Ritratto di Laura Zuccheri
Esby (talk) 15:38, 8 October 2009 (UTC) · CC BY-SA 3.0

Frasi

Frasi di Laura Zuccheri

12 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 12 citazioni di Laura Zuccheri, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Laura Zuccheri (fumettista e disegnatrice italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Laura Zuccheri

Cerco sempre dei riferimenti nella realtà, attraverso film o persone esistenti, che mi danno la possibilità di entrare dentro alle caratteristiche della personalità di ogni personaggio. C'è un certo modo di concentrarsi su ognuno di loro: bisogna entrarci dentro totalmente, come fanno gli attori quando devono interpretare un ruolo, e rappresentarlo univocamente sia graficamente sia dal punto di vista della personalità. Questo vale anche per le comparse, è fondamentale che anche loro abbiano una base reale.
Dall'intervista di Federico Beghin, David Padovani ed Ettore Gabrielli, Laura Zuccheri: il mio western da Ken Parker a Tex, lospaziobianco.it, 3 luglio 2019.
È evidente l'esistenza di una spiccata differenza tra la Francia e il Belpaese: là, infatti, il fumetto è paragonato a un'autentica opera letteraria. Questo fa sì che la considerazione che i transalpini hanno del medium sia più "nobile", più "alta" rispetto al contesto italiano. È pur vero, tuttavia, che la nostra nazione è, ormai da tempo, protagonista di un radicale cambiamento che sta portando a una svolta che, mi auguro, possa essere definitiva: la nobilitazione di questa forma d'arte, di cui tutti (fra giornalisti, critici di settore ed esponenti della cultura cosiddetta "generalista") scrivono e parlano con una sempre maggiore passione e con una sempre più palese competenza.
Da un'intervista a Mondo Padano; citato in Fabio Canesi, Julia Kendall e Myrna Harrod: le mille sfumature al femminile, mondopadano.it, 14 maggio 2021.
"Julia" è una serie di fumetti molto moderna e innovativa dal punto di vista narrativo e del personaggio. Poliziotte e detective femminili tra '96 e '97 erano una novità. E poi ha come antagonista Myrna, il personaggio a cui sono più affezionata, perché diverso dalle solite eroine femminili. Ho un bel ricordo di "Julia", lì ho affinato il mio mestiere [...]
Dall'intervista Laura Zuccheri a "Nuvolosa": «Porterò più donne nei fumetti western», primabiella.it, 5 marzo 2022.
C'è tantissimo lavoro dietro a un fumetto. Se si deve disegnare un certo tipo di arma o uno scenario storico, bisogna leggere libri, sfogliare cataloghi, vedere film di genere. Un professionista non si inventa nulla.
Dal podcast il Resto di Bologna, il Resto del Carlino; citato in Andrea Bonzi, Zuccheri, la matita femminile di Tex "Realizzato il mio sogno nel cassetto", ilrestodelcarlino.it, 8 novembre 2023.
[...] il Tex di Claudio Villa guida lo stile di tutti i disegnatori.
Quella di usare dei riferimenti "reali" è una caratteristica che io ritengo fondamentale per il disegno, e con questo non intendo riferirmi esclusivamente ad attori o modelli, ma, soprattutto agli animali, alle cose, agli oggetti o ai materiali che fanno parte del racconto. Se devi disegnare un tizio a cavallo (e facendo Ken mi è capitato spesso) è molto più utile osservare un cavallo dal vero (e magari aver provato almeno una volta a cavalcare sul serio) piuttosto che guardare mille disegni di altri autori. Perchè da un bravo collega si potrà magari imparare a riprodurre una posa, ma da una cavalcata si percepisce in maniera diretta la reale posizione del cavaliere in ogni momento.
[...] per la mia seconda storia di Julia [...] dovevo disegnare alcuni aerei da turismo e non ne avevo mai visto nessuno dal vivo. Ebbene, dopo una rapida ricerca, ho trovato un aereoclub vicino a casa mia, disponibile per una visita. Detto fatto. Ora conosco esattamente le proporzioni degli aerei in relazione al corpo umano, e so, ad esempio, che ti devi abbassare per entrarvi: particolari che non mi sarebbere venuti in mente altrimenti. E poi tutto questo serve anche a distrarsi un po' dalla reclusione di tutti i giorni: quello del disegnatore è un lavoro fin troppo solitario.
Le mie matite, in genere, sono molto dettagliate e, anzi, a volte tendo a mettere troppi segni nelle vignette. Così mi capita spesso di "lucidare" [ricalcare con un tavolo luminoso, nda] solo il segno che mi interessa dall'altro lato della pagina, per poi cancellare la matita e ripassare a china utilizzando la matita così ripulita, di nuovo sul tavolo luminoso. Be' in effetti a volte i tempi si allungano, ma, siccome ritengo che le matite siano la parte più impegnativa del mio lavoro, questo sistema mi permette di farle al meglio delle mie capacità.
È qualcosa che mi appartiene fin dall'infanzia. Guardavo film western fin da piccola, soprattutto quelli di Sergio Leone e quelli con protagonista John Wayne; mi sono sempre piaciuti, anche perché ho un'enorme passione per i cavalli. È un genere che credo di avere nel sangue da sempre e che preferisco in assoluto; sono affascinata da quel mondo, dai suoi paesaggi e dal suo tipo di vita, libera e dura.
A essere onesti, Julia è stata l'unica opportunità di lavoro che mi era stata offerta in quel periodo. A malincuore avevo lasciato Ken Parker, e Giancarlo aveva iniziato da poco questa sua nuova avventura che lo aveva portato dal western al giallo. In quel momento, ripeto, era la mia unica possibilità di continuare a disegnare, ma il genere in questione penso non sia mai stato completamente nelle mie corde... e gli ho dedicato solo quindici anni [ride, ndr].
[...] sono stata la prima e per ora unica disegnatrice di Tex, e questo non mi ha di certo aiutato. Premetto che non è stato per niente facile all'inizio conquistarsi piena credibilità, e comunque sono sempre tenuta sotto torchio [ride, ndr]. Tex è difficile da disegnare perché possiede tutta una serie di caratteristiche e di proporzioni a livello grafico che sono solo sue e di nessun altro. Non è per nulla facile poi, a mio parere, riuscire a renderne la personalità, unica nel suo genere. [...] Infine, anche se lo amo molto, il western non è per nulla banale da rappresentare, dai cappelli ai cinturoni, dalle armi ai cavalli. Ci vuole una grandissima passione e costanza che ti spingano a documentarsi continuamente. Ho in casa letteralmente pile di film western che guardo in continuazione e in cui cerco l'ispirazione o il dettaglio che mi serve in quel momento.
Quello che piace a me di Tex è che è una specie di super eroe, e quindi è molto facile venirne affascinata. Se penso al tipico uomo italiano, Tex è indipendente e senza impedimenti, senza famiglia, moglie e figli, libero di cavalcare dove gli pare; è sempre in forma, nonostante non disdegni patatine fritte, alcol e tabacco, ma su di lui questi vizi, così deleteri per noi uomini comuni, non hanno effetto; è poi attorniato da amici e compagni di cui può fidarsi ciecamente, che non lo tradiranno mai. È forte, intelligente, sempre calmo: incarna l'ideale non solo di uomo, ma di persona che ognuno di noi sogna di essere. È sempre in grado di trovare una soluzione a qualsiasi problema, anche il più spinoso; è in sintesi il contrario di ciò che siamo noi nella vita di tutti i giorni: fragili, insicuri, pieni di paure. Credo che il suo successo risieda in questo: Tex incarna la persona che vorremmo essere tutti noi.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026