Frasi
Frasi di Jean de La Fontaine
38 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 38 citazioni di Jean de La Fontaine, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Jean de La Fontaine (scrittore e poeta francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Jean de La Fontaine
Bello è serbare la propria virtù. / Ma, se la si è perduta, non ci si stia a impiccare. (da La Fiancée du roi de Garbe; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013)
La grazia, più bella ancora che la bellezza. (da Adonis)
Nulla turba la sua fine; è la sera di un bel giorno. (da Philémon et Baucis, 14)
Gli amori di Psiche e Cupido – Citazioni
Aranci, alberi che adoro, / il vostro profumo mi è dolce! / Vi è cosa nel regno di Flora / che possa riuscir più gradita? // Quei frutti dalla buccia soda / sono un antico tesoro; / e il giardino delle Esperidi / non vide mai altri pomi d'oro. (p. 51)
L'Universo intero ubbidisce all'Amore; / bella Psiche consegnategli il cuore. / Ogni altro dio fa a questo dio la corte, / e ha della sua fiamma meno dolce potere. / Dei giovani cuori è il bene supremo: / amate, amate, tutto il resto è meno. // Privi d'amore tanti stupendi oggetti, / fregi d'oro, boschi, parchi, fontane, / non hanno che una pallida avvenenza, / e delle sue pene meno dolce piacere. / Dei giovani cuori è il bene supremo: / amate, amate, tutto il resto è meno. (pp. 83-85)
L'invidia apriva loro gli occhi: è un demone che non si lascia sfuggire nulla, e che trae conclusioni da ogni cosa, proprio come la gelosia. (p. 135)
Ho sempre creduto, e ancora credo, che il sonno sia una cosa invincibile. Non c'è contesa, né afflizione, né amore che tenga. (p. 211)
Ora quella legge vuole due cose: l'una, che effettivamente moriamo; l'altra, che cerchiamo di conservare la nostra vita quanto più a lungo ci è possibile. Nasciamo tanto per l'una che per l'altra, e si può dire che l'uomo abbia a un tempo due movimenti opposti: corre incessantemente verso la morte, e incessantemente la fugge. (p. 215)
Gli innamorati si aprono varchi ovunque, non per nulla il loro protettore ha le ali. (p. 223)
Le favole – Citazioni
La fourmì n'est pas prêteuse: / c'est là son moindre défaut.
Fanne tuo pro' che forse / la mia lezione vale il tuo formaggio. (da Il Corvo e la Volpe, I, II)
Quel che a lui sembra mal fatto, / corto in coda e grosso in testa, / una macchina pesante / senza garbo e proporzione, / è piuttosto l'elefante. (da La Bisaccia, I, VII)
Linci a scorgere del prossimo / i difetti, siamo poi / talpe cieche sol per noi. // Quando viene in questa valle / porta ognuno sulle spalle / una duplice bisaccia. / Dentro a quella che sta innanzi / volentieri ognun di noi / i difetti altrui vi caccia, / e nell'altra mette i suoi. (La Bisaccia, I, VII)
[...] il forte ha sempre la miglior ragione. (Il Lupo e l'Agnello, I, X)
È la morte un gran rimedio / a chi è stanco di soffrir. / Sarà ver, ma piace agli uomini / più soffrire che morir. (La Morte e il Boscaiolo, I, XVI)
Piccoli e grandi rendi ognun contento, / ché di tutti si ha d'uopo in questo mondo. (da Il Leone e il Topo, II, XI)
A farla ai furbi è doppia l'indulgenza. (Il Gallo e la Volpe, II, XV)
Dei tre la più gran bestia non è quella che pare. (da Il Mugnaio, suo Figlio e l'Asino, III, I)
In tutti i casi tuoi / sempre alla fine di guardar procura. (da La Volpe e il Becco, III, V)
[...] Gotta, / che meglio non viveva alla campagna. / Anzi peggio vivea, ché il suo padrone / seco la porta al bosco, ai solchi, al campo. / Tagliar, spaccar, zappare, non c'è scampo / di riposare e dice un zibaldone / che Gotta scossa è assai presto rimossa. (da La Gotta e il Ragno, III, VIII)
[...] la Gotta pacifica si adagia / sul corpo ad un prelato eminentissimo / come se fosse un letto di bambagia. / In quanto a cataplasmi di speziali, / si sa che son dagli uomini inventati / per trarre in peggio i mali. (da La Gotta e il Ragno, III, VIII)
Se una donna cercasse d'affogare, / io disapprovo sempre quella gente / che dice: "Lascia fare, / le donne sono meno che niente". / Questo dispregio per il debol sesso / dirò, se mi è permesso, / un sentimento cinico mi pare, / ché a queste donne tanto disprezzate / le gioie noi dobbiam più delicate. (da La Donna annegata, III, XVI)
Se penetrar le Donnole / potesser nelle strette / casupole dei Topi, / vedreste quelle bestie in men d'un'ora / fare di lor polpette, / tanto è l'odio che sempre le divora. (da Battaglia di Topi e di Donnole, IV, VI)
È la vendetta un tristo godimento, / se tu la compri d'un piacere a spesa, / che degli altri piaceri è il condimento. (da Il Cavallo che volle vendetta dal Cervo, IV, XIII)
Petit poisson deviendra grand, / Pourvu que Dieu lui prête vie.
[...] la dolcezza vince ogni furore. (da Il Sole e il Vento, VI, III)
Mentre vivrai, ritieni / che da topo non è troppo prudente / dall'apparenza il giudicar la gente. (da Il Galletto, il Gatto e il Topolino, VI, V)
Impreveduta mai piomba la Morte / in capo al Saggio. In ogni tempo a guardia / veglia l'occhio di lui. Pronto è il fardello / a partire, ogni giorno, ogni momento / pel fatal malinconico viaggio. (da La Morte e il Moribondo, VIII, I)
Nessun si meraviglia / se non hanno i capponi confidenza / cogli uomini. È l'istinto, ben si sa, / ed è l'esperienza / che diffidar li fa. (da Il Falcone e il Cappone, VIII, XXI)
Fin che abbaia giammai ti morde il cane, / è l'acqua cheta che corrode il ponte. (da Il Torrente e il Fiume, VIII, XXIII)
Le persone che non fanno rumore sono pericolose. (da Il Torrente e il Fiume, VIII, XXIII)
[...] un fanciulletto, ancora in quell'età / che non sente pietà, [...]. (da I due Piccioni, IX, II)
[...] pancia vuota non ha orecchio. (da Il Nibbio e l'Usignolo, IX, VIII)
La paura del mal è l'occasione / che tira qualche volta in perdizione. (da La Volpe e i Tacchini, XII, XVIII)
Le favole – Citazioni su Le favole
La natura degli animali osservata da un occhio straordinariamente acuto: infinite sfumature d'esperienza umana espresse nel materiale del regno animale: questo sono le favole di La Fontaine. (Hugo von Hofmannsthal)
Dicono di Jean de La Fontaine
Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi.
La perdita di due illustri uomini fece più rumore che quella delle due dame [la marchesa di Saint-Simon e la duchessa d'Uzè]: di La Fontaine, così noto per le sue favole e i sui racconti, e tuttavia così noioso in conversazione; e di Mignard, tanto illustre per il suo pennello.
Segue le loro emozioni, ripercorre i loro ragionamenti, s'intenerisce, si rallegra, partecipa ai loro sentimenti. È ciò che ha vissuto con loro [...] L'animale contiene tutte le caratteristiche dell'uomo, sensazioni, giudizi, immagini.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026