Ritratto di Giovanni Luigi Bonelli
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Frasi

Frasi di Giovanni Luigi Bonelli

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Giovanni Luigi Bonelli raccolte in un'unica pagina: 8 frasi, divise per libro e argomento.

Giovanni Luigi Bonelli (fumettista e editore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Giovanni Luigi Bonelli

Il motivo del successo? La mia identificazione nel personaggio: le avventure di Tex le vivo io. E se non le 'sento' resto fermo davanti alla macchina da scrivere anche due o tre giorni. Quando l'idea arriva, mi calo nel personaggio e mi metto furiosamente a scrivere.
Citato in C'era una volta il west, Italica.
Nei limiti imposti dal mio mestiere, io mi sforzo di ambientare il personaggio in un mondo reale, nel senso di rendere con il maggior grado di approssimazione possibile quella che poteva essere la Frontiera americana nella seconda metà dell'Ottocento. Logicamente, da questo impegno storicistico escono personaggi con un loro carattere e con la loro posizione in quella società, in quell'ambiente. Si arriva, in altre parole, ad una collocazione «oggettiva» dei protagonisti nel mondo avventuroso del fumetto. E non è l'autore, ma devono essere i lettori ad individuare i contorno ideologici dei personaggi. È un'operazione antistorica e sostanzialmente reazionaria giudicare i personaggi del passato con gli occhi di oggi. Chi era Giulio Cesare? Un uomo politico e un grande stratega romano, oppure un killer sadomasochista che si divertiva ad impalare i Galli? Dunque, anche Tex, nella sua modestia, deve essere visto come un personaggio che agisce in un ambiente dove i valori ideologici si basano su parametri diversi da quelli attuali.
Il rapporto di Tex con i pellerossa è basato sulla razionalità, sia pure con uno spruzzo di paternalismo, il che rende il personaggio più «storico». Gli indiani sono protagonisti dell'universo Texiano, anzi costituiscono il contraltare di Tex e dei bianchi. Il loro interminabile e inevitabile genocidio è sempre presente nella saga di Tex, a volte in forma diretta, a volte come sottofondo. Tuttavia nei comics d'avventura occorrono anche presenze senza volto come «porgitori» di stimoli avventurosi. A questa funzione adempiono, in Tex, i Cinesi della California.
Perché sono fra le rarissime presenze esogene nel mondo del West, e quindi destinati ad essere frantumati in un meccanismo che deve proprio a una certa rigidità tematica il successo del pubblico. Ma questo pubblico popolare «sa» che i cinesi «cattivi» sono soltanto una gag.
È il pubblico al quale mira che fa di Tex un personaggio maschilista, anche se questo termine è atemporale se riferito al West. La donna appare non come presenza femminile ma come personaggio qualsiasi; la diversità del sesso è un particolare puramente accidentale.
Tex è un fumetto popolare e per questo «castigato», come lo vuole il pubblico. Castigato vuol dire modesto, sobrio, non licenzioso, rispettoso della morale comune. La licenziosità resta un fatto elitario e quando diventa fenomeno di massa sconfina nella trivialità e nella pacchianeria. O in un intellettualismo fine a se stesso.

Dicono di Giovanni Luigi Bonelli

Di Gianluigi Bonelli ho memorie molto vivide. Era un personaggio straordinario, molto simpatico. La prima volta che mi recai a Milano, mi accolse con calore e mi invitò insieme al figlio Sergio sul Lago Maggiore, dove aveva un motoscafo con la bandierina di "Tex" a poppa. Anche sulla sua auto aveva due bandierine di "Tex", su entrambi i fanali anteriori, a mo’ delle vetture dei corpi diplomatici. Una volta salito sulla barca, andammo in mezzo al lago e tirò fuori un cinturone con pallottole finte, una colt e uno scatolone di barattoli e bottiglie di vetro; quindi, iniziammo a giocare al tiro al bersaglio.
Giovanni Ticci
Gianluigi Bonelli non ha mai amato concedere interviste. Ma, per fortuna, ci sono state delle eccezioni. Una di queste l'ho trovata in un giornale molto particolare. Si tratta de "La Città Futura", settimanale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Il numero è il 23 del 2 novembre 1977. L'intervista è a cura di Lillo Gullo, giornalista, regista televisivo, poeta e scrittore, nato nel 1952 ad Aliminusa, in provincia di Palermo. Nel 1977, Gullo ha 25 anni, Bonelli 68. Ma cerchiamo di capire la situazione di allora. A quel tempo, sui giornali è molto difficile trovare un'intervista a un autore di fumetti oppure un articolo serio, di approfondimento, sulla materia. Il fumetto è ancora un marziano per la cultura italiana, anche se, negli anni Sessanta, sono stati compiuti passi fondamentali per la sua "emancipazione": a cominciare dai saggi di Carlo della Corte, Umberto Eco, Roberto Giammanco, cui seguirono le prime manifestazioni (nel 1965 a Bordighera, in seguito a Lucca) e le prime riviste a fumetti (nel 1965 "Linus", quindi "Sgt. Kirk" ed "Eureka").
Luca Raffaelli

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026