Frasi
Frasi di Henri Barbusse
11 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Henri Barbusse raccolte in un'unica pagina: 11 frasi, divise per libro e argomento.
Henri Barbusse (scrittore, giornalista e attivista politico francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Henri Barbusse
Eccolo: il più grande e importante dei nostri contemporanei. Conduce 170 milioni di persone su 21 milioni di chilometri quadrati. Entra in contatto con molte persone nel suo lavoro. E tutte queste persone lo amano, gli credono, hanno bisogno di lui, si stringono intorno a lui, lo sostengono e lo spingono avanti. In tutta la sua altezza, si eleva al di sopra dell'Europa e dell'Asia, al di sopra del passato e al di sopra del futuro. È la persona più famosa e allo stesso tempo quasi la più sconosciuta al mondo.
I morti non sopravvivono se non sulla terra. Ovunque ci siano rivoluzionari, c'è Lenin. Ma si può anche dire che è in Stalin più di chiunque altro che si trovano i pensieri e le parole di Lenin. È il Lenin di oggi.
La sua storia è una serie di vittorie su una serie di enormi difficoltà. Dal 1917, non è passato un solo anno della sua carriera senza che abbia fatto qualcosa che avrebbe reso celebre qualsiasi altro uomo. Egli è un uomo di ferro. Il nome con cui è noto lo descrive: la parola Stalin in russo significa "acciaio". È forte e tuttavia flessibile come l'acciaio. Il suo potere risiede nella sua formidabile intelligenza, l'ampiezza delle sue conoscenze, l'incredibile ordine della sua mente, la sua passione per la precisione, il suo inesorabile spirito di progresso, la rapidità, la sicurezza e l'intensità delle sue decisioni e la sua costante cura nello scegliere gli uomini giusti.
Il coltello fra i denti – Citazioni
L'insieme delle istituzioni sociali è assurdo. Esse sono inique, sono omicide, ma perché sono, soprattutto, assurde. La legge che regola le collettività dovrebbe essere conforme alle loro aspirazioni, ai loro bisogni – o almeno comportare un maximum di adattamento a quei bisogni. Invece, essa si presenta dappertutto come un regime di coercizione ingiustificata esercitato da una minoranza sulla grande maggioranza dei viventi. Le istituzioni hanno sempre mirato e mirano tutte, sotto appellativi e modalità diverse, ad assicurare l'interesse di alcuni individui, a detrimento dell'interesse generale. (cap. 2, p. 19)
Lo spirito d'insegnamento fa abortire lo spirito di critica e di rivolta. Le condizioni della vita impediscono ai di acquistare una istruzione generale, e l'ignoranza mette intorno ad ogni uomo un muro più sicuro di quello di una prigione. Il sofisma di : «Lo schiavo merita di essere schiavo perché è incolto» è imposto come una verità, nel fatto, e con la violenza. (cap. 4, p. 38)
Frasi da «Il fuoco»
Che cosa sono gli uomini? delle cose che pensano un poco, e che dimenticano. (cap. XXIV, L'alba)
Due armate che si battono, sono come una grande armata che si suicida! (cap. XXIV, L'alba)
La libertà e la fraternità sono parole, mentre l'eguaglianza è una cosa. (cap. XXIV, L'alba)
Dicono di Henri Barbusse
Barbusse è un demagogo italiano, che scrive in francese. Egli deve per tre quarti la propria celebrità al pubblico femminile. Per quasi due anni egli fu l'autore prediletto delle signore dell'aristocrazia e dell'alta borghesia, molte delle quali non si accorgevano, celebrando questo mediocre scrittore, di tradire un intimo e segreto disfattismo, che sopravviveva intatto, nonostante la loro attiva partecipazione ai comitati di resistenza e l'incondizionata ammirazione dei bollettini di Cadorna.
Essendogli venuta meno la materia offerta dalla guerra, Barbusse si è rifugiato nella politica, palesando la mentalità, i gusti, lo spirito, le abitudini di un piccolo borghese individualista ed esasperato. Egli muove ancora dai vecchi pregiudizi democratici e riporta la democrazia al suo assurdo anarcoide. Per questo letterato, che è vissuto della guerra, la guerra è passata invano. È un mediocre caso di pescecanismo.
Henri Barbusse è un avversario rispettabile. Si può, credo io si deve, fortemente combattere; ma è un avversario a cui fa piacere stendere la mano, prima e dopo lo scontro. La sua buona fede e la rettitudine dei suoi propositi sono fuori discussione. Il ricordo delle fierissime sofferenze di guerra lo perseguita, lo esaspera, lo ossessiona: è vero. Ma solo chi non le abbia provate potrà fargliene colpa.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026