Frasi
Frasi di Johann Gottfried Herder
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 21 frasi di Johann Gottfried Herder: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Johann Gottfried Herder (filosofo tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Johann Gottfried Herder
Che cosa è rappresentabile attraverso l'uomo? Tutto. La natura, la società umana, l'umanità.
Da un po' d'aria mossa dipende tutto quello che mai gli uomini hanno pensato, voluto, fatto e quanto faranno di umano sulla terra.
È la natura che educa le persone, pertanto lo stato più naturale è la nazione, una famiglia estesa con carattere nazionale.
I due più grandi tiranni della terra: il caso e il tempo.
Il bene non si apprezza prima di averlo perduto.
Il mio cammino è il percorso dell'universo: per questo per me brilla ogni stella, per questo risuona per me, nei concetti spirituali e nelle relazioni, l'armonia degli astri.
Il sentimento è la misura della nostra sensibilità; la vera origine del vero, del buono, del bello!
L'uomo non è mai, per così dire, intero, ma è sempre in sviluppo, in divenire, in via di perfezionamento.
La superstizione trasforma la divinità in idolo, e l'idolatra è molto più pericoloso perché è un fanatico.
Le parole d'onore costano poco.
[...] quando la druda di Hamilton – si chiama Madame Harte – faceva le sue mille posizioni e figure in vestito greco, io la stuzzicava, ed essa, di ripicco, volgeva sempre a me nella società i suoi atteggiamenti di baccante. Del resto, essa è à fond una persona molto volgare d'animo, senza delicato sentire, come credo, per cosa alcuna, che sia grande, sublime, eternamente bella: una scimmia però, di cui non c'è la maggiore.
A spettacolo finito, io restai veramente irritato contro di lei per avermi bruscamente svegliato dai miei sogni e aver distrutto una gran parte delle mie idee, in verità un po' esagerate, sugli atteggiamenti artistici. Io veggo cioè che qualsiasi abilità non basta pel vero sentimento dell'arte, e dal paese dell'arte io torno nemico d'ogni arte scimmiesca.
Se la filosofia deve servire agli uomini, deve fare dell'uomo il suo fulcro.
Si può accettare come un principio della storia che nessun popolo è oppresso se non vuole essere oppresso.
Sulla filosofia dell'umanità, sull'economia dei popoli noi abbiamo avuto opere eccellenti da quel paese, giacché la libertà del pensiero illumina e predilige il golfo di Napoli più che ogni altra parte d'Italia.
Un soffio della nostra bocca diventa il quadro del mondo, l'impressione dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti nell'anima degli altri. Dal moto di un soffio dipende tutto ciò che sulla terra gli uomini hanno pensato, voluto e fatto, e ciò che faranno di umano; tutti noi ci ancora nelle foreste se questo soffio divino non ci avesse avvolti nel suo calore, e non pendesse dalle nostre labbra come un suono magico.
Dicono di Johann Gottfried Herder
Herder ebbe la sfortuna che i suoi scritti fossero sempre o nuovi o invecchiati; per le menti più sottili e robuste (come per Lichtenberg), persino l'opera principale di Herder, le sue Idee per la storia dell'umanità, furono per esempio qualcosa di vecchio già al loro apparire.
Herder non è nulla di quello che egli fece credere di sé (e che egli stesso desiderava credere): non un grande pensatore e inventore, non un fecondo terreno nuovo e germogliante, con la forza fresca e intatta della foresta primordiale. Ma possedeva in grandissima misura il senso del fiuto, vedeva e coglieva le primizie di stagione prima di ogni altro, che poi poteva credere che le avesse fatte crescere lui: il suo spirito stava tra la luce e l'oscurità, tra il vecchio e il nuovo e, come un cacciatore in agguato, ovunque vi fossero passaggi, abbassamenti, sconvolgimenti, segni di un intimo sgorgare e divenire: lo spingeva l'irriquietezza della primavera, ma egli era la primavera!
L'impressione generale che resta di lui è quella d'un eterno predicatore, d'un sermonista ambizioso con velleità di esser guida del suo tempo e della sua letteratura e, sull'ultimo, con acidità di uomo non riuscito e oltrepassato.
La scienza si può felicemente introdurre anche nella storia, tirando una larga induzione dallo studio e dal paragone de' fatti umani nelle storie consegnali. Abbiamo Herder che nelle sue Idee per servire alla storia dell'umanità cerca di fondare una filosofìa storica ; ma egli la sbagliò nel modo. Volle ricavare la storia umana unicamente dalla storia fisica del globo; credendo di trovarvi l'unità cosmica. Per lui la storia dell'umanità è l'istoria naturale di un sistema di forze e di tendenze in relazione alle leggi matematiche del tempo e del luogo.
Quantunque Herder non abbia fornita la nomologia storica, ciò non ostante ègli ha diritto ad essere salutato padre della scienza preparata da Vico, perciocché fu il primo ad aprire la via maestra che deve condurre alla meta, muovendo dal concetto integrale dell'umanità e facendo della legge di questa una funzione della legge superiore moderatrice della vita del cosmo.
Tale la vita e l'opera di questo prussiano pedagogo dilettante e predicatorio, che s'occupò di filosofia senza portarvi un'idea propria e di poesia senza capirla, e che dopo aver scorrazzato su tutte le montagne del sapere con i suoi scarponi teutonici e la sua mazza di ludimagistro non seppe far altro che riportare a casa un mazzo di fiorellini appassiti: mi pare che i tedeschi potrebbero farla finita di metterci ancora dinanzi come creatore della filosofia della storia un uomo il quale, venuto dopo Bossuet, Montesquieu, Voltaire e Vico, non ha saputo aggiungere un principio nuovo e, quando ha voluto correggere gli altri, è cascato in pieno nell'imbecillità e nel ridicolo.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026