Frasi
Frasi di Joyce Carol Oates
13 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 13 citazioni di Joyce Carol Oates, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Joyce Carol Oates (scrittrice statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Joyce Carol Oates
Il nostro nemico è per tradizione il nostro salvatore, perché c'impedisce di essere superficiali.
La lettura è l'unico mezzo con cui scivoliamo involontariamente, spesso ineluttabilmente, nella pelle, nella voce e nell'anima di un altro.
La nostra vita è fatta di nastri di Möbius, infelicità e meraviglia contemporaneamente. Il nostro destino è infinito e si ripete all'infinito.
La vita è come la boxe in molti particolari inquietanti. Ma la boxe è soltanto come la boxe.
Parla con un linguaggio rozzo tipico dell'universo Maga, criticando chiunque abbia idee diverse dalle sue.
Ogni traduzione è, per sua natura, un'interpretazione soggettiva e non potrà mai coincidere perfettamente con il testo originale. Ci si aspetterebbe che proprio un traduttore, più di chiunque altro vincolato a un testo e al suo servizio, mostrasse maggiore rispetto nei confronti di chi agisce in buona fede, esattamente come lei stessa sostiene di fare.
La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone.
La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti.
Frasi da «Uccellino del paradiso»
Nelle scuole di Sparta non si praticava il lacrosse. Era una specie di hockey su prato, uno sport primitivo e pericoloso a cui giocavano solo i ragazzi con lineamenti da indiani, nessun bianco avrebbe osato giocare con loro, per paura di rompersi qualche dente o la testa. (p. 152)
Che mistero è l'amore. Si può essere innamorati di una persona che non sa nulla di te. Forse la massima felicità si raggiunge quando si ama qualcuno che ignora la nostra esistenza. (p. 175)
Giocare a lacrosse era un'attività salutare. Come giocare alla guerra. Non tutti potevano giocarci: alle ragazze era proibito. Persino alle massicce, muscolose e mascoline ragazze indiane. I giocatori sfoggiavano con orgoglio i segni delle battaglie, lividi, cicatrici, ginocchia, caviglie e spalle doloranti, sarebbe stato un affronto se le femmine avessero toccato una mazza da lacrosse, figuriamoci sgambettare per il campo ansiose di giocare. (p. 267)
[...] nel lacrosse non sempre si riesce a vedere quello che succede. Quando i giocatori sono bravi, il gioco è così veloce che si segue a fatica. (p. 355)
Frasi da «La figlia dello straniero»
Non le venne mai in mente che l'uomo che aveva picchiato lei e il bambino aveva commesso dei reati. Non avrebbe mai preso in considerazione l'idea di rivolgersi alla polizia di Chautauqua Falls, più di quanto Anna Schwart sarebbe corsa alla polizia di Milburn perché terrorizzata da Jacob Schwart. (II, 3.)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026