato in Antonio Mazza, Vivere semplice, Castelvecchi, Roma, 2006, p. 179. ISBN 88-7615-143-5
Sai tu che cosa dice il rabab', parlando di lacrime e di dolore bruciante? Dice: "sono scorza rimasta lontana dal midollo: perché non dovrei piangere nel tormento della separazione?"(L'amante perfetto)
Strumento musicale a corde. Islam, p. 183.
Se cerchi l'eterno amico / o cuore, scorda te stesso. / Come farfalla alla luce / offri tu il corpo e l'anima. / Sii bimbo senza pane / alla porta dello straniero, / al pazzo sii bocca fraterna / e parlagli solo d'amore. / Così a te s'inchina il Signore / oltre la fede e l'errore, / poi egli stesso, dalla brocca eterna, / ti berrà, con l'eterno vino.
Da Dattiloscritto, con dedica, di otto testi di Gialal al Din Rumi; probabilmente dei primi anni Sessanta; in Cristina Campo, Se tu fossi qui. Lettere a Maria Zambrano 1961-1975 a cura di Maria Pertile, Archinto, 2009, p
Se cominci ad andare, ti si aprirà innanzi la Via; / se ti fai nulla, sarai trasformato in essere puro; / se ti fai basso e abietto, non entrerai più nel cosmo / e allora, fuori di te, sarai mostrato a te stesso! (da Quartine)
In Gialâl ad-Dîn Rûmî, Poesie mistiche, introduzione, traduzione e note di Alessandro Bausani, Fabbri Editori, collana I grandi classici della poesia, RCS libri, Milano, 1997, p. 134.
Sorgi, o giorno! Danzano gli atomi di polvere / e le anime, liete, in estasi sante danzano. / Colui per il quale danzano le sfere celesti ed il Vento / te lo dirò in un orecchio, Lui dove danza! (da Quartine)
In Gialâl ad-Dîn Rûmî, Poesie mistiche, introduzione, traduzione e note di Alessandro Bausani, Fabbri Editori, collana I grandi classici della poesia, RCS libri, Milano, 1997, p. 133.
Tu inventasti questo "io" e questo "noi" / per giocar con Te stesso il sacro gioco / dell'adorazione, affinché tutti / questi "io" e "tu" divengan unica vita. (Mathanawi, I, 1787)
Citato in Ananda K. Coomaraswamy, Induismo e Buddismo, traduzione di Ubaldo Zalino, Rusconi, Milano, 1994, p. 30. ISBN 88-18-70053-7.

Dicono di Gialal al-Din Rumi

La straordinaria ricchezza della condizione di Rūmī nasce dal fatto che in lui si uniscono drammaticamente i due atteggiamenti spirituali opposti: il neoplatonico e lo gnostico. Questa terra è insieme, per lui, la casa dell'anima e la casa dell'esilio, il migliore dei mondi possibili e l'oscuro carcere, che imprigiona i nostri spiriti e i nostri corpi. Così ora Rūmī ci racconta una storia opposta a quella che ci aveva raccontato. Chi contempla le cose, non conosce la luce divina. Il mondo – che prima ci manifestava il volto di Dio – è il velo che ce lo nasconde. Viviamo un'esistenza di sogno. [...] Così dobbiamo lasciarci alle spalle i veli e i riflessi, i profumi e i colori, abbandonare il carcere e il terrore della separazione.
In piedi, amici, partiamo. È tempo di lasciare questo mondo. / Il tamburo risuona dal cielo, ecco che ci chiama. / Ecco: il cammelliere si è levato, ha preparato la carovana, / e vuole andarsene. O viaggiatori, perché dormire? / Davanti a noi, dietro di noi, si elevano il suono delle campanelle, il tumulto della partenza. / Ad ogni istante, un'anima, uno spirito si invola verso dove non c'è più luogo.
Pietro Citati
Un uomo del suo tempo e di tutti i tempi: una presenza viva e fraterna in tutto il mondo dell'Islam, dal Cairo a Tangeri, da Djakarta a Lahore, coi suoi 800 milioni di musulmani. Nell'India, in Afghanistan, in Iran i suoi poemi sono salmodiati dalle folle durante i pellegrinaggi; nel più umile villaggio turco – e, ancora oggi, in Bosnia-Erzegovina – la sua memoria è venerata; a Istanbul esiste un cimitero in cui molti chiedono di essere sepolti, vicino a coloro che furono "gli innamorati" di Rūmī; monasteri in tutto l'Oriente, ivi compresi i Balcani; cattedre dalle quali per sette secoli fu insegnata la sua dottrina; il riconoscimento, da parte degli orientalisti occidentali, della sua opera come di quella del più grande poeta mistico di tutti i tempi, opera che – per gli orientali – è seconda solo al Corano [...] Ma, soprattutto, il portatore di un messaggio di bruciante attualità, perché fondato su un'esperienza vissuta, emanante da un uomo che – anche se divenne un santo – non era un prete.
Eva de Vitray-Meyerovitch

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026