Le frasi di «Addio alle armi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Prefazione
Ogni giorno leggevo il libro dal principio al punto dov'ero arrivato a scrivere, e ogni giorno smettevo che andava ancora bene e sapevo che cosa sarebbe successo dopo.
Il fatto che il libro fosse tragico non mi rendeva infelice perché ero convinto che la vita è una tragedia e sapevo che può avere soltanto una fine. (2007, p. 3)
Ero in un angolo a bere lo champagne del nostro ospite con Miss Ingrid Bergman e le dissi: «Figliola, questo sarà l'anno peggiore che abbiamo mai visto». (Ho omesso gli aggettivi qualificativi.) (2007, p. 4)
Così questo libro fu pubblicato la prima volta il giorno che il mercato crollò nel 1929. Scott Fitzgerald è morto, Tom Wolfe è morto, Jim Joyce è morto (lui, il caro compagno diverso dal Joyce ufficiale dei biografi, che una volta, da ubriaco, mi chiese se non mi pareva che i suoi libri fossero un po' troppo da periferia); John Bishop è morto, Max Perkins è morto. Anche una quantità di personaggi che avrebbero dovuto essere morti sono morti; appesi a capofitto davanti alle stazioni di rifornimento a Milano o impiccati bene o male in città tedesche superbombardate. Vi sono anche tutti i morti senza nome, alla maggior parte dei quali piaceva molto la vita. (2007, pp. 4-5)
C'era qualcuno che diceva sempre, perché questo tale è così preoccupato e ossessionato dalla guerra, e ora dal 1933 forse è chiaro perché uno scrittore debba interessarsi al continuo, prepotente, criminale, sporco delitto che è la guerra. Siccome di guerre ne ho fatte troppe, sono certo di avere dei pregiudizi, e spero di avere molti pregiudizi. Ma è persuasione ponderata dello scrittore di questo libro che le guerre sono combattute dalla più bella gente che c'è, o diciamo pure soltanto dalla gente, per quanto, quanto più ci si avvicina a dove si combatte e tanto più bella è la gente che si incontra; ma sono fatte, provocate e iniziate da precise rivalità economiche e da maiali che sorgono a profittarne. (2007, p. 5)
Sono persuaso che tutta la gente che sorge a profittare della guerra e aiuta a provocarla dovrebbe essere fucilata il giorno stesso che incomincia a farlo da rappresentanti accreditati dei leali cittadini che la combatteranno. (2007, p. 5)
Citazioni da «Addio alle armi»
Tutti gli uomini che pensano sono atei. (2007, p. 13)
Io ci credo, nella Massoneria. È una nobile organizzazione. (2007, p. 13)
«Mi piacerebbe che vedesse gli Abruzzi e andasse a trovare i miei a Capracotta» disse il cappellano. «Sentilo lui con gli Abruzzi. C'è più neve che qui. Lui non vuole vedere contadini. Deve andare in centri di cultura e di civiltà». (2007, p. 14)
Era impossibile salutare gli stranieri come gli italiani senza sentirsi imbarazzati. Il saluto italiano non si è mai potuto esportare. (2007, pp. 27-28)
A Capracotta, mi aveva detto, c'erano le trote nel torrente sotto la città. Era proibito suonare il flauto la notte. Quando i giovanotti facevano le serenate, soltanto il flauto era proibito. Perché, avevo chiesto. Perché alle ragazze non faceva bene udire il flauto di notte. (2007, p. 74)
Aquila era una bella città. D'estate la notte faceva fresco e la primavera degli Abruzzi era la più bella d'Italia. Ma quel che era bello era l'autunno per andare a caccia nei boschi di castagni. (2007, p. 74)
Perché ci siamo solo noi due e nel mondo ci sono tutti gli altri. (2007, p. 135)
Un giorno o l'altro vedrò gli anglosassoni eliminare la prostituzione con uno spazzolino da denti. (2007, p. 162)
Voglio farti ubriacare e tirarti fuori il fegato e metterti un buon fegato italiano e farti ritornare un uomo. (2007, p. 162)
Sono stati battuti fin dal principio. Sono stati battuti quando li hanno presi dalle loro campagne e li hanno messi nell'esercito. Per questo il contadino è saggio, perché è sconfitto fin dal principio. Mettilo al potere, e vedrai com'è saggio. (2007, p. 171)
Ero sempre imbarazzato dalle parole sacro, glorioso e sacrificio e dall'espressione invano. Le avevamo udite a volte ritti nella pioggia quasi fuori dalla portata della voce, in modo che solo le parole urlate giungevano, e le avevamo lette su proclami che venivano spiaccicati su altri proclami, da un pezzo ormai, e non avevo visto niente di sacro, e le cose gloriose non avevano gloria e i sacrifici erano come i macelli a Chicago se con la carne non si faceva altro che seppellirla. [...] Parole astratte come gloria, onore, coraggio o dedizione erano oscene accanto ai nomi concreti dei villaggi, ai numeri delle strade, ai nomi dei fiumi, ai numeri dei reggimenti e alle date. (2007, pp. 175-176)
È nella sconfitta che si diventa cristiani. (2010, p. 191)
Sono stato solo mentre ero con molte ragazze e questo è il modo in cui si può essere più soli. (2007, p. 234)
So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata. (2007, pp. 234-235)
Se la gente porta tanto coraggio in questo mondo, il mondo deve ucciderla per spezzarla, così naturalmente la uccide. Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati. Ma quelli che non spezza li uccide. Uccide imparzialmente i molto buoni e i molto gentili e i molto coraggiosi. Se non siete fra questi potete esser certi che ucciderà anche voi, ma non avrà una particolare premura. (2007, p. 235)
È il grande inganno: la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti. (2007, p. 246)
Mi sentivo maledettamente solo e fui lieto quando il treno arrivò a Stresa.
