Frasi
Frasi di Guglielmo Ferrero
11 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 11 frasi di Guglielmo Ferrero: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Guglielmo Ferrero (storico e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Guglielmo Ferrero
L'assolutismo della Santa Alleanza non fu, come vogliono gli scribi e gli apologisti della Rivoluzione, una pazza sfida della Monarchia e della Chiesa al Progresso e alla Libertà; ma fu l'ultima grande prova di quello spirito, al quale ripugnavano le della Rivoluzione legittima e che voleva di nuovo separare la luce dalle tenebre, come Dio aveva fatto nel primo giorno della creazione.
Grandezza e decadenza di Roma – Citazioni
Altri invece, pur arricchendo, conservarono, come tradizione gentilizia, i costumi e le idee antiche, gloriandosi di essere i campioni della tradizione: tale Tiberio Sempronio Gracco, che, come pretore, aveva pacificata la Spagna, conchiudendo equi trattati di alleanza con i principali popoli; e la aveva salvata dai capitalisti, introducendo nella provincia, per tributo, non la decima appaltata ai pubblicani, che vigeva in Sardegna e Sicilia; ma lo stipendium, una contribuzione fissa, parte in denaro e parte in natura, che era riscossa dal governatore. (vol. I, cap. II, pp. 48-49)
L'impresa interrotta di Tiberio Gracco fu ricominciata dieci anni dopo da suo fratello Gaio , uomo davvero straordinario per potenza e grandezza di mente. Gaio che aveva ventun anno, quando Tiberio fu trucidato, era stato nei dieci anni seguenti esempio splendido di alacrità, di studio, di virtù private e civiche alla snervata nobiltà della generazione sua: era stato membro della Commissione agraria; aveva preso parte in varie occasioni alle lotte politiche seguite alla morte del fratello cercando di difenderne la memoria e l'opera; aveva fatto molte campagne ed era stato questore in Sardegna, ma in modo diverso dagli eleganti giovani delle grandi famiglie romane: vivendo nell'accampamento come i soldati e curando molto il loro benessere; spendendo del suo invece di rubare quello dei sudditi; serbandosi casto. (vol. I, cap. III, pp. 84-85)
Proponendo, durante il primo suo tribunato, nei comizi tributi, cioè senza dover richiedere prima l'approvazione al Senato, tante cose insieme, di cui ciascuna piaceva o ai ricchi finanzieri, o agli appaltatori, o ai cittadini poveri, o ai possidenti; stringendo intorno a sé una coalizione di interessi mercantili, di appaltatori, banchieri, artigiani, proletari; Gaio ]] poté facilmente far approvare ogni sua proposta e divenire l'uomo più potente, popolare e affaccendato di Roma. Non solo infatti egli pensava larghi disegni, ma ne vigilava personalmente la esecuzione con una alacrità infaticabile e una energia sempre fresca, rare ormai nella snervata nobiltà romana. (vol. I, cap. III, p. 92)
[...] è più facile togliere agli uomini un guadagno che un privilegio, anche formale, tanto essi adorano tutto ciò che li illuda di esser da più che gli altri. (vol. I, cap. III, p. 97)
Avviene sempre così nella storia: il desiderio di ingrandire il proprio vivere nasce da prima in pochi; ma, se questi non sono sopraffatti dalle resistenze dell'antico ordine di cose che essi debbono in parte guastare per soddisfarsi, il numero di coloro che vogliono vivere al modo nuovo e la misura dei godimenti desiderati da ognuno, aumentano di anno in anno, di generazione in generazione sinché è possibile accrescere la ricchezza, per il contagio dell'esempio, per la indefinita forza di espansione insita nelle passioni umane, per la necessità quasi direi meccanica degli eventi; perché, a mano a mano che l'antica società perisce, un maggior numero di persone, non potendo vivere più al modo antico, è costretto a vivere al modo nuovo. Tutto allora si muta, secondo è necessario, affinché l'universale desiderio dì un vivere più pieno e più ricco sia soddisfatto. (vol. I, cap. III, p. 98)
L'Europa giovane – Citazioni
L'amore dell'uomo del sud è l'attaccamento ad una persona, che è sorgente d'intensissimi piaceri sensuali; l'amore del tedesco e dell'inglese è l'affetto per una persona con cui esiste un'affinità di gusti, di idee, di tendenze, rinforzato da una simpatia sessuale. (L'amore nella civiltà latina e germanica, p. 147)
Mentre nell'uomo del Sud ogni parola, ogni frase, ogni immagine che si riferisca all'amore basta a suscitare nella coscienza le immagini ardenti e piacevoli della sensualità, nell'inglese o nello scandinavo ogni cosa che ricordi le inferiorità fisiche dell'amore suscita una specie di scoramento e d'impaccio nella coscienza turbata da un contrasto invincibile. Anzi molti diventano, per natura e per abitudine, così sensitivi, che ogni discorso sugli aspetti fisici dell'amore, anche se si annuncia casto e riserbato, li inquieta sin dal principio; onde appena possono lo troncano in fretta, come se temessero di vederlo cader giù e di sentirsi ridestato dentro quel sentimento di contraddizioni così doloroso, che fa spesso arrossire e rende impacciati, come delle fanciulle, dei di trent'anni. (L'amore nella civiltà latina e germanica, pp. 155-156)
[...] non si potrebbe paragonare la popolarità dell'Heine con quella dello Schiller o del Goethe; questi due autenticamente tedeschi. Tutti leggono Heine; ma tutti o quasi tutti trovano che certi aspetti di lui ripugnano: uno vi dice che è troppo frivolo, l'altro che è troppo amaro; un terzo che è immorale, un quarto, infine, che Heine non capì la Germania e che fu ingiusto e crudele con la sua patria. (La lotta di due razze e di due ideali. L'antisemitismo, p. 354)
Tra i libri classici dati a leggere alla gioventù, nelle scuole o nelle famiglie, non troverete mai Heine, che è letto, in ogni caso, dai giovani e anche dalle ragazze quasi di nascosto: le sue poesie sono considerate un poco come un frutto dolce e saporito, ma pregno di qualche veleno, che non si può dare perciò come cibo intellettuale e morale alla gioventù in via di sviluppo. (La lotta di due razze e di due ideali. L'antisemitismo, p. 354)
Heine non ha statue; Heine non è ufficialmente riconosciuto come uno dei grandi poeti della Germania; Heine non è oggetto di una critica abbondante e metodica. La Germania insomma ammira Heine; ma come un ragazzo di poco giudizio, a cui si devono perdonare molti vizi grazie alle splendide doti dell'ingegno. (La lotta di due razze e di due ideali. L'antisemitismo, p. 354)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026