Frasi
Frasi di Giuseppe Genna
15 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 15 frasi di Giuseppe Genna: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Giuseppe Genna (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Giuseppe Genna
Sono qui. Avverto la presenza. Il cielo è l'enorme volto tumefatto di mio padre morto, le fosse nere dei suoi occhi decomposti osservano sul pianeta me, ritto nel prato, e urlo.
Come una scimmia urlo, nella notte, cieco, come un primate, scaglierei un osso nell'aria buia, urlo, tutto il dolore che non c'è, la storia sciacquata e ripulita come il cadavere di mio padre, urlo come un macaco, gli arti flessi male, nella piazza vuota di notte, tutto è buio, solamente, tutto è buio continuamente. (da Medium)
Questa propensione al rischio. La mia vera natura, selvatica, iridescente. Io sono l'arcaico cacciatore che all'alba uscì a sventrare velocissime gazzelle, tenendo lontani dalle sue piste i pardi pericolosi. E ritornai a sera nella puzza della spelonca, dividemmo il pasto con i cuccioli, crudo, nel buio ci addormentammo e sognammo i demoni dai volti deformati, colorati di vernice rossa, con le pupille gialle. Mangiavamo dolcissimi tapiri... (da L'anno luce)
La carne che suppura, non più viva e non ancora putrefatta, che alimenta, che viene venduta, e scambiata, che propaga la vita in ogni direzione, traslata dove c'è necessità, intorno a cui vertiginosi flussi immateriali di denaro – cioè di sogni e ambizioni, cioè di sottilissima materia – ondulano e s'intersecano e aggiungono voracia a voracia? La carne fatta di filamenti luminosi, prodigiosi. La carne che si mastica. Con i denti, col corpo. La carne ultracorpo. (da Non toccare la pelle del drago)
Il cortisonico non è virtuoso. A fare vedere se stessi è la virtù che progredisce verso il perfezionamento, disciogliendo le scorie psichiche e i nodi di cui è ricco l'uomo interiore. La virtù è annullata dal cortisone, che difende il corpo, quindi difende l'"io". I suoi effetti collaterali sono gli antagonisti del Buddha, del Cristo, di Shankhara. Quindi, costoro sono gli avversari dell'"io" o, piuttosto, l'"io" è il loro avversario e non è virtuoso. Il cortisone è mente liquida. La mente è cortisonica. A contatto col mondo, si fa difensiva, incattivita, avvelenata e velenosa. La mente è una malattia che disvela la salute. Escludetela. (da Italia De Profundis)
È una città che, quando la pioggia la lava, si sporca. (da Nel nome di Ishmael, p. 65)
Assalto a un tempo devastato e vile – Citazioni
Quando penso a Dio mi sento un cretino.
È quindi vero che la parte più vivace della nostra letteratura è quella che non scaturisce da intenti letterari. Essa comprende i resoconti, gli epistolari, i diari che hanno visto la luce nelle grandi battute di caccia, negli accerchiamenti, nei mattatoi del nostro mondo. In un mondo in cui il vero e l'improbabile si scambiano freneticamente i ruoli, nessun reportage che nasca fuori dal cerchio della violenza prestabilita ha senso.
I cospirazionisti addivengono a uno stato di nichilismo poco invidiabile. Essi sono convinti che nulla si può fare per interrompere il gioco e che, in fine dei conti, conviene tacere e chiudersi nel proprio disincanto. La loro odiosa impotenza si rovescia in un'altrettanto odiosa lezione di vita. Essi conoscono fin troppo bene come funzionano i meccanismi dello spettacolo e la morte di Dio, per loro, ha il sinistro suono del fruscio della celluloide.
Le storie sono solo storie di poveri. Fuori della povertà, "radicalmente", non esiste umanità.
Frasi da «Dies Irae»
La nostra cultura. La nostra storia, storia di storie. Le piste crociate, i sovrappassi, le tremende consistenze del caso, delle tragedie. Questo bambino coperto di fango incastrato in un pozzo artesiano a 36 metri, il braccino sollevato, l'altro braccio ripiegato dietro la schiena arcuata, stretto nella morsa del fango dentro il buio che la specie teme.
Qui, concentrato in forma di punta di lancia, lancia che preme dall'interno l'osso piatto dello sterno, il disagio acuminato. L'odio per questa finzione, per questa voce della finzione. Per me, cane nero senza ragione inferocito. Una volta avevo un entusiasmo.
La letteratura sa essere pericolosa, ha un arco di durata più lungo di ogni altro medium o prodotto, una carica di memorabilità che sul lungo periodo straccia quello di cui sono capaci film e tv. Lui è consapevole di questa potenza. La utilizza come un'arma. È sfrontato. È dissociato: in difesa rannicchiato dietro lo scudo, va all'attacco sfrontatamente sventolando questa spada di cartapesta che è la letteratura.
È immensa come una nave, oblunga e travolgente e sarebbe impossibile vedere lui, se non irradiasse la sua immagine elettronica dall'enorme piramide multimediale dell'architetto Filippo Panseca, uno del Giro.
Le palestre: il tempio del decennio. Rambo ha mutato l'epoca, gli Ottanta sono suoi. Il tipo fisico dell'intellettuale è diventato un nerd. Siamo bollati come Generazione X. È umiliante. Non frega a nessuno. Le emozioni sono diventate importanti. La casa è importante. I giovani sono importanti, essi adesso esistono sulla stampa e in tv in questo decennio. Litalian dream ulula, la bocca distorta, il suo orgasmo collettivo al mondo e si compiace (siamo cadaveri eretti, impulsati da elettricità e metabolismi).
Dal momento in cui io stesso ho tentato di sfondare questa finzione dall'interno della finzione, usando il genere monarca del regno fiction e cioè il thriller, il morbo ha iniziato a corrodere l'unica zona in cui mi salvavo. Che è dove chiunque mi abbandonava senza che io provassi alcun senso di colpa o angoscia per questo abbandono: la zona fantastica del Dies Irae, questa impossibile storia di storie distorte e monche e indecrittabili che accompagnano il destino futuro della specie per salti enigmatici e di nessun interesse o rilievo collettivo. Qui la mente è unificata e la natura è questa unificazione. Che io ho incrinato per meri motivi economici, di sopravvivenza. L'equivalenza è compiuta: i miei spettri, lo spettro precarietà e lo spettro solitudine, hanno divorato la zona di ancoraggio. Sono iscritto in un protocollo, sono lo scrittore di thriller Giuseppe Genna.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026