Ritratto di Henry Louis Mencken
Ben Pinchot · Public domain

Frasi

Frasi di Henry Louis Mencken

30 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Henry Louis Mencken raccolte in un'unica pagina: 30 frasi, divise per libro e argomento.

Henry Louis Mencken (giornalista e saggista statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Henry Louis Mencken

È difficile credere che un uomo dica la verità quando sai bene che al suo posto tu mentiresti.
Gli studiosi sono di rado bella gente, e in molti casi il loro aspetto è tale da scoraggiare l'amore allo studio nei giovani.
Da The New Webster International Dictionary.
Il tempo è un grande legalizzatore, anche nel campo della morale.
Da Un libro di prefazioni.
La coscienza è la voce interiore che ci avverte che qualcuno potrebbe vederci.
Da A Mencken Chrestomathy, 1949; citato ne Le Formiche, § 1871.
La democrazia è una forma di religione. È l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari.
Da A Little Book in C Major; citato ne Il liberista tascabile, a cura dell'Istituto Bruno Leoni, IBL Libri, 2014.
Nessun uomo merita una fiducia illimitata — nei casi migliori, il suo tradimento è solo posposto nell'attesa di una tentazione sufficiente.
Da The Sceptic, in The Smart Set, maggio 1919.
Quando le donne si baciano vengono sempre in mente i lottatori professionisti che si stringono la mano.
Citato ne Le Formiche, § 1391.
Un idealista è uno che, notando che una rosa odora meglio d'un cavolo, ne conclude che se ne possa cavare una minestra migliore.
Da A book of burlesques.

Citazioni di Henry Louis Mencken – Attribuite

Un cinico è uno che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno in cerca di una bara.

Pregiudizi – Prima serie

Essere innamorati significa semplicemente essere in uno stato di anestesia percettiva: scambiare un qualsiasi giovanotto per un dio greco e una qualsiasi ragazza per una dea.
I grandi artisti non sono mai puritani, e di rado anche rispettabili nel senso normale della parola.
Il pubblico [...] domanda certezze; bisogna dirgli in tono definitivo e un tantino violento che questo è vero e quello è falso. Ma non ci sono certezze.

Pregiudizi – Terza serie

È lo stupido quello che è sempre sicuro, e l'uomo sicuro quello che è sempre noioso.
L'igiene è la corruzione della medicina a opera della moralità.
L'ingiustizia è relativamente facile da sopportare; quella che proprio brucia è la giustizia.
Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
La fede si può definire un'illogica fiducia nel verificarsi dell'improbabile.
Quanto più invecchio tanto più diffido della popolare dottrina che l'età porta saggezza.

Pregiudizi – Quinta serie

Nulla può venir fuori dall'artista che non sia nell'uomo.

Trattato sugli dei

Ci vuol tempo per strappare alla fede e per educare allo scetticismo; tempo, e non poco sforzo e dolore. Soltanto lo scettico della terza generazione è veramente sicuro: suo nonno deve aver accettato il denaro del Diavolo quando era ancora celibe.
Si deve certamente ammettere che la religione è una delle più grandi invenzioni che mai si siano avute sulla terra.
La religione fu inventata dall'uomo, così come dall'uomo furono inventate l'agricoltura e la ruota, e in essa non v'è assolutamente nulla che giustifichi la credenza che i suoi inventori avessero l'ausilio di potenze più alte, terrene o d'altra natura. In alcuni suoi aspetti, essa è estremamente geniale, in altri di commovente bellezza, ma in altri ancora è così assurda da rasentare l'imbecillità.
Naturalmente è l'inferno, non il paradiso, che rende potenti i sacerdoti, perché – dopo migliaia di anni di cosiddetta civiltà – la paura rimane l'unico comune denominatore dell'umanità. […] L'essenza di tutta la moralità sacerdotale è la ricompensa, e senza un inferno di qualsivoglia specie, o un altro genere di ricompensa, essa diviene retorica, senza alcun significato.
La vera patria delle apocalissi e delle escatologie è l'India. Si sono inventati più paradisi e inferni qui, che in tutto il resto del mondo, e la loro influenza è visibile in tutte le teologie moderne.
Il valore d'un sacrificio non è provato dalla causa che vi sta dietro. Migliaia di persone hanno rinunciato alla propria vita con altrettanto coraggio di Gesù, per cause infinitamente meno elevate e luminose. Tutti i martiri, in verità, credono di riuscire a scuotere il mondo, anche se nessun altro vi riuscì come lui.
Nessun uomo o donna realmente civile crede oggi nella cosmogonia della Genesi, né nella realtà dell'inferno, e neppure in qualche altra delle antiche imbecillità che ancora godono considerazione presso il grosso popolo. […] In altre parole, l'uomo civile è divenuto il dio di se stesso. Quando incontra delle difficoltà, non ne dà più la colpa all'inimicizia inscrutabile di potenze lontane e ineffabili; le attribuisce alla propria ignoranza ed incompetenza.
La verità è che la teologia cristiana – come ogni altra teologia – non è soltanto contraria allo spirito scientifico, lo è anche ad ogni altro tentativo di pensiero razionale. [...] L'unico vero modo per conciliare scienza e religione è di istituire qualcosa che non sia scienza e qualcosa che non sia religione.
Il fatto però che le minacce dell'inferno abbiano la loro utilità sociale non è un argomento a sostegno della verità della religione; è semplicemente un argomento a sfavore della specie umana.
La cosa principale è che il cristianesimo, sola fra le religioni del mondo moderno, ha ereditato un opulento contenuto estetico, ed è pertanto esso stesso un'opera d'arte. La forza di umana attrattiva di tutta questa poesia è così potente che promette di sopravvivere alla decadenza del cristianesimo.
La teologia è il tentativo di spiegare l'inconoscibile nei termini di ciò che non vale la pena conoscere.
È giusto rispettare la religione degli altri, ma solo nel senso e nella misura in cui si rispetta la loro convinzione di avere una moglie bella e dei figli intelligenti.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026