Frasi

Frasi di «Dell'arte della guerra»

29 citazioni dal libro di Niccolò Machiavelli

Le frasi di «Dell'arte della guerra» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Dell'arte della guerra»

Può ancora lo assediato essere vinto in tutto, quello di fuora non può essere se non ributtato [...]. (Fabrizio: libro settimo, p. 377)
[...] Quello che giova al nemico nuoce a te, e quel che giova a te nuoce al nemico. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Colui che sarà nella guerra più vigilante a osservare i disegni del nemico e più durerà fatica ad esercitare il suo esercito, in minori pericoli incorrerà e più potrà sperare della vittoria. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Non condurre mai a giornata i tuoi soldati, se prima non hai confermato l'animo loro e conosciutogli senza paura e ordinati, né mai ne farai pruova, se non quando vedi ch'egli sperano di vincere. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Meglio è vincere il nemico con la fame che col ferro, nella vittoria del quale può molto più la fortuna che la virtù. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Niuno partito è migliore che quello che sta nascoso al nemico infino che tu lo abbia eseguito. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Sapere nella guerra conoscere l'occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e l'esercizio ne fa assai. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Può la disciplina nella guerra più che il furore. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Quando si partono alcuni dalla parte nemica per venire a' servizj tuoi, quando sieno fedeli vi sarà sempre grandi acquisti; perché le forze degli avversari più si minuiscono con la perdita di quegli che si fuggono, che di quegli che sono ammazzati, ancora che il nome de' fuggitivi sia a' nuovi amici sospetto, a' vecchi odioso. (Fabrizio: libro settimo, p. 378)
Meglio è, nell'ordinare la giornata, riserbare dietro alla prima fronte assai aiuti, che, per fare la fronte maggiore, disperdere i suoi soldati. (Fabrizio: libro settimo, pp. 378-379)
Difficilmente è vinto colui che sa conoscere le forze sue e quelle del nemico. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Più vale la virtù de' soldati che la moltitudine; più giova alcuna volta il sito che la virtù. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Le cose nuove e subite sbigottiscono gli eserciti; le cose consuete e lente sono poco stimate da quegli; però farai al tuo esercito praticare e conoscere con piccole zuffe un nemico nuovo, prima che tu venga alla giornata con quello. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Colui che seguita con disordine il nemico poi ch'egli è rotto, non vuole fare altro che diventare, di vittorioso, perdente. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Quello che non prepara le vettovaglie necessarie al vivere è vinto senza ferro. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Chi confida più ne' cavalli che ne' fanti, o più ne' fanti che ne' cavalli, si accomodi col sito. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Quando tu vuoi vedere se, il giorno, alcuna spia è venuta in campo, fa' che ciascuno ne vadia al suo alloggiamento. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Muta partito, quando ti accorgi che il nemico l'abbia previsto. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Consigliati, delle cose che tu dèi fare, con molti; quello che dipoi vuoi fare conferisci con pochi. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
I soldati, quando dimorano alle stanze, si mantengano col timore e con la pena; poi, quando si conducono alla guerra, con la speranza e col premio. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
I buoni capitani non vengono mai a giornata se la necessità non gli strigne o la occasione non gli chiama. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Fa' che i tuoi nemici non sappiano come tu voglia ordinare l'esercito alla zuffa: e in qualunque modo l'ordini, fa' che le prime squadre possano essere ricevute dalle seconde e dalle terze. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Nella zuffa non adoperare mai una battaglia ad un'altra cosa che a quella per che tu l'avevi deputata, se tu non vuoi fare disordine. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Agli accidenti subiti con difficoltà si rimedia, a' pensati con facilità. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Gli uomini, il ferro, i danari e il pane sono il nervo della guerra; ma di questi quattro sono più necessarj i primi due, perché gli uomini e il ferro truovano i danari e il pane, ma il pane e i danari non truovano gli uomini e il ferro. (Fabrizio: libro settimo, p. 379)
Il disarmato ricco è premio del soldato povero. (Fabrizio: libro settimo, pp. 379-380)
Avvezza i tuoi soldati a spregiare il vivere delicato e il vestire lussurioso. (Fabrizio: libro settimo, p. 380)
[...] niuno senza invenzione fu mai grande uomo nel mestiero suo; [...]. (Fabrizio: libro settimo, p. 381)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026