Frasi
Frasi di Gian Carlo Di Negro
8 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 8 citazioni di Gian Carlo Di Negro, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Gian Carlo Di Negro (poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Vita di Gian Carlo Di Negro patrizio genovese scritta da esso – Citazioni
D'ogni piacer Parigi è assai fecondo; / Teatro, danze, giochi, ed armonia / Alla vita gentil schiudon la via. (canto I, p. 18)
Al veder Londra, ricca ampia cittade, / Meraviglia inaudita il sen m'invade; / E, confuso il pensier a vista tale, / Per più dì lo stupore in me prevale. (canto I, p. 18)
Vagliadolid, dotta città, mi piacque, / Ove l'Ibero Anacreonte nacque, / Che m'accolse gentile, come egli era, / Lasciando in me riconoscenza vera. (canto III, p. 23)
L'amor di Patria, e le calde preghiere / Degli amici fur sprone al mio pensiere / Di ritornar: ne secondai l'idea, / E Genova più bella a me parea. / Io non dirò di quanta gioia piena / Fu l'alma mia in la nativa arena. (canto IV, p. 37)
Mosse Byron voglioso a queste mura, / Genio privilegiato di natura; / Byron, ingegno vivido e fecondo, / Nel vol di fantasia a niun secondo, / Che d'Italia cantò glorie e sventure, / Non per giro di tempo periture. / [...] Lo conobbi, e l'ascrivo a mia fortuna: / La conoscenza sua mi fu opportuna / Per udire sovente la melode, / Che fra i vati dell'Anglia il vanto gode. (canto IV, p. 38)
Dicono di Gian Carlo Di Negro
Quanto al vecchio Di Negro è ancora un po' più brutto di quando siamo arrivati all'inizio. Dà periodici ricevimenti alla Villetta in cui v'è una gran quantità di vasi di fiori e qualche gelato, senza altro rinfresco. Lui si aggira declamando costantemente versi estemporanei a ogni minimo spunto. Nella sua camera da letto ha un'Arpa Gigantesca e tiene sempre pronte carta e penna per fissare le idee man mano che gli vengono, una sorta di Re David profano, ma molto innocuo.
Sono andato a vedere la statua colossale nel giardino del celebre Doria, poi alla Villetta, delizioso giardino del marchese Di Negro: un uomo d'ingegno che, nonostante il suo blasone, fa buona accoglienza a tutti gli uomini di talento. Il marchese Gian Paolo – così lo chiamano – ha un estro non comune, e a dispetto dei suoi settant'anni scrive versi veramente gradevoli; non conosco nessuno in Francia che possa essergli paragonato. Mi ha accolto con ogni cordialità m'ha offerto dell'uva della sua Villetta.
Sono stato a cena dal console generale francese. Era presente, fra gli altri genovesi, il Marchese di Negro, un grassone molto più vecchio di Jerdan, con la stessa chiacchiera e misura di lingua. È stato amico di Byron: la sua casa, qui, è aperta a tutti, scrive poesie, improvvisa, ed è una sorta di ottimo vecchio Blunderbore, proprio lo strumento giusto per scavare un pozzo artesiano da qualsiasi parte.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026