Frasi
Frasi di Giorgio Albertazzi
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Giorgio Albertazzi raccolte in un'unica pagina: 21 frasi, divise per libro e argomento.
Giorgio Albertazzi (attore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Giorgio Albertazzi
Essere vuol dire desiderare, mentre l'avere, si sa, non è certamente frutto di felicità.
La felicità è vivere e io sono per la vita.
La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia.
La sua voce era molto stimolante, intanto era una voce molto erotica, nella quale parlava il corpo, parlava lo stomaco, le viscere, parlavano gli occhi incorniciati da quelle strane sopracciglia a punta. Lui era veramente un personaggio. Abbiamo fatto insieme un film in Africa, con la regia di Moser. Lavorare con Enrico era stupendo. Aveva paura delle notti africane, degli animali...
Morgan è la vera forza di X Factor: un personaggio teatrale, una maschera, un vero artista. Con lui, vestito da stralunato gentiluomo del Settecento, vorrei fare un programma televisivo di letture, una gara di poesia adattata ai nostri tempi. Questo è un invito ufficiale: chissà, magari Morgan ci sta.
Qui nel centro del Mediterraneo, dove ancora è possibile respirare l'incanto e il genio di Federico II, ho passato giorni magnifici [...] Ma, attenzione, la Sicilia non è tutta teatro, ci sono le donne che hanno la pelle più bella e più luminosa del mondo. Lei ricorda La terra trema di Luchino Visconti? Quelle donne siciliane vestite di nero, ma un po' scollate, al punto giusto, luminose e provocanti come non mai. Andate a rivedere quel film e poi ne riparliamo. Comunque in fatto di donne, difficilmente mi sbaglio.
A me non interessa recitare, ma sedurre.
Credo di aver fatto sia in teatro che in televisione cose egregie: ma nessuno sembra ricordarsene.
Fare l'attore non mi ha mai interessato: è un mestiere esecrabile.
Io sono uno che scappa sempre, quando sente odore di inutilità.
Il teatro mi fa orrore, è morto: e con lui, sono morti gli attori.
L'esperienza fascista ha completamente condizionato la mia vita inserendo nella mia vita, tendenzialmente dionisiaca, l'elemento tragico.
Mi avessero dato l'ergastolo, sarei diventato coltissimo.
Sono un magnifico affabulatore.
Perdere è creativo.
Scelsi, volutamente, la causa persa, per il piacere dell'avventura.
Tante volte sono arrivato sul crinale di una carriera che prometteva di proseguire in modo sfolgorante e invece la mossa sbagliata mi ha fatto precipitare.
Doppiaggio
L'uomo e il diavolo (1954)
Dogville (2003)
Dicono di Giorgio Albertazzi
Albertazzi è un grande attore che si serve del medianico e dell'esoterico per farne elementi del suo stato di grazia.
Potreste dire che l'acqua fa parte del mare? Certamente no: l'acqua È il mare. E così non si potrebbe dire che Albertazzi faceva parte del teatro. Lui ERA il teatro, in ogni forma, in ogni accezione e significato. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo recitare si è accorto che i versi più oscuri di Dante o i concetti più velati di Shakespeare divenivano comprensibili senza che dovesse spiegarli, gli bastava enunciarli. Così ha reso alcuni grandi testi, come le Lezioni Americane di Calvino, delle vere e proprie esperienze sensoriali, dove tutto veniva appagato: occhio, orecchio, cuore e mente. Queste sono le eredità che i grandi attori lasciano. Gli attori immensi lasciano eredità immense, e non esiste un grazie adeguatamente immenso da dire loro.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026