Frasi

Frasi di «Amori ridicoli»

18 citazioni dal libro di Milan Kundera

Le frasi di «Amori ridicoli» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Amori ridicoli»

L'uomo attraversa il presente con gli occhi bendati. Può al massimo immaginare e tentare di indovinare ciò che sta vivendo. Solo più tardi gli viene tolto il fazzoletto dagli occhi e lui, gettato uno sguardo al passato, si accorge di che cosa ha realmente vissuto e ne capisce il senso. (Nessuno riderà, § 2; 1988, p. 15)
Amo l'obiettività e l'ordine in qualsiasi cosa, anche nelle faccende d'amore, e di conseguenza mi fido più di un esperto che di un dilettante. (p. 58)
L'erotismo non è soltanto desiderio di un corpo, ma in egual misura anche desiderio di stima. Il partner che avete conquistato, che vi desidera e vi ama, rappresenta il vostro specchio, la misura di ciò che siete e di ciò che valete. (1988, p. 104)
Nell'aria galleggiavano parole splendide e Flajšman si ripeteva che l'amore ha un solo termine di confronto: la morte. Alla fine del vero amore c'è la morte, e solo l'amore che termina con la morte è amore. (Il simposio, Atto terzo, § Galleggiavano i profumi nell'aria notturna; 1988, p. 134)
L'uomo ha il dovere di sapere. (1994)
L'uomo risponde della propria ignoranza. (1994)
Era inutile attaccare con la ragione la solida barriera di irrazionalità di cui si dice plasmato l'animo femminile.
Sapeva che lei lo amava ed era gelosa. La gelosia non è certo una qualità piacevole, ma se non se ne abusa (se è unita a una certa moderazione) ha in sé, a parte i suoi inconvenienti, anche qualcosa di commovente. (Il falso autostop, 1988)
Io ho un mio personale concetto di dieta: evito rigorosamente tutti i cibi che non mi piacciono. (1988)
Se un uomo fosse responsabile solo di ciò di cui è cosciente, gli idioti sarebbero assolti in anticipo da qualsiasi colpa. (1988, p. 107)
Ma che cosa sono la bellezza o la bruttezza di fronte all'amore? Cos'è la bruttezza di un viso di fronte al sentimento nella cui grandezza si rispecchia l'assoluto stesso? (p. 134)
Esiste una certa piacevolezza esteriore della donna che il gusto provinciale considera a torto come bellezza. E poi esiste la vera bellezza erotica della donna. E riconoscere questa bellezza a un semplice sguardo non è certo cosa da poco. È un'arte. (p. 195)
Ma vanno così le cose della vita: uno pensa di recitare la sua parte in uno spettacolo e nemmeno si immagina che sul palcoscenico nel frattempo, di soppiatto, hanno cambiato lo scenario e senza saperlo si ritrova nel bel mezzo di uno spettacolo completamente diverso.
Anche la gioia che dà la presenza dell'uomo amato si prova meglio in solitudine. Se quella presenza fosse ininterrotta, in fondo sarebbe presente solo nel suo incessante fuggire. Trattenere quella presenza è possibile solo nei momenti di solitudine.
Nel nostro mondo la bruttezza ha una sua funzione positiva. Nessuno ha voglia di fermarsi da nessuna parte, la gente ha fretta di lasciare ogni posto che incontra, e in tal modo nasce il ritmo necessario della vita.
Con quanta leggerezza e con che pessimi materiali l'uomo costruisce le sue scuse!
Forse un uomo e una donna sono più vicini l'uno all'altro quando non vivono insieme e sanno soltanto di esistere, quando sono riconoscenti l'uno all'altro solo perché esistono e perché l'uno sa che l'altro esiste. E alla loro felicità questo basta.
La gioia data dai figli non può compensare le altre gioie, per non dire poi che una gioia gravata dall'obbligo di supplire ad altre gioie diventa presto una gioia troppo stanca.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026