Frasi
Frasi di Jhumpa Lahiri
8 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 8 citazioni di Jhumpa Lahiri, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Jhumpa Lahiri (scrittrice statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Jhumpa Lahiri
C’è una canzone di Dylan in particolare che ogni volta mi commuove e il cui senso mi sfugge sempre un po’. S’intitola Isis. Dylan l’ha scritta con Jacques Levy nel 1975, e l’ha inserita nel suo album Desire, pubblicato un anno più tardi. Parla — attraverso un io narrante — di un matrimonio e (subito) di una separazione; il marito fugge via (o è lei che lo ha cacciato?) e insieme a un tipo un po’ misterioso va alla ricerca di un tesoro, ma le cose si mettono male: ci sono una morte, una sepoltura, molti rimpianti, e poi un ritorno e una riconciliazione.
Chi non appartiene a nessun posto specifico non può tornare, in realtà, da nessuna parte.
Il silenzio attorno allo Ius soli va squarciato. È cruciale riprendere il discorso e conferire, alla seconda generazione, la cittadinanza italiana. Saranno loro a rinnovare l'Italia, a spingere il Paese verso il futuro. Saranno loro a costruire quel ponte. Con il silenzio, invece, questi ragazzi, lasciati fuori da un'identità nazionale, corrono il rischio di avvertire un senso di estraneità continua e pericolosa. Sprovvisti di cittadinanza, si sentiranno trascurati, vulnerabili. Anche silenziati.
In un certo senso la scrittura è un omaggio prolungato all'imperfezione.
Più vado avanti più mi torna in mente l'immagine che usava mia madre, bengalese trapiantata negli Stati Uniti: stare con un piede in una barca e l'altro piede nell'altra. Sotto, però c'è l'acqua e devi tenerti in equilibrio. Più vado avanti, più mi accorgo di replicare quella metafora. Che forse è anche una postura di vita.
In altre parole – Citazioni
Sulla prima pagina, a un certo punto, scrivo: «provare a = cercare di».
Questo frammento casuale, questa equazione grammaticale, può essere una metafora dell'amore che provo per l'italiano. Una cosa che, alla fine, non è altro che un ostinato tentativo, una prova continua. (p. 18)
L'italiano sembra già dentro di me e, al tempo stesso, del tutto esterno. (p. 22)
Non avrei un vero bisogno di conoscere questa lingua. Non vivo in Italia, non ho amici italiani. Ho solo il desiderio. Ma alla fine un desiderio non è altro che un bisogno folle. Come in tanti rapporti passionali, la mia infatuazione diventerà una devozione, un’ossessione. Ci sarà sempre qualcosa di squilibrato, di non corrisposto. Mi sono innamorata, ma ciò che amo resta indifferente. La lingua non avrà mai bisogno di me. (p. 23)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026