Frasi
Frasi di Girolamo Savonarola
19 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 19 frasi di Girolamo Savonarola: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Girolamo Savonarola (religioso, politico e predicatore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Girolamo Savonarola
Il temere inimicizia non v'è utile a nessuno e non ne cavate bene alcuno, ma più presto male.
Io ho bene inteso una cosa, non so se ella sia vera, che voi avete fatto che le vesti delle donne vadino dua dita più giù che la sontanella. A che proposito questo? Io non resterò, anzi canterò sempre su questo pergamo, e griderò se questo è vero. Andate a Genova, e vedete come vanno quelle donne tutte chiuse; sì che s'egli è vero racconciatela.
'l padre della orazione è lo silenzio e la sua madre è la solitudine.
Tu vorresti roba: vivi secondo Dio e parcamente e non volere le pompe, e le vanità, ed a questo modo, risparmierai ed avrai più roba.
Sermoni e prediche
Guardati adunque, o uomo di Dio, di conversare con i peccatori di modo che tu faccia amicizia con loro; perché sarà più facil cosa che tu declini dalla retta via, che essi ritornino alla giustizia.
I santi cercarono sempre di stare nascosti e di non apparire santi, e non hanno potuto perché quanto più si nascondevano e quanto più occultavano l'opere loro, tanto più Iddio le manifestava agli altri.
Il ventre di Maria Vergine è più capace di tutto il mondo.
Se una nuvola che non sia molto oscura fia opposta al sole, potremo veder il corpo del sole, per rispetto della nuvola che tempera lo splendore de' raggi. Così ancora il Signore Dio, cioè il Verbo Eterno del Padre, si ha opposta la nuvola non molto oscura, acciocché potessimo conoscere la sua divinità.
Frasi da «Trattato sul governo di Firenze»
Non è animale più cattivo dell'uomo che è senza legge.
Tiranno è nome di uomo di mala vita, e pessimo tra tutti gli altri uomini, che per forza sopra tutti vuole regnare, massime quello che di cittadino è fatto tiranno. Perché, prima, è necessario dire che sia superbo, volendo esaltarsi sopra li suoi equali, anzi sopra li migliori di sé e quelli a' quali piú tosto meriteria di essere subietto: e però è invidioso, e sempre si contrista della gloria delli altri uomini, e massime delli cittadini della sua città; e non può patire di udire laudare altri, benché molte volte dissimuli e oda con cruciato di core; e si allegra delle ignominie del prossimo per tal modo, che vorria che ogni uomo fussi vituperato, acciò che lui solo restassi glorioso.
Dicono di Girolamo Savonarola
Certo nel Savonarola non prevale la fissazione di formulazioni dogmatiche o la visione religiosa della vita da un angolo visivo intellettivo, ma vi è intensissimo invece un mistico fervore per un necessario riformarsi del costume e per una più severa coscienza della responsabilità del proprio vivere.
Ma comunque è proprio la sua autocoscienza di inaugurare una nuova era, contro i falsi idoli del rinato paganesimo, che lo fa porre agli inizi della riforma cattolica.
E già già tremano / mitre e corone: / dal chiostro brontola / la ribellione, / e pugna e prèdica / sotto la stola / di fra' Girolamo / Savonarola.
Ma quel ch'a molti molto più non piacque; / e vi fe' disunir, fu quella scuola / sotto 'l cui segno vostra Città giacque: / i' dico di quel gran Savonarola, / il quale afflato da virtù divina / vi tenne involti con la sua parola.
Oratore spedito e focoso, improntava la sua parola d'un tal misto di profetico, di tenero, di pio, di fulmineo e terribile, che le moltitudini se ne infervoravano all'entusiasmo. Bastarono pochi sermoni, ed egli fu arbitro del popolo.
Savonarola è davvero un profeta disarmato, un uomo vecchio che crede ancora ad un mondo politico ormai scomparso e ad una organizzazione sociale ormai impossibile dopo la fine di una società esclusivamente artigiana; ma il suo entusiasmo religioso e morale per la restaurazione dell'onestà e della fede non perisce, getta i semi di quella renovatio riformistica, che vede con forte insistenza nell'uomo, sorretto dalla grazia divina, l'autore delle proprie fortune spirituali, e nellEcclesia la società supernaturale nella quale solo può lievitare la dignità e la salvezza dei figli di Dio.
Vero riformatore era Savonarola, che, quantunque infiammasse d'entusiasmo il suo zelo, si credesse ispirato da Dio, e da Dio traesse le sue profetiche rivelazioni, astenne la mano dalle credenze cattoliche, e pose l'ingegno e la parola soltanto a il clero a santità di costumi e sommettere tutti alla pratica de' precetti evangelici per trarli fuori dalla vita, in cui incaderivano.
Detesto i potenti della città, / detesto Sua Santità, / un uomo carico d'avidità / che vende cariche come babà.
Invece io sono il domenicano / ma non chiedermi come mi chiamo, / qua è sicuro che non me la cavo, / mi mettono a fuoco non come la Canon.
La tratta dei bimbi come geishe cresce tutto il clero / ma nessuno ne parla e il millequattro non è annozero / ed ora mi impiccano, / mi appiccano / come un bengala a Capodanno, / di me rimarrà un pugno di cenere da gettare in Arno!
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026