Ritratto di Giobbe Covatta
Elena Torre from Viareggio, Italia · CC BY-SA 2.0

Frasi

Frasi di Giobbe Covatta

45 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 45 frasi di Giobbe Covatta: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Giobbe Covatta (comico, attore, scrittore e politico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Giobbe Covatta

Bergson distingueva bene, secondo me, fra poeta e comico. C'è un'affinità, ma non è la stessa cosa. La differenza fra il poeta e il comico, secondo Bergson, è che il poeta riesce a vedere cosa c'è dietro la nebbia, mentre il comico è colui che riesce appena a descrivere la nebbia. Far ridere quindi resta un privilegio, certo, ma la poesia è oltre.
Citato in Pedrinelli, p. 58.
Biografia di Dio: di lui si sa poco. Quello che è certo è che fuma sigari Coiba che Fidel Castro gli regala ogni anno a Natale. Da alcune rare foto risulta essere un bell'uomo, tipo Leonardo DiCaprio ma con l'espressione più intelligente. D'altra parte, come lui stesso ha dichiarato: "Mi sono fatto da solo. Perché avrei dovuto farmi male?" (da Dio li fa e poi li accoppa, traduzione di Paola Catella, Zelig)
Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell'anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti. (dallo spettacolo Paraboleiperboli)
Del resto il poeta era lui. Io faccio il comico.
E dal teatro Gaber ha mandato, a mio avviso, non tanto insegnamenti di percorso, quindi, ma di contenuti. [...] Lui denunciava la stanchezza morale degli anni Ottanta, l'affievolimento dei valori, il coinvolgimento della gente nel cosiddetto edonismo reaganiano, già prima che tutto questo accadesse. Ma ha avuto pure il coraggio, l'umiltà, di dire che forse, se le generazioni più giovani avevano subito senza accorgersene la dittatura del mercato, quella era in qualche modo pure una sconfitta della sua, di generazione. Soprattutto però Gaber ci ha ricordato sempre, anche in spettacoli complessi, che la risata è un valore.
Citato in Pedrinelli, p. 57.
Questo libro è dedicato a Don Ginepro, il prete di quand'ero bambino, che per evitare che ci toccassimo, ci toccava lui. Bontà divina. (da Sesso? Fai da te!, Zelig)
..fino all'altro ieri il Congo era il giardino privato di Leopoldo II . Posti dove l'occidente ha fatto carne da macello e dove piazzavamo governanti comandati a bacchetta, a nostro piacimento, dove decidevamo noi il prezzo a cui venderci le noccioline.
Citato in Giobbe Covatta: "Smettendo di chiederci il perché delle cose, siamo diventati razzisti", L'Espresso.it, 13 giugno 2018.

Frasi da «Parola di Giobbe»

