Le frasi di «Faust» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Faust»
Un brivido mi afferra; le lacrime si sciolgono ed il duro cuore si sente dolcemente intenerire; vedo come lontano quanto posseggo e ciò che era scomparso riprende, per me, concreta realtà. (parte I, Dedica)
Che l'uomo svia finché va pellegrino. (Il Signore: parte I, capitolo Prologo in cielo; 1960)
Quel deicino del mondo si rimane perpetuamente del medesimo conio, ed è oggidì quello stravagante ch'egli era nel suo primo giorno. Forse ehi vivrebbe un po’ meglio se tu non gli avessi dato non so che barlume della luce del cielo ch'egli nomina ragione, e non ne usa che per imbestiarsi più di qualunque bestia, in vero egli mi somiglia, con tua buona pace, una di quelle cavallette dalle gambe lunghe, che volano sempre innanzi non solo per querelarti? (Mefistofele: prologo in cielo, p. 14; 2022)
Birra che frizzi, tabacco che morda e una servetta in gala son quanto va meglio al mio umore. (Uno studente: Parte I, capitolo Dinanzi la porta della città; 1960)
Misero, due anime albergano nel mio petto, e vi si guerreggiano continuamente, e l'una vorrebbe pure svilupparsi dall'altra.. (Faust: parte I, capitolo Dinanzi la porta della città; 1960)
Ben sogliono gli uomini schernire quello che non intendono. (Faust: parte I, capitolo Studio (I); 1960)
Nel principio era l'atto. (Faust: parte I, capitolo Studio (I); 1960)
Io mi son parte di quella possanza che vuole continuamente il male, e continuamente produce il bene. (Mefistofele: parte I, capitolo Studio (I); 1960)
Sono lo spirito che nega continuamente. (Mefistofele: parte I, capitolo Studio (I); 1960)
E s'io dirò mai al fuggevole istante: "Oh, tu se' bello! dura, tu sei sì bello!" (Faust: parte I, capitolo Studio (II); 1960)
Noi veniamo di Spagna, che è il bel paese del vino e delle canzoni. (Mefistofele: parte I, capitolo La cantina di Auerbach in Lipsia; 1960)
Tu capir dei! / Dieci di un fanne, / poi tre via danne, / indi due tranne, / e ricco sei. / Quattro ne sega: / di cinque e sei. / Dice la strega, / fa sette ed otto, / e tu sei dotto. / Nove son uno, / dieci nessuno. / E questo delle Fate è l'un vie uno. (La Strega: parte I, capitolo La cucina di una strega; 1960)
La legge è potente, ma più ancora la necessità. (Plutone: parte II, atto I; 1960)
La natura, con le sue correnti vitali, non opera mai nulla a giorno, a notte, ad ore determinate: essa crea con ordine ogni forma, e dirò pure che nei suoi più grandi fenomeni la violenza non vi ha nessuna parte. (Talete: parte II, atto II)
Non cercare di analizzare questo destino unico al mondo: l'esistenza consiste nel vedere, non fosse che per un istante. (Faust: parte II, atto III; 1960)
Odo già il brusio del borgo / Qui è il paradiso vero del popolo, / felici e contenti tutti quanti. / Qui sono uomo. Qui posso esserlo. (937-40)
Ricerchiamo in quei soavi e cari sguardi dai quali viene solo la grazia e la salute, la virtù che meglio ci prepari il cuore a ricevere con gratitudine le eterne fiamme della beatitudine; onde gli umani affetti si rivolgano con viva fede a te, Vergine, Madre, Imperatrice e Dea. Dal sublime e stellato tuo seggio mostrati a noi propizia. (Doctor Marianus: parte II, atto V)
L'ETERNO-FEMMINA / ci trae lassù! (Chorus Mysticus: parte II, atto V; 1960)
Solo è allegro chi può dare. (I, 2)
Una perfetta contraddizione resta misteriosa / ai savi come ai pazzi. (I, 2557-2558)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026