Frasi

Frasi di «A sud di nessun nord»

23 citazioni dal libro di Charles Bukowski

Le frasi di «A sud di nessun nord» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «A sud di nessun nord»

Quando ci pestavamo, andavamo avanti per ore senza che i nostri genitori si sognassero di intervenire. Forse perché ci atteggiavamo a duri e non volevamo chiedere aiuto, mentre loro si aspettavano proprio questo. Ma noi li odiavamo e non potevamo cedere e loro ci odiavano perché li odiavamo, così uscivano sul portico e lanciavano un'occhiata indifferente alla rissa interminabile che si svolgeva davanti a loro. (da Dai dai contro quel sipario, p. 16)
Sapete, a volte se un tipo non crede in quello che fa, se la cava molto meglio, perché è libero da implicazioni emotive. (da Questioni di politica, p. 34)
Personalmente non avevo molto da perdere, né io né il mio cazzo di media misura. (da Questioni di politica, p. 35)
La vita non è che un mucchio di guai. (da Gli assassini, p. 59)
"Senti, Margie, tu non capisci. Non riesco più a scrivere. Sono finito. C'è un punto in cui ho sbagliato strada. C'è un punto in cui sono morto nella notte." (da Non sai scrivere una storia d'amore, p. 87)
I cani avevano le pulci, gli uomini un sacco di guai. (da Cristo sui pattini a rotelle, p. 114)
Come può dirvi chiunque, non sono un tipo molto gradevole. Non so nemmeno cosa voglia dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un debole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le calze molli e il trucco sbavato. Mi interessano di più i pervertiti dei santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anch'io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, la religione, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società. (da Tu sì che hai fegato, p. 135)
Eppure un uomo aveva bisogno di una donna di tanto in tanto, se non altro per provare a se stesso che riusciva a procurarsela. Il sesso era una faccenda secondaria. Il mondo non era fatto per gli amanti e non lo sarebbe mai stato. (da Il killer, p. 142)
"La gente è fortunata. Le piace tutto: coni gelati, concerti rock, cantare, ballare, odio, amore, masturbazione, panini col wurstel, balli folk, Gesù Cristo, i pattini a rotelle, lo spiritualismo, il capitalismo, il comunismo, la circoncisione, i fumetti, Bob Hope, lo sci, la pesca, l'omicidio, il bowling, i dibattiti. Tutto. Non hanno molto, perché non si aspettano molto. Ma sono una grande banda." (da Niente collo e cattivo come il demonio, p. 157)
Ci accontentavamo di poco, ma quel poco non riuscivamo ad averlo. Una bella merda. (da Così amano i morti, p. 163)
"Non preoccuparti, piccola, io sono un genio. L'unico guaio è che gli altri non lo sanno." (da Così amano i morti, p. 173)
Per essere uomo di mondo mi comportavo proprio come uno studentello. (da Tutti i culi del mondo e il mio, p. 176)
Ecco come il mondo finì, non con una bomba atomica, ma con merda merda merda. (da Tutti i culi del mondo e il mio, p. 177)
Ospedali e galere e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore. (da Confessioni di un uomo abbastanza pazzo da mettersi a vivere con le bestie, p. 197)
Era un lavoro impossibile, come tanti altri. Ti ammazzavi di fatica e avresti voluto andartene, poi la fatica aumentava e ti dimenticavi di andartene, e i minuti non passavano mai, e ti sembrava di vivere intrappolato dentro un unico minuto, senza speranza, senza via di scampo, troppo inebetito per tagliare la corda e senza un posto dove rifugiarti se anche l'avessi fatto.
A quanto pareva un uomo aveva solo un'alternativa, vivere una vita frenetica o diventare un barbone.
Mi piacerebbe frustarti con la cintura sulle gambe, sul culo, sulle cosce. Vorrei farti tremare e piangere e poi, quando fossi tutta piangente e tremante, te lo sbatterei dentro in un gesto di amore puro.
«Perché non ti trovi un lavoro decente?»
«Non ci sono lavori decenti. Se uno scrittore non riesce a campare creando, vuol dire che è morto.»
«Oh, smettila, Carl! Al mondo ci sono miliardi di persone che non campano creando. Vuol dire che sono morte?»
«Sì.»
C'è una dozzina di modi per perdere una corsa e un modo solo per vincerla.
Sapevo che le code mi stavano uccidendo. Non riuscivo ad accettarle, al contrario di tutti gli altri. Tutti gli altri erano normali. Per loro la vita era bella. Potevano far la coda senza provare dolore. Potevano mettersi in coda e starci per sempre.
«Non lo so dottore. Le ho detto che sono un uomo confuso.»
«Ha provato con uno psichiatra?»
«Inutile. Sono spenti, senza immaginazione. Non ho bisogno di uno psichiatra. Ho sentito dire che finiscono per molestare le loro pazienti. Vorrei fare l'analista. Se potessi scoparmi tutte le donne, mi andrebbe di fare l'analista; al di là di questo non servono a niente.»
Gli intestini quasi mi penzolavano fuori dal culo come la coda di un cane.
Se solo avessi avuto la capacità di Vicky di ottenere informazioni sulla realtà, allora sì che avrei potuto scrivere qualcosa. Io devo starmene seduto e aspettare che mi venga l'ispirazione. Quando arriva, posso manipolarla e spremerla, ma non posso andarmela a cercare.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026