Frasi

Frasi di «Fiorirà l'aspidistra»

21 citazioni dal libro di George Orwell

Le frasi di «Fiorirà l'aspidistra» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Fiorirà l'aspidistra»

Fra tutti i tipi dell'essere umano, soltanto l'artista si assume la responsabilità di dire che "non può" lavorare. Ma è verissimo; ci sono momenti in cui non si può lavorare. Ancora i quattrini, sempre i quattrini! La mancanza di quattrini diventa disagio fisico e morale, significa squallide preoccupazioni, significa mancanza di tabacco, significa coscienza onnipresente del proprio fallimento, soprattutto significa solitudine. Che altro puoi essere se non un povero diavolo tutto solo con due sterline alla settimana? E in una solitudine di tanta tristezza non si potrà mai scrivere un libro degno di questo nome. (II; p. 46)
[...] Egli dorme tra le braccia di Gesù. Inutile ripetere i commenti blasfemi che tutti coloro che avevano conosciuto nonno Comstock ebbero a fare su quest'ultima frase. Ma val la pena di osservare che il blocco di granito su cui era stata iscritta pesava quasi cinque tonnellate ed era stato messo colà nell'intento, se pur non consapevole, d'impedire a nonno Comstock di venir fuori di là sotto. Se volete sapere che cosa esattamente pensino di un morto i suoi parenti, il peso della sua pietra tombale potrà essere un discreto banco di prova. (III; p. 53)
Forse, la peggiore crudeltà che si possa infliggere a un bimbo è di mandarlo a scuola fra ragazzini più ricchi di lui. Un fanciullo consapevole della propria povertà patirà sofferenze snobistiche tali che una persona adulta non potrebbe nemmeno immaginare (III; p. 58)
Ogni ragazzo intelligente di sedici anni è socialista. A quell'età non ci si avvede dell'uncino che spunta dall'esca massiccia. (III; p. 60)
Ma Gordon cominciava a capire quale fosse il loro male. Non si trattava semplicemente della mancanza di quattrini. Ma piuttosto del fatto che, pur non avendo quattrini, continuavano ancora a vivere mentalmente nel mondo dei soldi, quel mondo in cui il denaro è virtù e la povertà delitto. Non la povertà, ma l'irresistibile trazione verso il basso esercitata dalla povertà rispettabile era stata la causa del loro languire. Avevano accettato la morale legata al denaro e quella morale li aveva condannati a morte. Non avevano mai avuto il buon senso di recalcitrare, di reagire, lasciandosi vivere, semplicemente, quattrini o non quattrini, come fanno i ceti inferiori. Come hanno ragione i poveri diavoli! Tanto di cappello al garzone di fabbrica che con quattro pence al mondo mette la sua ragazza in stato interessante! Almeno ha sangue e non quattrini nelle vene! (III; p. 61)
Eppure, lo zio, ora ch'era vecchio, probabilmente non era infelice. Aveva un hobby che non lo stancava mai, ed era l'hobby delle sue malattie. Soffriva, a sentir lui, di tutte le malattie registrate nel dizionario di medicina, e non si stancava mai di parlarne. Infatti, sembrava a Gordon che nella pensione di suo zio – vi si era recato qualche volta – i pensionati non parlassero mai d'altro che delle loro malattie. Distribuite un po' per tutto il salotto in penombra, persone scolorite, attempate sedevano a coppie, descrivendo e analizzando sintomi. (III; p. 81)
Può darsi che ci fossero altri Comstock, parenti più lontani, perché nonno Comstock aveva avuto undici fratelli. Ma se qualcuno n'era sopravvissuto doveva essersi arricchito, perdendo così ogni contatto coi parenti poveri; perché il denaro è più denso del sangue. (III; p. 82)
I volti rosei, bamboleschi di donne del bel mondo lo fissarono attraverso i finestrini. Maledette cagne da salotto senza cervello. Cagne satolle, sonnolente, alla catena. Molto meglio il lupo solitario del cane servile. (IV; p. 86)
