Le frasi di «Brisingr» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Brisingr»
Quando uccidiamo, uccidiamo una parte di noi stessi. (Eragon)
I mostri della mente sono ben peggiori di quelli che esistono nella realtà. Paura, dubbio e odio fanno più danni di quanti ne faccia una bestia selvatica. (Arya)
L'unico antidoto al corrosivo veleno della violenza è trovare la pace dentro di noi. (Arya)
Un Re non regna a lungo se non sa apprezzare il valore del silenzio. (Re Orrin)
Colui che ha l'audacia di decidere chi deve vivere e chi morire non serve più la legge, ma detta legge! (Re Orrin)
La più grande ambizione del Re è averci tutti e quattro sotto il suo comando, non morti, perché a quel punto saremmo liberi. (Saphira)
Nei suoi occhi cremisi brillò un'immensa tristezza confusa, quasi sperasse che Saphira o Eragon potessero spiegargli come mai era venuto al mondo solo perché Galbatorix potesse renderlo suo schiavo, abusare di lui e costringerlo a distruggere la vita di altri esseri viventi. (Christopher Paolini)
Un vero guerriero non combatte perché vuole, ma perché deve! Un uomo che brama la guerra, che si diverte ad uccidere, è un bruto e un mostro. Per quanta gloria conquisti sul campo di battaglia, non sarebbe migliore di un lupo rabbioso, sempre pronto a scagliarsi contro i suoi amici e la sua famiglia quanto contro i nemici. (Katrina)
Gli Dei sono volubili e l'unica immortalità su cui possiamo contare è quella che ci conquistiamo grazie alle nostre gesta. Che sia per fama o per infamia, è comunque meglio che essere dimenticati una volta abbandonato questo mondo. (Orik)
[...] Saphira scrutò Eragon con sguardo penetrante. Nasuada mi ha raccontato dell'attentato dell'Az Sweldn rak Anhûin. Ti cacci sempre nei guai quando non sono con te.
Questo lo dici tu. E quando gli Urgali ci tesero un'imboscata a Gil'ead e mi presero prigioniero?
Un pennacchio di fumo si levò dalle fauci di Saphira.
Quello non vale. All'epoca ero più piccola e non avevo esperienza. Ora non accadrebbe. E nemmeno tu sei più debole come una volta.
Non sono mai stato debole! protestò Eragon. È solo che ho nemici potenti. (Saphira-Eragon, p. 612)
La negromanzia non è come le altre arti magiche, Eragon; con essa tu cerchi di costringere esseri incredibilmente potenti e ostili a obbedire ai tuoi comandi, esseri che dedicano ogni istante della loro prigionia a trovare una breccia nel vincolo che li lega per potersi ribellare e soggiogarti per vendetta. (Oromis)
Perfino gli dei non durano per sempre. (Oromis)
Rosso come un rubino immerso nel sangue, rosso come il ferro incandescente pronto per essere forgiato, rosso come un tizzone ardente di odio e rabbia, sopra le languide chiome apparve Castigo. E sul dorso dello scintillante drago sedeva Murtagh con la lucente armatura d'acciaio, brandendo Zar'roc sopra la testa.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026