Frasi

Frasi di «Camera con vista»

20 citazioni dal libro di E. M. Forster

Le frasi di «Camera con vista» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Camera con vista»

È così difficile – almeno, io lo trovo così difficile – capire le persone che dicono la verità. (Mr Beebe: cap. 1, 1994, p. 21)
Si possono perdere ore preziose a contemplare futilità del genere, e al viaggiatore giunto in Italia per studiare i valori tattili di Giotto, o la corruzione del papato, può capitare di tornarsene al suo paese senza ricordare nulla se non il cielo azzurro e gli uomini e le donne che vivono sotto di esso. (cap. 2, 1994, p. 26)
C'è molto di immortale in questa figura di donna medievale. I draghi non ci sono più, e nemmeno i cavalieri, ma lei ancora aleggia tra noi, ha regnato in molti castelli della prima epoca vittoriana ed è stata regina di molte canzoni di quel periodo. È bello proteggerla nelle pause tra un affare e l'altro, è bello renderle omaggio quando ha preparato una buona cena. Ma ahimè! Quella creatura va degenerando. Anche nel suo cuore spuntano strani desideri. Anche lei si è innamorata della forza dei venti, degli orizzonti ampi e delle verdi distese del mare. Anche lei ha cominciato a conoscere le vie del mondo, ha visto com'esso è pieno di ricchezza, di bellezza e di guerre – una crosta radiosa, costruita attorno a un fuoco centrale, che ruota verso una prospettiva di cieli in fuga. Gli uomini sostengono che è lei a ispirarli, e intanto si muovono gioiosamente sulla superficie, fanno piacevolissimi incontri con altri uomini; felici non perché sono maschi, ma perché sono vivi. Ma prima che lo spettacolo finisca lei vorrebbe rinunciare al nobile titolo di Eterno Femminino e parteciparvi col proprio io transitorio. (cap. 4, 1994, p. 47)
Delle tante cose che Lucy stava notando quel giorno, una delle più interessanti era questa: la macabra attrazione che provano le persone rispettabili per i fatti di sangue. Solo George Emerson aveva mantenuto un atteggiamento incredibilmente puro. (cap. 5, 1994, p. 57)
È difficile che i pensieri di un vetturino, per quanto acuti, influenzino la vita dei suoi clienti. Egli era il più competente tra gli oppositori di Miss Bartlett, ma era anche, senza alcun dubbio, il meno pericoloso. (cap. 7, 1994, p. 72)
A volte il nostro bisogno di un segno di comprensione è così grande che non ci importa cosa significhi esattamente o quanto dovremo pagarlo in seguito. (cap. 7, 1994, p. 72)
Sentirsi perdonare le proprie manchevolezze non è meno piacevole che perdonarle agli altri. Per un attimo intravidero le immense possibilità del bene. (cap. 7, 1994, p. 73)
Nell'istante preciso in cui era stata sul punto di darlo, il suo giudizio, era intervenuta la voce di sua cugina e, da allora in poi, era stata Miss Bartlett a dominare il gioco; Miss Bartlett che, la ragazza lo poteva sentire da una fessura nella parete che separava le due camere, stava ancora sospirando; Miss Bartlett, che in realtà non era stata né comprensiva né umile né incoerente. Aveva agito da vera artista. Per un po' – per anni, in realtà – i suoi interventi erano stati poco rilevanti, ma alla fine era riuscita a presentare alla ragazza l'immagine completa di un mondo privo di allegria e di amore, nel quale i giovani corrono verso la distruzione, fino a che non si fanno accorti; un mondo vergognoso fatto di precauzioni e barriere che possono sì tener lontano il male, ma che non possono procurare il bene, a giudicare dalle condizioni di coloro che più ne hanno fatto uso per proteggersi. (cap. 7, 1994, p. 79)
