Ritratto di Giorgio Vasari
Attributed to Jacopo Zucchi · Public domain

Frasi

Frasi di Giorgio Vasari

13 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 13 citazioni di Giorgio Vasari, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Giorgio Vasari (pittore, architetto e storico dell'arte italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori

[...] veramente il più virile, più sicuro, più resoluto e durabile di tutti gli altri modi , e quello che, nello stare fatto, di continuo acquista di bellezza e di unione più degl'altri infinitamente. (Introduzione, cap. XIX, Del dipingere in muro: come si fa e perché si chiama lavorare in fresco)
Per tornare a Cimabue, oscurò Giotto veramente la fama di lui, non altrimenti che un lume grande faccia lo splendore d'un molto minore. (prima parte, ')
Dicesi che sentendo la morte sua, Filippo di Ser Brunellesco disse: "Noi abbiamo fatto in Masaccio una grandissima perdita". (seconda parte, ')
Grandissimi doni si veggono piovere da gli influssi celesti ne' corpi umani molte volte naturalmente; e sopra naturali talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio, e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci [...] (terza parte, ')
E non avendo egli, si può dir, nulla e poco lavorando, del continuo tenne servitori e cavalli, de' quali si dilettò molto, e particularmente di tutti gli altri animali, i quali con grandissimo amore e pazienzia sopportava e governava. E mostrollo che spesso passando da i luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezo che n'era chiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libertà. (terza parte, ')
Non bisognò molto persuader Perino, il quale, e dal bisogno oppresso e dalla voglia di uscir di Roma appassionato, deliberò con Niccola partire. E dato ordine di lasciar la sua donna e la figliuola bene acompagnata a sua parenti in Roma, assettato il tutto, se ne andò a Genova. Dove arrivato, e per mezzo di Niccola fatto noto a quel principe , fu tanto grato a Sua Eccellenzia la sua venuta, quanto cosa che in sua vita per trattenimento avessi mai avuta. Fattogli dunque accoglienze e carezze infinite, dopo molti ragionamenti e discorsi, alla fine diedero ordine di cominciare il lavoro, e conchiusono dovere fare un palazzo ornato di stucchi e di pitture a fresco, a olio e d'ogni sorte, il quale piú brevemente che io potrò mi ingegnerò di descrivere con le stanze e le pitture e l'ordine suo, lasciando stare dove cominciò prima Perino a lavorar, acciò non confonda nel dire questa opera, che di tutte le sue è la meglio. (terza parte, ')
Et alla casa sua di Mantoa nella porta principale ha fatto una colonna di pietra intera, et il modano dell'altra in piano con tutte le misure segnate di detto ordine ionico, e così il palmo, l'once, il piede et il braccio antichi, acciò chi vuole possa vedere se le dette misure son giuste o no. (terza parte, ')

Dicono di Giorgio Vasari

Il preconcetto che l'arte sia imitazione, esteriore, della natura – di cui il Vasari fu il divulgatore per l'età moderna – è vecchio, si può dire, come il mondo.
Matteo Marangoni
Il Vasari, così benemerito come raccoglitore di materiale storico, e così nefasto come critico; – divulgatore fino ai nostri tempi dei pregiudizi della critica empirica.
Matteo Marangoni
L'eterno compromesso di colore e di forma che affligge il manierismo rende insopportabili la maggior parte delle opere di Giorgio Vasari. E solo quando l'interesse decorativo prende il sopravvento egli giunge all'arte con arditi effetti di scenografo e di caricaturista nato.
Adolfo Venturi
La grande ricchezza dell'individualismo in Italia dove «un Marcel diventa ogni villan», rende difficile a un italiano accettare la gloria dei suoi compagni. Di Vasari ve n'è uno solo.
Henry Furst
Nefasto all'arte fu, in generale il Vasari. Egli falsa il carattere sottile e perspicace del manierismo fiorentino. Il suo atteggiamento cerebralistico non è quello di un Pontormo che si tormenta in ricerche di colore e di linea, in ardui problemi di estetica, ma è quello di un letterato che ama i temi dottrinari, di un michelangiolista che vorrebbe, senza sentirle, interpretare le passioni eroiche, e proprio meglio riesce quando, inconsciamente, rinuncia a tutto per veder nella composizione un puro gioco decorativo. Esempio le divertenti battaglie di Palazzo Vecchio.
Adolfo Venturi
Sarebbe opera veramente utile se in ogni città della nostra bella patria, , si occupasse qualche artista istruito a segnalare gli errori commessi dal Vasari e dagli altri scrittori delle cose dell'arte, nelle loro opere. Riunendo poi insieme quelle memorie si avrebbe un'opera che certo riuscirebbe oltremodo utile ad ognuno.
Michele Ridolfi

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026