Ritratto di Isocrate
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Frasi

Frasi di Isocrate

34 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 34 frasi di Isocrate: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Isocrate (oratore e filosofo ateniese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Isocrate

Di tanto [...] la nostra città ha superato le altre per il pensiero e per la parola, che i suoi discepoli sono divenuti maestri degli altri, e il nome dei Greci non è più il nome della stirpe ma quello della civiltà, sì che Greci sono chiamati quelli che partecipano della nostra cultura più che quelli che hanno la nostra stessa origine...
Dal Panegirico, traduzione di A e G. Maddalena, in Francesco Pedrina, Musa Greca, traduzione di A. Presta, Casa Editrice Luigi Trevisini, Milano5, p. 684.
Non bisogna contentarsi di lodare gli uomini dabbene ma bisogna imitarli.
Citato in G. B. Garassini e Carla Morini, Gemme, classe 5 maschile, Sandron, Milano [post. 1911].

Avvertimenti morali a Demonico – Citazioni

Sola di tutti i beni la virtù vera e pura invecchia insieme con quelli nei quali nata, crebbe altresì con loro; questa val più che la ricchezza, fa più frutto che la nobiltà; per questa si rendono possibili quelle cose che sono impossibili altrimenti; quelle che sono spaventose alla moltitudine, essa intrepida le sostiene; reputa la oziosità vergogna, l'affaticarsi lode.
Imperocché gran vergogna sarebbe che, dove i pittori si studiano di ritrarre le persone belle, i figliuoli non imitassero i genitori buoni.
Circa i genitori pòrtati in quel modo appunto, come tu vorresti che i tuoi figliuoli si portassero verso di te.
Degli esercizi del corpo fa' di usare quelli che giovano alla sanità, non quelli che conducono alla robustezza; e questo ti verrà fatto se piglierai per costume di rimanerti dalla fatica innanzi che tu non la possa più sostenere.
Pensa che quelle cose che sono vergogna a farle non sono anche oneste a dirle.
Non isperar mai, commessa un'azione brutta, ch'ella abbia a restare occulta. Imperocché quando ella rimanesse nascosta a tutti gli altri, sarebbe pur manifesta a te medesimo.
[...] il piacere accompagnato coll'onesto è cosa ottima, altrimenti è la peggior cosa del mondo.
Volendo avere una buona riputazione, ingégnati massimamente di non far cosa che tu fossi per biasimare in altri che la facessero.
Consèrvati coll'esercizio le cognizioni acquistate, e fa' ogni diligenza d'imparare quello che tu non sai, considerando che non men brutta cosa è a non apprendere un buono ammaestramento che tu abbia udito, che a non accettare un dono che ti sia pòrto da un amico.
Perciocché, di tutti gli averi, solo la sapienza non è sottoposta a potersi perdere.
Di tratto in tratto pigliati qualche fatica volontariamente per assuefarti, sicché tu possa reggere a quelle che ti converrà pigliare per necessità.
Sfòrzati di signoreggiare tutte quelle passioni dalle quali si disdice all'uomo di essere signoreggiato; ciò sono la cupidigia della roba, l'ira, la sensualità, la tristezza.
A prendere le amicizie si vuol andare a rilento, ma prese, sforzarsi di conservarle, perché egli è disdicevole parimente a non avere nessun amico e a mutargli spesso.
[...] si conosce l'oro nel fuoco e gli amici nelle avversità.
Non rimproverare a persona del mondo una sua mala ventura; perché la fortuna è comune e l'avvenire incerto.
Non altrimenti abbi in odio chi ti adula che chi t'inganna, perché gli uni e gli altri, se tu gli credi, ti nocciono.
Nel conversare dimòstrati umano e trattabile, che è cosa che piace a tutti; non duro, non disdegnoso, che non lo possono patire appena gli schiavi.
Delibera adagio ed eseguisci spacciatamente.
Abbi più cara una povertà congiunta colla giustizia, che una ricchezza ingiusta.
Abbi cura di tutto ciò che ti si appartiene, ma sopra tutto di addestrare ed esercitare il senno tuo proprio. Cosa grandissima, contenuta in una picciolissima, si è in un corpo umano una mente buona.
E ricòrdati che i due beni maggiori che possa aver l'uomo al mondo, sono, da Dio la buona fortuna, e da sé medesimo il buon consiglio.
Perciocché tutti parimente ci condannò il fato a morire, ma solo ai valorosi e buoni assegnò la natura un fine onorato.

De' doveri del sovrano – Citazioni

Gli affari cui non puoi per te stesso sopraintendere commetti agli altri, sempre però pensando che quanto faranno sarà a te attribuito.
I calunniatori assoggetta alla pena stessa che sarebbe stata inflitta al calunniato.
In ogni tua azione ricordati che sei Rè affinché tu non possa mai concepire una idea indegna di sì sublime dignità.
Intendi potentemente a lasciare ai figli in retaggio più la riputazione di onestà che grandi ricchezze, poiché queste sono caduche e mortali, quella per volgere di anni e di fortuna non viene meno.
Non giudicare poi magnanimo chi si spinge ad imprese oltre il possibile, ma chi si limita alle mediocri e le compie.
Nulla imprendere nell'esaltamento della collera, ma fa vista di esserne dominato quando l'occasione utilmente il richieda.
Osserva la religione che dagli avi ti fu tramandata, ma pensa essere splendidissimo sagrificio ed il più grande dei culti mostrarsi ottimo e giustissimo: poiché è più credibile che Dio immortale accolga i voti dell'uomo fornito di tali qualità di quello che di chi tutta la religione fa dipendere da pingui sagrificii.
Rifletti pria di parlare e di giudicare, onde fuggire, quanto è possibile, l'errore.
Tieni fedeli non quelli che sono presti a lodare ogni tua azione o parola, ma chi ha il coraggio di redarguirti degli errori e dei vizii.

Dicono di Isocrate

Mi sembra che in quanto a doni di natura sia troppo dotato per essere paragonato alla retorica di Lisia e mi pare inoltre che abbia un temperamento più nobile. Pertanto non ci sarebbe per nulla da meravigliarsi se col procedere dell'età, negli stessi discorsi di cui si occupa ora, superasse più facilmente di quanto farebbe con dei fanciulli chiunque abbia mai posto mano alla retorica. E ancora, non ci sarebbe per nulla da meravigliarsi se ciò non gli bastasse, e uno slancio più divino lo portasse a traguardi più elevati; infatti, mio caro, nella mente di quell'uomo è insita per natura una certa qual filosofia.
Platone

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026