Ritratto di Ida Baccini
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Frasi

Frasi di Ida Baccini

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 8 citazioni di Ida Baccini, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Ida Baccini (scrittrice e giornalista italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Ida Baccini

Nei primi tempi della mia vita letteraria ero convinta che una sola fosse la missione della donna; la cura della casa, ed un solo il suo dovere: di adempiere agli uffici di moglie e di madre. Fedele a questo programma non ho esitato un momento a colpire con le frecce di una satira beffarda chiunque si discostasse con l'opera e col pensiero da questo ideale, e a combattere per lunghi anni le teorie femministe. Dopo, a poco a poco, e non per suggestione, ma per convinzione sincera la luce si è fatta nel mio pensiero; ho assolutamente rinnegato i miei principii conservatori e sono diventata quello che si dice una femminista militante, almeno nel senso di chi vuol lasciata una assoluta libertà d'azione alla donna, e crede i suoi diritti e i suoi doveri, nel vasto campo della morale, assolutamente eguali a quelli dell'uomo. E ciò che mi ha portato a correggere e a modificare radicalmente le mie idee antiquate su questo argomento, sono stati i fatti, i fatti eloquenti, indiscutibili che hanno provato di quanto possa essere capace una donna forte, buona, intelligente, scevra da ogni pregiudizio.
Da La mia vita. Ricordi autobiografici, cap. XXXIV, Seconda giovinezza, Società editrice Dante Alighieri, Roma, 1904, p. 286.

Lezioni e racconti per i bambini – Citazioni

Tutti voi conoscete certamente i piccioni, non è vero? E saprete forse che in tempi molto lontani dai nostri, si metteva a profitto la loro rapidità nel volo, per inviare messaggi, lettere, notizie da un paese all'altro. Ebbene: uno di questi messaggeri fa in un solo giorno più cammino di quello che possa farne un uomo in sei giorni.
Quando sarai più grandino, ti parleremo diffusamente di altri uccelli acquatici, fra i quali primeggia la Fregata, che ha un'apertura d'ali di circa tre metri. Vivono nei mari dei paesi caldissimi e stanno lontane perfino due o trecento leghe dalla terra. Quando scoppia una burrasca, s'innalzano molto al disopra della regione degli uragani, e aspettano, in quelle sfere altissime, che l'aria sia nuovamente tranquilla.
Osservate ora quest'altro uccello dal becco lungo, diritto e aguzzo; è una Cicogna; ha quasi un metro e venti centimetri di altezza e grandi ali robuste, le cui piume bianche hanno una specie d'orlatura nera. In generale queste bestie scelgono, per fabbricarsi il nido, luoghi più elevati: e siccome sono di natura molto socievole, così è frequente il caso di vederle stabilite, coi loro nati, sulla cima dei campanili e di altri edifizi. Dotata di un'indole dolcissima, non è da maravigliarsi se la cicogna si affeziona all'uomo, al quale reca d'altra parte molti servigi, col parecchi animali nocivi all'agricoltura. E l'uomo la ricompensa dei suoi servigi, accordandole in ogni tempo aiuto e protezione.
Ecco un altro uccello, alto più d'un metro e mezzo, e dall'aspetto nobile e grazioso. Ha le piume del groppone mollemente ondeggianti e di un bel colore piombo cenere. È una gru. Questi animali, tenuti in grandissimo conto dagli antichi, i quali attribuivano loro virtù speciali, vivono nelle grandi pianure, interrotte da paludi e da frequenti corsi.
Osservate ora lo struzzo, il voracissimo struzzo, che è l'uccello più grosso che si conosca. È alto più di tre metri e pesa perfino cinquanta chilogrammi. Eppoi dovete pensare che un solo uovo di struzzo equivale a venticinque uova di gallina. Scusate se è poco! Le piume di quest'uccello sono molto accreditate presso le signore, che ne guarniscono cappelli e ventagli. Lo struzzo, per la sua straordinaria robustezza reca molti servigi all'uomo, il quale se ne serve frequentemente per cavalcatura.
L'uccello mosca! Ma è egli possibile immaginare, nel suo genere, una creaturina più leggiadra e più di questa perfetta, nella sua prodigiosa piccolezza? Chi, se non un Divino Artefice, avrebbe potuto cospargere di tante fulgide gemme quei corpicciuoli delicati, che brillano nell'azzurro o si nascondono nel calice d'una rosa? E come se ne tengono della loro bellezza, i gentili animaletti! Si lisciano sempre le piume col becco e cercano di conservarne intatto lo splendore.
Ma eccoci alla regina di tutti gli uccelli, alla terribile e maestosa aquila, i cui occhi, dicesi, sostengono, senza restarne abbagliati, lo splendore del sole. Dotata di una prodigiosa forza muscolare può lottare contro i più fieri uragani e varcare intere catene di monti con un camoscio o una pecora tra gli artigli. L'aquila costruisce il nido nelle fratture di inaccessibili, sul margine dei precipizi, in tutti quei luoghi, insomma, che l'istinto le suggerisce più acconci alla sicurezza dei suoi piccini. Voracissima e crudele, essa non ha sdegnato neppure le vittime umane e spesso qualche innocente bambino è divenuto sua preda.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026