Ritratto di Katherine Mansfield
Original: UnknownUnknown Derivative work: Carnby · Public domain

Frasi

Frasi di Katherine Mansfield

14 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Katherine Mansfield raccolte in un'unica pagina: 14 frasi, divise per libro e argomento.

Katherine Mansfield (scrittrice neozelandese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Katherine Mansfield

Che farci se avete trent'anni e, girando l'angolo della vostra strada, siete sopraffatta all'improvviso da un senso di beatitudine - beatitudine totale! - come se d'un tratto aveste inghiottito un frammento luminoso di quel tardo sole pomeridiano che vi brucia nell'intimo, mitragliandovi di un effluvio di scintille in ogni particella, in ogni dito della mano e del piede?...
Da Beatitudine, in Beatitudine, in Tutti i racconti.
Devo dire che odio il denaro, ma che odio di più la sua mancanza.
Da Diario; citato in Laura Bolgeri, Le donne hanno detto, Rizzoli, 1990, p. 74.
Forse è mancare di saggezza amare alla follia; ma non c'è mancanza di saggezza più grave che quella di non amare per niente.
Citato in Citati, p. 11.
Ho sempre ritenuto che il più grande privilegio, sollievo e conforto dell'amicizia fosse quello di non dover mai spiegare nulla.
Io considero il far figli la più ignominiosa di tutte le professioni.
Da Frau Fischer, in Una pensione tedesca, in Tutti i racconti.
Il rimpianto è uno spreco di energia spaventoso e nessuno, che voglia essere scrittore, può indulgervi. Non si può dargli forma, non si può costruirci, serve solo a crogiolarcisi.
Da Je ne parle pas français, in Beatitudine, in Tutti i racconti.
scrive con tanta calma come se stesse già entrando nel porto tranquillo, le vele ripiegate, sospinto da una silenziosa marea.
Citato in Citati, p. 12.

Dicono di Katherine Mansfield

È così adorabile che non ci possono essere mezze misure. Uno l'ama appassionatamente, perché è impossibile fare altrimenti.
Dorothy Brett
Katherine Mansfield si diede a quello che fu poi suo marito, una sera in cui non poterono sopportare lo spettacolo d'una prostituta che si guardava nello specchio.
Corrado Alvaro
L'amavo talmente che i suoi scritti erano e rimangono per me una delle manifestazioni meno importanti di lei. È il suo essere, cosa era, l'aroma del suo essere che io amo. Katherine poteva fare cose detestabili, esagerare e raccontare falsità, ma il modo con cui le faceva era ammirevole, unico.
Samuel Kotelianskij
Nessuno meglio di Katherine seppe fare racconto dei più segreti soprassalti del cuore dei suoi personaggi.
Antonio Debenedetti
Chiuso nella sua stanza di sughero, Proust si avvolgeva nella memoria come in un'unica, iridescente, sontuosa foglia d'alveo, nodo d'autoimpiccagione e bergsoniano fluire d'infinità. Dosando il respiro fra incantati, aperti paesaggi di impossibili guarigioni, , con una sperimentazione di tipo più joyciano, espelle la memoria da sé, la proietta in campi lunghi, campi medi e controcampi, la devolve a schegge d'altruità, la oggettiva in figure cui le sue cesoie d'esilio imprimono il taglio rapido dell'esilio, dove a nessuna è concesso spazio o tempo più che all'altra.
La distanza agisce così come calmiere. Lo spazio si immerge nel tempo, il tempo tridimensionale si autocancella. Tempo e spazio si allineano e si uguagliano su una sola superficie, il nitore di un'intangibile visività.
Rescisse spiegazioni e confessioni, rescisse cause, concause, resipiscenze e condoglianze, nettati spietatamente tutti i contorni col mercurio liquido della pura visività, respinti rinvii, condanne e condoni, pone un aut-aut assoluto e straziato, tolemaico: la centralità dell'io. Improvvisamente si pensa, più che a Cecov, a Verlaine. Si pensa a Saffo, filtrata attraverso Keats e Shelley. Si pensa alla poesia.
Sceglie di essere solo quello che è. Di dire solo quello che conosce (che vede) e quello che ama. Ama il bello, il gentile, il buono. Ama il semplice, il chiaro, l'arreso, il tenero, lo scherzoso, il minuto. Li ama così convulsamente da sapere che non esistono. Per questo, attraverso una tecnica di spossessamento di tipo in apparenza impressionista e in realtà simbolista, li priva di spazio, li sparecchia di fiato, li recide nel momento stesso in cui, con incantevole grazia, li porta sulla soglia dell'apparire. Onestà-verità diventa scopo, norma, canone.
Canone d'essenzialità.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026