All'inizio era il Verbo... Il complemento oggetto venne molto tempo dopo.
Poi Dio creò il Panda, ma solo per la città: per i viaggi lunghi creò la Thema diesel.
Poi creò il coccodrillo, e subito dopo la maglietta. Così mise il coccodrillo sulla maglietta, e fu un grande successo.
In sei giorni il Signore aveva creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che era già suo segretario da tempo immemorabile.
E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso foresteria (p. 23)
E allora il Signore disse: «Orsù, prendiamo del fango. Orsù, impastiamolo. Poi ci sputò sopra, e nacque Adamo. E Adamo, asciugandosi il viso, disse: «Cominciamo bene!».
Citato nello spettacolo Paraboleiperboli.
In quella Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si girò e vide un serpente. E disse: «Che schifo!» «Sei bella tu!» rispose il serpente, che era permaloso.
E il serpente guardò Adamo e disse: «Chillo è n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare intelligente?»
E il Signore disse: «Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrrà spine e sofferenze». E Adamo disse: «Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...»
E il Signore disse: «Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare»
«E va be', e le mele no, e fornicare no... Tu hai bisogno di uno psicanalista!» (p. 24)
È lecito chiedersi come Caino e Abele abbiano potuto generare l'umanità.
E cominciò a piovere.
Dapprima piovve poco, e fu il pediluvio.
Poi cominciò a piovere che Dio la mandava e quello fu veramente il diluvio. (p. 51)
E l'Arca atterrò sul monte Arafat, e intorno era tutto fango.
E Noè disse: «Signore, ma qui è tutto fango!»
E il Signore rispose: «Dove pensavi di arrivare? A Porto Cervo?» (p. 52)
In quel tempo il Signore aveva deciso di distruggere Sodoma, città di sodomiti. In questo luogo, come dice la parola stessa, si praticava la sodomia, e tutti si conoscevano l'un l'altro facendo una grande confusione, perché gli uomini erano diventati come donne, ma dall'altra parte, e nessuno si affacciava al davanzale perché anche in famiglia ci si fidava poco.
E gli Angeli in coro dissero: «Signore, passi per Sodoma, città di Sodomiti, ma... Perché hai distrutto anche Gomorra?» E il Signore rispose: «Mah... Gomorra città di Gomorroidi... Mi faceva un po' schifo!»
Noè, colui che tanto ha fatto per il genere umano e pure per quello animale. Egli era il prediletto dal Signore: viveva nel deserto divorato dalla sete e dai pidocchi.
Il Signore aveva detto: «Pioverà per quaranta giorni», ma poi si distrasse, si dimenticò di Noè, e dopo centocinquanta giorni pioveva ancora.
Mosè. Quest'uomo che tanto ha dato al ciclismo in Italia e nel mondo.
Il Faraone allora mandò a chiamare Giuseppe e gli disse: «Ho fatto un sogno. Ho sognato sette vacche grasse e noi le mangiavamo. Poi ho sognato sette vacche secche e noi mangiavamo anche quelle. Però con le vacche grasse ci sfamavamo, e con quelle secche no»
E Giuseppe disse: «Il sogno sta a significare che con le vacche grasse si mangia di più che con le vacche secche»
«Bravo!» disse il Faraone, colpito dalla risposta di Giuseppe, e lo nominò Presidente della Repubblica.
Il Faraone gettò così le basi e le premesse della politica moderna. E uno che faceva i tarocchi fu nominato Ministro degli Esteri, e uno che muoveva le orecchie fu fatto Presidente del Consiglio, e un funambolo e un equilibrista Ministri del Tesoro e delle Finanze.
E da allora i criteri per le scelte politiche non sono mai stati modificati. (p. 84)
Era sempre l'anno 1 avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo un po' più tardi. In un'altra umile casa della Palestina si sentì la stessa voce: "Ave Maria, sono Gabriele!" "Molto piacere signor Gabbiano..." "Non sono un gabbiano, ma tu sei proprio Maria?" "Certo signor Pellicano..." "Sei proprio Maria di Nazareth?" "No, sono Maria di Nocera Inferiore, fa lo stesso? Hei, signor Fenicottero, dove scappa, non le piace Nocera?"
Il giorno dopo era sabato: giorno interamente dedicato alla schedina. Gli anziani, davanti al bar dello sport, commentavano: «Lazzaro non può fare la mezzala, sta in piedi per miracolo...»
Dalla seconda lettera ai Corinti. Cari Corinti, potevate almeno rispondere alla prima! Siete dei bei cafoni. Distinti saluti, Paolo.

