Ritratto di James Ellroy
Guillaume Paumier · CC BY 3.0

Frasi

Frasi di James Ellroy

10 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 10 frasi di James Ellroy: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

James Ellroy (scrittore statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di James Ellroy

Troppe persone vogliono la stessa cosa, e quando si tratta di un posto, sono guai.
Da Il grande posto giusto, Internazionale, n. 674, 29 dicembre 2006, p. 63.
Io penso di aver sempre voluto e cercato di essere felice nella mia vita, e penso anche di esserci riuscito. Non sono mai stato depresso, né mi sono mai lamentato troppo. Sono un americano religioso, eterosessuale di destra, sembra quasi che sia nato in un'altra epoca. Non penso che il mondo collasserà a breve, non penso che l'America sia una forza diabolica, ma penso che l'America prevarrà nel mondo della geopolitica. Sono un cristiano nazionalista, militarista e capitalista. La gente spesso ha problemi a riguardo, pensa che queste mie posizioni siano shockanti. Non sento il bisogno di giustificare le mie opinioni. In generale mi ritengo felice, e le ossessioni che ho mi calzano alla perfezione. Nella mia vita mi sono concentrato su poche cose e da queste sono riuscito a trarre profitto. Sono molto bravo a trasformare la merda in oro.
E poi, badi bene, una domanda alla quale non risponderò mai relativamente a questo libro, è quella che si riferisce a "che cosa c'è di vero e che cosa c'è di falso". Non risponderò perché lo scopo di questo libro è stato proprio quello di creare una "infrastruttura umana" che faccia da fondamenta a tutta una serie di eventi pubblici che sono successi, creando un tutt'uno coesivo e quindi una narrazione, dove non siano più chiari i confini fra quello che è reale e quello che è fittizio.
Non posso dire cosa siano e cosa abbiano rappresentati i Kennedy o Bob Kennedy per l'America. Non posso sapere come vengano visti dalla maggior parte degli americani. Posso dirle che cosa ne penso io. Io penso che John Fitzgerald Kennedy fosse un uomo politico, uno statista un po' di serie B e che Robert Kennedy fosse il più grande combattente contro il crimine che sia mai vissuto. Dal punto di vista dei miei libri, i Kennedy vengono visti sempre e comunque con gli occhi (e questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare) dei tre protagonisti delle storie.
Scrivere è come fare la lotta, mi piacciono le cicatrici.
Ogni paese ha le sue caratteristiche speciali. Come nessuno al mondo riesce a eguagliare gli italiani nel design e nei ristoranti, e così come il cuoio inglese non ce n'è, la crime-fiction è americana.
È vero, ho smesso , ma in passato ho letto. Ammiravo Dashiell Hammett e se Don De Lillo non avesse scritto Libra su Kennedy, io non avrei scritto questa trilogia. Ma davvero non sopporto più i libruncoli sugli psicopatici, che santificano criminali o disgraziati o serial killer, sono cose di merda.
La trilogia americana (Underworld USA Trilogy) composta da American Tabloid, Sei pezzi da mille, e Il sangue è randagio.
[…] trovo il Giovane Holden un libretto per quattordicenni. E A sangue freddo non sta in piedi, è gonfio di bugie, errori e inesattezze degne dello stupidissimo film che hanno fatto.

Corpi da reato – Citazioni

Il suo dolore era stato maggiore del mio. Quel dolore delinea il confine che ci separa. La sua morte mi ha insegnato a guardarmi dentro e a mantenermi distante. Quel dono di consapevolezza mi ha salvato la vita.
La morte di mia madre corruppe e ingagliardì la mia immaginazione. Mi liberò e al contempo mi imprigionò. Si appaltò il mio curriculum mentale. Mi laureai in omicidio con specializzazione in donne vivisezionate. Crebbi e scrissi romanzi sul mondo maschile che sanciva le loro morti.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026