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Frasi di Jean Genet
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 10 frasi di Jean Genet: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Jean Genet (scrittore, drammaturgo e poeta francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Jean Genet
L'opera di Giacometti mi rende questo universo ancor più insopportabile, poiché sembra che questo artista abbia saputo rimuovere ciò che impediva al suo sguardo di scoprire quanto resterà dell'uomo quando sarà cancellato ogni falso sembiante. Ma forse anche Giacometti ha conosciuto la condizione inumana che ci è imposta, affinché la nostalgia crescesse a tal punto da dargli la forza di riuscire nella sua ricerca.
Quel che ci serve è l'odio. Da esso nasceranno le nostre idee.
Frasi da «Diario del ladro»
Anche se non son sempre belli, gli uomini votati al male possiedono le virtù virili. (p. 25)
Chiamo violenza un'audacia in riposo innamorata dei pericoli. (p. 29)
Lo spionaggio è un'operazione di cui ogni Stato prova tanta vergogna da sentire il bisogno di nobilitarla, appunto perché è turpe. (p. 61)
Saper accordare cose di cattivo gusto, ecco il colmo dell'eleganza. (p. 123)
Son grotteschi, i poveri. (p. 160)
Con la scrittura ho ottenuto quanto cercavo. Ciò che, essendo per me un ammaestramento, mi farà da guida, non sarà quello che ho vissuto, ma il tono col quale lo riporto. Non gli aneddoti ma l'opera d'arte. Non la mia vita ma la sua interpretazione. (p. 197)
Creare non è uno dei soliti giochetti un tantino frivoli. Il creatore s'è impegnato in un'avventura terrificante che consiste nell'assumersi egli stesso sino in fondo i pericoli corsi dalle sue creature. (p. 199)
L'essere un trovatello m'è valso una giovinezza e un'infanzia solitarie. L'essere un ladro mi permetteva di credere alla singolarità del mestiere di ladro. Ero, mi dicevo, una mostruosa eccezione. In effetti, il mio gusto e la mia attività di ladro erano in relazione con la mia omosessualità, scaturivano da questa, che già mi teneva in un'insolita solitudine. Grande fu il mio stupore quando m'accorsi sino a che punto fosse diffuso il furto. Ero sprofondato in seno alla banalità. Per uscirne, non mi restò che gloriarmi del mio destino di ladro, e di volerlo. (1975; p. 289)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026