Frasi
Frasi di John Cage
15 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 15 citazioni di John Cage, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
John Cage (compositore statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di John Cage
La prima cosa che mi chiedo quando qualcosa non sembra bello è perché credo che non sia bello. Basta poco per capire che non ce n'è motivo.
Mi resi conto che non esiste una reale e oggettiva separazione tra suono e silenzio, ma soltanto tra l'intenzione di ascoltare e quella di non farlo.
Ogni qualcosa è un eco del nulla.
Per interessarsi a Erik Satie occorre cominciare non avendo interessi, accettare che un uomo sia un uomo, lasciar perdere le nostre illusioni sull'idea di ordine, di espressione dei sentimenti e tutti gli imbonimenti estetici di cui siamo gli eredi. Non si tratta di sapere se Satie è valido. Egli è indispensabile.
Sviluppare un orecchio solo per i suoni musicali è come crearsi un ego. Si inizia a rifiutare i suoni che non sono musicali e ci si taglia fuori da gran parte delle esperienze.
Gli scacchi non erano altro che un pretesto per stare con lui.
I suoni se ne stanno nella musica per rendersi conto del silenzio che li separa.
La mia opera è intesa come dimostrazione della vita.
Ora non ho più bisogno di un pianoforte: ho la 6th Avenue con tutti i suoi suoni.
Per me il significato essenziale del silenzio è la rinuncia a qualsiasi intenzione.
Dicono di John Cage
Cage arrivò e sconvolse tutto e tutti riponendo sul tavolo il caso, l'aleatorietà, un diverso ruolo del compositore rispetto alla musica. Ora è storia e John Cage ne è uno dei grandi innovatori. Di fronte alla certezza lui introdusse il dubbio.
Ciò che ha lasciato Cage come artista è una linea sonora che attraversa il tempo tagliando lo spazio in due, in quattro, in multipli da ricomporre nelle galassie e nei buchi neri che sono bui come la notte e luminosi come una cometa. Cage è stato una meteora. Un Big Bang che ha stravolto il contemporaneo non ancora ricomposto.
Era un tipo strano, con lo sguardo curioso e un musicista davvero geniale.
Il suo rivoluzionario spartito 4'33" (dallo stesso Cage definita la sua opera migliore) non è solo una dimostrazione del suo umorismo raffinato, ma anche della profondità e della audacia della sua poetica. Un pianista entra in scena con indosso il suo abito da concerto; si siede al pianoforte e per 4 minuti e 33 secondi resta fermo, in ascolto dei rumori di fondo della sala. Il silenzio, qui, su questa terra, non esiste e l'esecuzione del "non suono" si riempie di contenuti e di poesia ed anche del coraggio del "non detto".
Mi si chiede di John Cage. Penso sia stato un rivoluzionario che ha contribuito a riportare la Musica Contemporanea su una strada storicamente accettabile chiudendo definitivamente con i tentativi assurdi e, a volte, dilettanteschi, un passaggio storico di una sperimentazione fine a se stessa.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026