Ha uno strano potere, il fidanzamento, perché influisce non solo sulle labbra, ma anche sul cuore. Si può paragonare – e le due cose si possono ben confrontare, perché hanno la stessa rilevanza – a quello che esercita su di noi il tempio di una fede diversa dalla nostra. Da fuori, possiamo deriderlo, o dichiararlo fasullo, o tutt'al più fare un po' di sentimentalismo. Ma quando siamo dentro, anche se i santi e gli dèi non sono i nostri, ci comportiamo come veri credenti, per non recare oltraggio ai veri credenti che possano trovarsi lì. (cap. 9, 1994, p. 92)
Avere dei segreti presenta questo inconveniente: perdiamo il senso delle proporzioni e non ci rendiamo più conto se il nostro segreto è importante o no. (cap. 11, 1994, p. 114)
Diffida di ogni impresa che richieda abiti nuovi. (Motto scritto sull'armadio degli Emerson: cap. 12, 1994, p. 117)
Se è facile raccontare la vita, ben più difficile è viverla, e siamo tutti dispostissimi a chiamare in causa «i nervi», o qualsiasi altra parola d'ordine che serva a occultare i nostri desideri. Lucy amava Cecil; George la rendeva nervosa; s'incaricherà il lettore di spiegarle che i termini delle due frasi avrebbero dovuto essere invertiti? (cap. 14, 1994, p. 132)
«La quantità di gentilezza disponibile è limitata, proprio come è limitata la quantità di luce», continuò George in tono misurato. «Ovunque ci troviamo, noi proiettiamo un'ombra su qualcosa, ed è inutile spostarsi continuamente da un posto all'altro per migliorare le cose, perché l'ombra ci viene dietro. Bisogna scegliere un posto dove non si fa danno, e rimanerci ben saldi, affrontando la luce del sole.» (cap. 15, 1994, p. 139)
– C'è una certa quantità di gentilezza nel mondo così come c'è una determinata quantità di luce – continuò George in tono pacato – Si fa ombra su qualcosa quando si sta in piedi e non serve muoversi da una parte all'altra per salvare le cose. L'ombra ci segue sempre. Scegliere un luogo dove non si possa fare del male... sì, scegliere un posto nel quale non possiamo fare troppo male e rimanervi, per quanto vi riesce, di fronte al sole. (1954, p. 188-189)
Non era il caso di pensare, né di provare dei sentimenti. Lucy smise di cercare di capire sé stessa, e si unì alle vaste schiere degli ottenebrati, che non seguono né il cuore né il cervello, e marciano verso il loro destino sotto l'insegna di una parola d'ordine. Queste schiere sono gremite di persone caritatevoli e pie, che però si sono arrese all'unico nemico che conta veramente – il nemico interiore. Hanno peccato contro la passione e la verità, e ogni loro affannosa rincorsa di una verità sarà vana. Col passare degli anni, diventano oggetto di critiche. La loro carità e la loro pietà mostrano delle crepe, il loro acume diventa cinismo, la loro generosità ipocrisia; dovunque vadano non producono che malessere. Hanno peccato contro Eros e contro Pallade Atena, e non sarà grazie a un intervento celeste, bensì grazie al normale corso della natura che quelle divinità alleate otterranno vendetta. (cap. 17, 1994, p. 159)
Se gli ideali rendono un giovane villano, è meglio che se ne liberi al più presto [...]. (1954, p. 167)
[...] e per quanto intelligenti possano essere i giovani e per quanti libri possano aver letto, non potranno mai immaginare cosa significa invecchiare. (1954, p. 173)
Il desiderio di comandare la donna, è molto profondo e l'uomo e la donna lo debbono combattere insieme prima di poter entrare nel giardino. (1954, p. 207)
La sua fede nel celibato, così reticente, e così prudentemente nascosta sotto la sua tolleranza e la sua cultura venne ora alla superficie e si allargò come un fiore delicato. «Quelli che si sposano fanno bene, ma quelli che non si sposano fanno ancor meglio». Così si esprimeva la sua fede, e non sentiva mai di un fidanzamento rotto se non con un leggero senso di compiacimento. (1954, p. 233)
«La vita» ha scritto un mio amico «è un pubblico concerto di violino nel quale voi dovete imparare a suonare lo strumento man mano che suonate». (1954, p. 251)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026