Frasi
Frasi di Il'ja Grigor'evič Ėrenburg
9 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 9 citazioni di Il'ja Grigor'evič Ėrenburg, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Il'ja Grigor'evič Ėrenburg (giornalista e scrittore sovietico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Il'ja Grigor'evič Ėrenburg
Credo sia morto contento perché, almeno fuori, hanno pubblicato Il dottor Zivago, e perché pensava di avere ragione.
Da molti decenni noi affermiamo d'aver annientato gli sfruttatori del nostro Paese, ma non abbiamo mai affermato d'aver annientato gli imbecilli.
È l'ultima vittima di suo padre.
Esenin era sempre circondato da satelliti. La cosa più triste di tutte fu vedere, di fianco a Esenin, un gruppo casuale di uomini che non avevano nulla a che fare con la letteratura, ma a cui semplicemente piaceva (e piace ancora) bere la vodka di qualcun altro, crogiolarsi nella fama di qualcun altro, e nascondersi dietro l'autorità di qualcun altro. Non fu attraverso questo sciame nero, tuttavia, che morì, lui li trasse a sé. Sapeva quel che valevano; ma nel suo stato trovò più facile stare con persone che disprezzava.
Forse la vecchiaia prende tutti alla sprovvista. Non si esauriscono le passioni, ma le forze.
Hanno criticato non tanto i miei libri, quanto la mia vita. Non intendevo ammaestrare nessuno, non mi propongo come esempio.
La rivoluzione bolscevica ha garantito il diritto all'uguaglianza, non quello dell'intelligenza.
Tutti i dittatori sono sentimentali.
Vidi Dollfuss a Vienna; somigliava a un nanerottolo, sarebbe stato un ottimo soggetto per Velasquez. Sorrideva soddisfatto. Di li a poco si recò in Italia e sottoscrisse un accordo con Mussolini; voleva salvare l'Austria da Hitler, ma in luglio fu ucciso da un nazista.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026