Scheda del libro «Parola di Giobbe»

Frasi da «Pancreas - Trapianto del libro Cuore»

Entrò il preside con aria mesta, salutò con grande dignità e disse: «Ragazzi devo darvi una brutta notizia, avrete un altro maestro, quello dell'anno scorso è morto!» Ci fu un boato di gioia, applausi, tutta la curva B della classe intonò canti di tripudio. «È stato il fumo a ucciderlo» disse il Preside.
Il maestro dell'anno passato era un uomo decrepito, aveva il volto incartapecorito dalle rughe, capelli bianchi e radi, denti cariati, spalle curve e parlava con voce roca e catarrosa. Aveva ventitré anni. Un giorno lesse sul pacchetto di sigarette: «II fumo nuoce gravemente alla salute». Allora cominciò a ridere, ridere, ridere e rise tanto che morì soffocato. Il mio compagno Bakunin lo diceva sempre: «Sarà una risata che vi seppellirà!».
Era così povera che quando si mangiava le unghie apparecchiava la tavola. Spesso prendeva qualcosa di caldo: la febbre. Era sorda, calva, con la forfora, i brufoli e un diploma di ragioneria. (da La piccola fiammiferaia)
[...] siccome era il 24 dicembre, si mise a giocare con le palle di Natale.
Le donne dal '68 a oggi non hanno mai smesso di lottare: allora per i diritti civili, oggi contro la cellulite. Allora bruciavano i reggiseni in piazza, oggi i grassi in clinica.

Scheda del libro «Pancreas - Trapianto del libro Cuore»

Frasi da «Sesso? Fai da te!»

Duecentotrentamila anni fa apparve l' homo erectus, e quarantamila anni dopo arrivò l' homo moscius; tra i due ci fu il buio periodo dell' homo barzottus, poco conosciuto ai più. Emeriti studiosi hanno inoltre appurato che la donna, nell'arco di tempo che va dall'homo erectus all'homo moscius, subì notevoli mutazioni, divenendo via via sempre più insoddisfatta e intrattabile. (p. 10)
Sin dalla notte dei tempi, il SESSO è la causa fondamentale della grande incomprensione tra maschio e femmina della razza umana. (p. 14)
La bella e la bestia è solo una favola o già a quei tempi si conosceva la storia tra Sgarbi e Demetra Hampton? (p. 25)
Se proprio dovessi consigliarvi un manuale, cari giovani ansiosi di capire e conoscere il sesso in maniera chiara e scientifica, non avrei dubbi: il testo migliore è senza dubbio questo, oltre ovviamente al testo/sterone. (p. 18)
A quei tempi anche la musica contribuiva a turbarci: Lucio Battisti ci cantava «Dieci ragazze per te possono bastare...», e lo diceva proprio a noi che c'eravamo sempre dovuti accontentare di sei-sette ragazzi, ovvero l'indispensabile per fare una partita a pallone in cortile! (p. 29)
Un'altra parte del corpo umano ad alto gradimento di attrazione erotica sono le natiche, ovvero semisfere che singolarmente dicono poco ma in coppia formano un culo. (p. 36)
Il pistolino è chiamato con un sacco di altri nomi, ma quello scientifico è il più scemo di tutti: fallo. La Chiesa vorrebbe sostituire il termine fallo con «non farlo». (p. 42)
Il pistolino poi è detto anche pene, ma solo a Bari, esempio: «Tesoro scendi al forno e prendi il pene».
Il pistolino termina con un rigonfiamento detto glande, immortalato da Mina in una sua celebre canzone: «Sei glande, glande, glande, come te sei glande solamente tu». (p. 42)
I testicoli sono più comunemente detti coglioni dal nome del loro scopritore che, a giudicare da come lo chiamavano, non doveva essere un'aquila. Essi sono saldamente legati al corpo del maschio, ma capita spesso di incontrarne alcuni liberi per strada. (p. 43)
Tra gli umani da sempre l'accoppiamento con gli animali è in voga, basta pensare ai pastori con le loro pecore, gli alpini con le mule, ai pescatori con i polpi (animali senz'altro più pratici delle cozze che si chiudono nel momento meno opportuno), e infine a Berlusconi con gli italiani. (p. 61-62)

Scheda del libro «Sesso? Fai da te!»

Film

Ribelle - The Brave (2012)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026