Ritratto di Giorgio Albertazzi
Roberto Vicario · CC BY-SA 3.0

Frasi

Frasi di Giorgio Albertazzi

21 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Giorgio Albertazzi raccolte in un'unica pagina: 21 frasi, divise per libro e argomento.

Giorgio Albertazzi (attore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Giorgio Albertazzi

Essere vuol dire desiderare, mentre l'avere, si sa, non è certamente frutto di felicità.
Citato in Gianni Bisiach, Inchiesta sulla felicità, Rizzoli, 1987.
La felicità è vivere e io sono per la vita.
La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia.
La sua voce era molto stimolante, intanto era una voce molto erotica, nella quale parlava il corpo, parlava lo stomaco, le viscere, parlavano gli occhi incorniciati da quelle strane sopracciglia a punta. Lui era veramente un personaggio. Abbiamo fatto insieme un film in Africa, con la regia di Moser. Lavorare con Enrico era stupendo. Aveva paura delle notti africane, degli animali...
Citato in Sergio Basile e Andrea Di Bari, Io sono solo, loro sono tutti: conversazioni teatrali con Giorgio Albertazzi, Miraviglia editore, 2007.
Morgan è la vera forza di X Factor: un personaggio teatrale, una maschera, un vero artista. Con lui, vestito da stralunato gentiluomo del Settecento, vorrei fare un programma televisivo di letture, una gara di poesia adattata ai nostri tempi. Questo è un invito ufficiale: chissà, magari Morgan ci sta.
Citato in Maurizio Dalla Palma, Amici contro X Factor, Donnamoderna.com, 9 marzo 2009.
Qui nel centro del Mediterraneo, dove ancora è possibile respirare l'incanto e il genio di Federico II, ho passato giorni magnifici [...] Ma, attenzione, la Sicilia non è tutta teatro, ci sono le donne che hanno la pelle più bella e più luminosa del mondo. Lei ricorda La terra trema di Luchino Visconti? Quelle donne siciliane vestite di nero, ma un po' scollate, al punto giusto, luminose e provocanti come non mai. Andate a rivedere quel film e poi ne riparliamo. Comunque in fatto di donne, difficilmente mi sbaglio.
Citato in Il ritorno di Albertazzi: "La mia Sicilia è la pelle delle vostre donne", Repubblica.it, 19 febbraio 2015.
A me non interessa recitare, ma sedurre.
Credo di aver fatto sia in teatro che in televisione cose egregie: ma nessuno sembra ricordarsene.
Fare l'attore non mi ha mai interessato: è un mestiere esecrabile.
Io sono uno che scappa sempre, quando sente odore di inutilità.
Il teatro mi fa orrore, è morto: e con lui, sono morti gli attori.
L'esperienza fascista ha completamente condizionato la mia vita inserendo nella mia vita, tendenzialmente dionisiaca, l'elemento tragico.
Mi avessero dato l'ergastolo, sarei diventato coltissimo.
Sono un magnifico affabulatore.
Perdere è creativo.
Scelsi, volutamente, la causa persa, per il piacere dell'avventura.
Tante volte sono arrivato sul crinale di una carriera che prometteva di proseguire in modo sfolgorante e invece la mossa sbagliata mi ha fatto precipitare.

Doppiaggio

L'uomo e il diavolo (1954)
Dogville (2003)

Dicono di Giorgio Albertazzi

Albertazzi è un grande attore che si serve del medianico e dell'esoterico per farne elementi del suo stato di grazia.
Romolo Valli
Potreste dire che l'acqua fa parte del mare? Certamente no: l'acqua È il mare. E così non si potrebbe dire che Albertazzi faceva parte del teatro. Lui ERA il teatro, in ogni forma, in ogni accezione e significato. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo recitare si è accorto che i versi più oscuri di Dante o i concetti più velati di Shakespeare divenivano comprensibili senza che dovesse spiegarli, gli bastava enunciarli. Così ha reso alcuni grandi testi, come le Lezioni Americane di Calvino, delle vere e proprie esperienze sensoriali, dove tutto veniva appagato: occhio, orecchio, cuore e mente. Queste sono le eredità che i grandi attori lasciano. Gli attori immensi lasciano eredità immense, e non esiste un grazie adeguatamente immenso da dire loro.
Giancarlo Magalli

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026