Frasi
Frasi di Gottfried Benn
17 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 17 citazioni di Gottfried Benn, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Gottfried Benn (poeta, scrittore e saggista tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Gottfried Benn
Guarda l'ultimo soffio azzurro di questa estate / andare alla deriva su mari di astri verso le lontane / sponde brune d'alberi; guarda sorgere quest'ultima / ora ingannevole e felice del Sud che è in noi, / alta come una .
Il portatore d'arte è statisticamente asociale, sa poco o niente di ciò che viene prima e dopo di lui, vive solo per il suo materiale interiore, per esso raccoglie in sé impressioni, se le tira dentro, così profondamente dentro di sé fino a toccare il suo materiale, sommuoverlo e provocare delle scariche. A lui non interessa la diffusione, l'azione in superficie, l'allargamento della ricezione, la cultura. Egli è freddo, il materiale va mantenuto freddo, egli deve dare forma ai sentimenti, alle ebbrezze a cui gli altri possono umanamente abbandonarsi, e ciò significa indurirli, raffreddarli, conferire stabilità a ciò che è molle. Per molti aspetti è cinico e afferma addirittura di non essere nient'altro che questo, mentre gli idealisti siedono tra i portatori di cultura e i ceti che producono reddito.
L'essenza della poesia è riserbo infinito.
La tecnica c'è sempre stata, solo che i più non hanno studiato abbastanza per saperlo.
Non parlo di azzurro a casaccio. È la parola meridionale per eccellenza, l'esponente del «complesso ligure», di enorme «valore emozionale»; lo strumento principale per la «rottura dei nessi», dopo il quale comincia l'autocombustione, il «fanale mortale» verso cui i regni lontani accorrono per introdursi nell'ordine di quella «cadaverica iperemia». Feaci, megalitici, territori lernii – ad ogni modo nomi, persino in parte inventati da me, ma quando si avvicinano si moltiplicano. Astarte, Geta, Eraclito – certo annotazioni dei miei libri, ma quando la loro ora si avvicina, è l'ora degli auleti che vanno per i boschi, depongono le loro ali, le loro barche, le loro corone come anatemi o come elementi della poesia. Parole, parole – sostantivi! Basta che aprano le loro ali e interi secoli precipitano.
Ovunque sono uomini, lì dimoreranno anche dei.
Paludi Pontine, acquitrini pestilenziali, sepolcri in macerie, colli coperti di rovine – regno di febbri e di morte, sulle colonne greche si sgretola la calce. Fitte, cupe boscaglie, macchia, ginepri fenici dalla via Appia fino al Circeo, bufali intorpiditi, nidi di porfirioni davanti al mare azzurroclematide, qui giungevano i velieri barbareschi, assaltavano Fondi e subito scomparivano! Dall'alto di distese innevate precipita un torrente, scompare in coni di deiezione – è lo Stige.
Quadri, statue, sonate, sinfonie sono internazionali – le poesie mai. La poesia la si può definire l'intraducibile per eccellenza.
Vivere è gettar ponti / su fiumi che se ne vanno.
Doppia vita
Klaus Mann era, per certi versi, persona a me vicina, e talvolta mi faceva visita, era un uomo di grande intelligenza, aveva viaggiato molto, la sua educazione era impeccabile, le maniere squisite, e aveva la bella abitudine, ormai tramontata, di riservare sempre, durante la conversazione, un rispetto particolare a una persona più anziana. [...] Quel giovane di ventisette anni aveva giudicato la situazione in maniera più corretta, aveva esattamente previsto gli sviluppi a venire, era più perspicace di me. (I)
L'essenza dell'arte è un riserbo infinito. (IV)
L'estraneità della natura. La natura è un mondo peregrino, non appena si esce dalla propria stanza la solita aria assume già un carattere estraneo. Un arbusto in fiore in una strada di città, basta questo – o magari uno sguardo al cielo, a un cielo grigio verso il quale vola un uccello, un uccello qualunque, uno storno – ed ecco che comincia la notte. Siamo abitanti di metropoli: nella city, è soltanto qui che s'esaltano e gemono le Muse. (VII)
Lo stile è superiore alla verità, reca in sé la prova dell'esistenza. (VII)
Maratona, il valore, la virtus, dunque la storia, alla quale noi dobbiamo, con Salamina, la nascita, e con Poitiers e Tours la preservazione dell'Occidente – com'è il suo cammino? La Compagnia delle Indie, la Bastiglia, Cortés – qual è il metodo che ha condotto ai risultati? Dobbiamo esprimerci in forma concisa e moderna: essa non procede democraticamente, procede con violenza. (I)
Dicono di Gottfried Benn
Chi vede in essa dell'estetismo mostra di aver compreso assai poco. In essa, invece, «si combatte col toro a distanza ravvicinata» – come scrive Benn nei Problemi della lirica che è un po' il suo testamento spirituale – . Nelle occulte risonanze di questa poesia «monologica», così estraniata e conchiusa in una gelida sfera di cristallo, molti sono i terremoti silenziosi che si possono percepire.
Per il poeta Gottfried Benn, l'Espressionismo non è che la versione, la variante tedesca di un movimento d'avanguardia comune a tutta l'Europa e che si è chiamato altrove Cubismo o Futurismo...
Poiché è devoto pur non credendo, ama le case di preghiera, altari sognanti, occhi che vengono da lontano. È un pagano evangelico, un cristiano con la testa di un idolo, il naso d'aquila e il cuore di leopardo. Il suo cuore è di pelliccia pezzata e batte veloce.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026