Frasi
Frasi di Henry Louis Mencken
30 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Henry Louis Mencken raccolte in un'unica pagina: 30 frasi, divise per libro e argomento.
Henry Louis Mencken (giornalista e saggista statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Henry Louis Mencken
È difficile credere che un uomo dica la verità quando sai bene che al suo posto tu mentiresti.
Gli studiosi sono di rado bella gente, e in molti casi il loro aspetto è tale da scoraggiare l'amore allo studio nei giovani.
Il tempo è un grande legalizzatore, anche nel campo della morale.
La coscienza è la voce interiore che ci avverte che qualcuno potrebbe vederci.
La democrazia è una forma di religione. È l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari.
Nessun uomo merita una fiducia illimitata — nei casi migliori, il suo tradimento è solo posposto nell'attesa di una tentazione sufficiente.
Quando le donne si baciano vengono sempre in mente i lottatori professionisti che si stringono la mano.
Un idealista è uno che, notando che una rosa odora meglio d'un cavolo, ne conclude che se ne possa cavare una minestra migliore.
Citazioni di Henry Louis Mencken – Attribuite
Un cinico è uno che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno in cerca di una bara.
Pregiudizi – Prima serie
Essere innamorati significa semplicemente essere in uno stato di anestesia percettiva: scambiare un qualsiasi giovanotto per un dio greco e una qualsiasi ragazza per una dea.
I grandi artisti non sono mai puritani, e di rado anche rispettabili nel senso normale della parola.
Il pubblico [...] domanda certezze; bisogna dirgli in tono definitivo e un tantino violento che questo è vero e quello è falso. Ma non ci sono certezze.
Pregiudizi – Terza serie
È lo stupido quello che è sempre sicuro, e l'uomo sicuro quello che è sempre noioso.
L'igiene è la corruzione della medicina a opera della moralità.
L'ingiustizia è relativamente facile da sopportare; quella che proprio brucia è la giustizia.
La fede si può definire un'illogica fiducia nel verificarsi dell'improbabile.
Quanto più invecchio tanto più diffido della popolare dottrina che l'età porta saggezza.
Pregiudizi – Quinta serie
Nulla può venir fuori dall'artista che non sia nell'uomo.
Trattato sugli dei
Ci vuol tempo per strappare alla fede e per educare allo scetticismo; tempo, e non poco sforzo e dolore. Soltanto lo scettico della terza generazione è veramente sicuro: suo nonno deve aver accettato il denaro del Diavolo quando era ancora celibe.
Si deve certamente ammettere che la religione è una delle più grandi invenzioni che mai si siano avute sulla terra.
La religione fu inventata dall'uomo, così come dall'uomo furono inventate l'agricoltura e la ruota, e in essa non v'è assolutamente nulla che giustifichi la credenza che i suoi inventori avessero l'ausilio di potenze più alte, terrene o d'altra natura. In alcuni suoi aspetti, essa è estremamente geniale, in altri di commovente bellezza, ma in altri ancora è così assurda da rasentare l'imbecillità.
Naturalmente è l'inferno, non il paradiso, che rende potenti i sacerdoti, perché – dopo migliaia di anni di cosiddetta civiltà – la paura rimane l'unico comune denominatore dell'umanità. […] L'essenza di tutta la moralità sacerdotale è la ricompensa, e senza un inferno di qualsivoglia specie, o un altro genere di ricompensa, essa diviene retorica, senza alcun significato.
La vera patria delle apocalissi e delle escatologie è l'India. Si sono inventati più paradisi e inferni qui, che in tutto il resto del mondo, e la loro influenza è visibile in tutte le teologie moderne.
Il valore d'un sacrificio non è provato dalla causa che vi sta dietro. Migliaia di persone hanno rinunciato alla propria vita con altrettanto coraggio di Gesù, per cause infinitamente meno elevate e luminose. Tutti i martiri, in verità, credono di riuscire a scuotere il mondo, anche se nessun altro vi riuscì come lui.
Nessun uomo o donna realmente civile crede oggi nella cosmogonia della Genesi, né nella realtà dell'inferno, e neppure in qualche altra delle antiche imbecillità che ancora godono considerazione presso il grosso popolo. […] In altre parole, l'uomo civile è divenuto il dio di se stesso. Quando incontra delle difficoltà, non ne dà più la colpa all'inimicizia inscrutabile di potenze lontane e ineffabili; le attribuisce alla propria ignoranza ed incompetenza.
La verità è che la teologia cristiana – come ogni altra teologia – non è soltanto contraria allo spirito scientifico, lo è anche ad ogni altro tentativo di pensiero razionale. [...] L'unico vero modo per conciliare scienza e religione è di istituire qualcosa che non sia scienza e qualcosa che non sia religione.
Il fatto però che le minacce dell'inferno abbiano la loro utilità sociale non è un argomento a sostegno della verità della religione; è semplicemente un argomento a sfavore della specie umana.
La cosa principale è che il cristianesimo, sola fra le religioni del mondo moderno, ha ereditato un opulento contenuto estetico, ed è pertanto esso stesso un'opera d'arte. La forza di umana attrattiva di tutta questa poesia è così potente che promette di sopravvivere alla decadenza del cristianesimo.
La teologia è il tentativo di spiegare l'inconoscibile nei termini di ciò che non vale la pena conoscere.
È giusto rispettare la religione degli altri, ma solo nel senso e nella misura in cui si rispetta la loro convinzione di avere una moglie bella e dei figli intelligenti.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026