Frasi

Frasi di «Don Casmurro»

28 citazioni dal libro di Machado de Assis

Le frasi di «Don Casmurro» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Don Casmurro»

Il mio scopo evidente era annodare fra loro le due estremità della vita, e recuperare nella vecchiaia l'adolescenza. Ebbene, signore mio, non sono riuscito a riprodurre né quello che fu né quello che fui io. Ovunque, se il volto è uguale, la fisionomia è differente. Se mi mancassero soltanto gli altri, pazienza; più o meno un uomo si consola delle persone che perde; ma il problema è che sono io stesso a mancare, e questa lacuna è tutto. (cap. II)
[...] era un amico, non dirò ottimo, ma non tutto è ottimo in questo mondo. (cap. V)
La vita è un'opera e una grande opera. Il tenore e il baritono lottano per il soprano, in presenza del basso e dei comprimari, quando non sono il soprano e il contralto che lottano per il tenore, in presenza dello stesso basso e dei medesimi comprimari. Vi sono numerosi cori, molti balletti e l'orchestrazione è eccellente... (cap. IX)
Gli impegni a lunga scadenza sono facili da sottoscrivere: l'immaginazione li fa apparire eterni. (cap. XI)
[...] le gambe sono anch'esse persone, inferiori soltanto alle braccia, e si regolano da sole, quando la testa non le dirige con idee. (cap. XII)
Ci sono cose che si imparano solo tardi; per farle subito bisogna esserci nati. Ed è meglio farle subito, anziché tardi con artificio. (cap. XV)
L'eternità ha i suoi pendoli; pur non avendo fine, mai rinuncia a voler sapere la durata delle gioie e dei supplizi. (cap. XXXII)
[...] la nostalgia è proprio questo: il passare e ripassare delle vecchie memorie. (cap. XXXIV)
L'immaginazione è stata compagna di tutta la mia esistenza: vivace, rapida, inquieta, a volte timida e ricalcitrante, per lo più capace di divorare, correndo, un pascolo dopo l'altro. (cap. XL)
Quante cattive intenzioni possono essere riposte, a metà strada, in una frase innocente e pura come questa! Può perfino far sospettare che molte volte la menzogna sia involontaria come il sudore. (cap. XLI)
Vi sono persone alle quali le lacrime non vengono né subito né mai; si dice che patiscono più degli altri. (cap. LIII)
L'insonnia, musa dagli occhi spalancati, non mi lasciò dormire per una lunga ora, forse due; i pruriti reclamavano unghie, e io mi grattavo con l'anima. (cap. LV)
L'animo degli uomini, come sai, è una casa così disposta, non di rado con finestre che danno su tutti i lati, molta luce e aria pura. Ce ne sono anche di chiuse e scure, senza finestre, o poche e grigliate, simile a quelle dei conventi e delle prigioni. Inoltre ci sono cappelle e bazar, semplici tettoie o palazzi sontuosi. (cap. LVI)
[...] il cuore, quando considera ciò che sta per accadere, le proporzioni degli avvenimenti e la loro quantità, diventa forte e ben disposto, il male è un male minore. Ma, se non lo diventa allora, non lo diventerà mai. (cap. LVII)
Nulla si può correggere bene nei libri confusi, ma tutto si può aggiungere nei libri che presentano lacune. (cap. LIX)
[...] ma il linguaggio umano è proprio così, un insieme di parti eccessive e di parti insignificanti, che si compensano, regolandosi fra loro. (cap. LXII)
[...] uno dei compiti dell'uomo è quello di chiudere e stringere forte gli occhi per vedere se continua nella notte della vecchiaia il sogno interrotto nella notte della gioventù. (cap. LXIV)
La vita è piena di obblighi che si adempiono, per quanta voglia si abbia di trasgredirli sfacciatamente. (cap. LXVI)
[...] vi è un solo modo di scrivere la propria essenza: quello di raccontar tutto, tanto il bene quanto il male. (cap. LXVIII)
Il destino non è soltanto un drammaturgo, è anche il proprio buttafuori, cioè indica ai personaggi il momento di entrare in scena, dà loro le carte e gli altri oggetti ed esegue dall'interno i suoni corrispondenti al dialogo: un temporale, una carrozza che passa, uno sparo. (cap. LXXIII)
[...] non tutto è chiaro nella vita e nei libri. (cap. LXXVII)
[...] la vanità è un principio di corruzione. (cap. XCVII)
Tutto finisce, o lettore; è un vecchio assioma al quale si può aggiungere che non tutto quello che dura, dura a lungo. Questa seconda parte non trova facili proseliti; al contrario, l'idea che un castello in aria duri più dell'aria di cui è fatto, si sradicherà difficilmente dal cervello, ed è bene che sia così, perché non si perda l'abitudine di tali costruzioni quasi eterne. (cap. CXVIII)
[...] quelli che amano la natura come deve essere amata, senza alcun ripudio parziale né esclusione ingiusta, non vi trovano nulla di inferiore. (cap. CXI)
[...] non soltanto il cielo ci concede le nostre virtù, ma anche la timidezza, senza contare il caso, ma il caso è un mero accidente; la miglior origine è il cielo. Ma poiché la timidezza proviene dal cielo e dà a ciascuno il proprio temperamento, la virtù, che ne è figlia, è dello stesso sangue celestiale. (cap. CXVIII)
La massima è la seguente: ciascuno dimentica lentamente le buone azioni che compie, ma in verità non le dimentica mai. (cap. CXXVII)
Le persone valgono in misura dell'affetto che portiamo loro, e la saggezza popolare ne ha tratto quel proverbio che dice: «Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace». (cap. CXXXII)
La vita è così bella che l'idea stessa della morte richiede anzitutto di essere da questa concepita, prima di potersi verificare. (cap. CXXXIII)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026