Mi aspettavo di trovare alla stazione i fattorini degli alberghi ma non c'era nessuno. La stagione era finita da molto e nessuno era venuto al treno. Scesi dal treno con la mia valigia, che era la valigia di Sim, e molto leggera da portare perché era vuota tranne per due camicie, e mi fermai sotto il tetto della stazione nella pioggia mentre il treno ripartiva. Incontrai un uomo nella stazione e gli chiesi se sapeva quali alberghi fossero aperti. (2010, pp. 257-258)
Il Grand Hôtel des Iles Borromées era aperto e parecchi albergucci che stavano aperti tutto l'anno. Mi avviai nella pioggia verso l'Iles Borromées portando la valigia. Vidi una carrozza che scendeva la strada e feci segno al vetturino. Era meglio arrivare in carrozza. Entrammo nel viale del grande albergo, il portiere uscì con l'ombrello e fu molto gentile.
Presi una buona stanza. Era molto grande e chiara e guardava sul lago. Le nuvole erano scese sul lago ma doveva esser bello col sole. Aspettavo mia moglie, dissi. C'era un gran letto doppio, un letto matrimoniale con una coperta di satin. L'albergo era molto lussuoso. Attraversai i lunghi corridoi, le larghe scale, i saloni fino al bar. Conoscevo il barman ma sedetti su uno sgabello e mangiai mandorle e patatine fritte. Il Martini era fresco e pulito. (2010, p. 258)
Dal lago Stresa appariva molto deserta. C'erano le lunghe file di alberi nudi, i grandi alberghi e le ville chiuse. Remai verso l'Isola Bella e mi avvicinai ai muraglioni, dove l'acqua diventava improvvisamente più fonda e si vedeva il muro di roccia scendere obliquo nell'acqua limpida, e poi risalii lungo l'Isola dei Pescatori. Il sole era sotto una nuvola e l'acqua era cupa e liscia e molto fredda. Niente abboccò, per quanto vedessimo sull'acqua qualche cerchio di pesci che salivano. (2010, p. 269)
Mi tenevo vicino alla riva perché avevo paura di smarrirmi nel lago e perder tempo. A volte eravamo così vicini che si poteva vedere una fila d'alberi e la strada lungo la riva con le montagne dietro. Non pioveva più e il vento respinse le nuvole finché la luna apparì e guardando indietro vidi la lunga punta nera di Castagnola e il lago con frangenti bianchi e più in là la luna sulle alte montagne di neve. (2010, p. 285)
Il lago si allargò e sulla riva opposta, ai piedi delle montagne, vedemmo qualche luce che doveva essere di Luino. Vidi uno spacco cuneiforme tra le montagne sull'altra sponda e pensai che doveva essere Luino. Se lo era, tenevamo una buona media. Rientrai i remi e mi abbandonai sul sedile. Ero molto, molto stanco di remare. (2010, p. 286)
Ora era certo che eravamo in Svizzera. C'erano molte case tra gli alberi dietro la riva e un po' discosto dalla riva c'era un villaggio con le case di pietra, qualche villa sulla collina e una chiesa. Guardavo la strada che rasentava la riva per vedere se c'erano guardie ma non ne vidi. La strada ora era vicinissima al lago e vidi un soldato uscire da un caffè sulla strada. [...] Eravamo di fronte alla riva del villaggio.
«Dobbiamo essere molto dentro il confine» dissi.
«Dobbiamo essere sicuri, caro. Bisogna che non ci riportino alla frontiera.»
«La frontiera è molto lontana. Credo che questa sia la città di dogana. Sono quasi sicuro che è Brissago.» [...] Era un villaggio simpatico. C'erano molte barche da pesca lungo la banchina e reti stese sui rastrellieri. Cadeva una bella pioggia di novembre, ma c'era un'aria allegra e pulita anche con la pioggia. (2010, p. 291)
L'infermiera entrò nella stanza e chiuse la porta. Sedetti fuori in corridoio. Tutto era finito dentro di me. Non pensavo a niente. Non potevo pensare. Sapevo che sarebbe morta e pregavo che non morisse. Non lasciarla morire. Oh Dio, per favore non lasciarla morire. Farò tutto quello che vuoi se non la lasci morire. Ti prego, ti prego, ti prego, Dio caro, non lasciarla morire. Dio caro, non lasciarla morire. Ti prego, ti prego, ti prego, non lasciarla morire. Dio, ti prego, non farla morire. Farò tutto quello che vuoi se non la lasci morire. Hai preso il bambino ma non lasciarla morire. Hai fatto bene ma non lasciarla morire. Ti prego, ti prego, Dio caro, non lasciarla morire. (2007, p. 306)
Citazioni sul libro
Pavese voleva che lo leggessi per farmi capire la differenza tra la letteratura inglese e quella americana. Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione furono lAntologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, lAutobiografia di Sherwood Anderson e i Fili d'erba di Walt Whitman. (Fernanda Pivano)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026