Anche quando non c'era dubbio sull'invito, Gordon si aspettava sempre qualche inconveniente. Non era mai sicuro di essere ben accetto. Riteneva normale che la gente, dopo averlo mortificato, non si occupasse più di lui. Del resto, perché avrebbe dovuto essere diversamente? Lui non aveva un soldo. E quando non hai un quattrino la tua vita è tutta una lunga serie di mortificazioni. (IV; p. 90)
Non era tanto l'essere stato defraudato d'un pomeriggio passato in compagnia di altri essere umani, anche se ciò era molto; quanto il sentimento che provava di inettitudine, d'insignificanza, di essere relegato in un angolo, ignorato, creatura di cui non valeva la pena d'occuparsi. Avevano rimandato a un altro giorno e non s'erano presi nemmeno la briga di avvisarlo. Avevano avvisati tutti, meno lui. Ecco come la gente ti tratta quando non hai un soldo. Ti insulta sfacciatamente a sangue freddo. (IV; p. 92)
Non guardava molto dove stesse andando. Tutto quello che voleva era stancarsi, camminare e camminare fino a quando la solida stanchezza fisica avesse cancellato la mortificazioni inflittagli dai Doring. (IV; p. 93)
Anche ora, sebbene fosse dicembre, qualche misero relitto umano si stava sistemando sulle panchine, rimboccandosi dei fogli di giornale attorno al corpo a mo' di coperte. Gordon li guardò senza impietosirsi. Fare il barbone, lo chiamavano. Un giorno o l'altro sarebbe andato anche lui a fare il barbone. E forse non sarebbe stato meglio cosi? Egli non aveva mai sentito pietà per i poveri autentici, genuini. Erano i poveri in giacchetta nera, i piccoli borghesi, che bisognava compiangere. (IV; p. 94)
Gli inverecondi sporcaccioni! Luridi buffoncelli! "Il Direttore si rammarica!" Perché esprimersi in modo così maledettamente sdolcinato? Perché non dire chiaro e tondo: "Non vogliamo le vostre dannate poesie. Noi accettiamo versi solo da gente che è stata a Cambridge con noi. Voi altri proletari state al vostro posto"? Sporchi, maledetti ipocriti! (IV; p. 103)
Per Ravelston vivere nelle selvagge solitudini di Regent's Park era la stessa cosa che vivere nelle baracche; aveva scelto di vivere là, en bon socialiste, esattamente come certi snob a oltranza vivono in una scuderia di Mayfair per amor di quel "W.1" sulla loro carta da lettere. Faceva parte del tentativo di tutta una vita di evadere dalla propria classe sociale e divenire, per così dire, membro onorario del proletariato. Come ogni altro tentativo del genere, era condannato in anticipo al fallimento. Nessun uomo ricco riesce mai a camuffarsi da povero, ché il denaro, come il delitto, prima o poi salta fuori. (V; p. 107)
Non me ne importa un accidente dello stato in cui si trova il mondo moderno. Se tutta l'Inghilterra morisse di fame, meno me e le persone che mi premono, non me ne importerebbe un fico. (Gordon Comstock: V; p. 120)
La povertà è una forma di halitosi spirituale. (Gordon Comstock: V; p. 123)
Sono le donne che rendono impossibile ogni progresso. (Gordon Comstock: VI; p. 150)
Una donna nutre sempre una specie di sentimento mistico nei riguardi del denaro. Bene e male in un cervello femminile significano semplicemente denaro e mancanza di denaro. (Gordon Comstock: VI; p. 150)
Per quanto delicatamente sia mascherata, la carità è sempre orribile; c'è un disagio, quasi un odio segreto, tra colui che dà e colui che riceve. (IX; p. 255)
Il dio quattrino è così scaltro. Se almeno tentasse di prenderti al laccio con yachts e corse di cavalli, cocottes e champagne, come sarebbe facile schivarlo. È quando ti circuisce attraverso il senso della tua onestà e della tua dignità che ti trova indifeso, impotente. (XI; pp. 297-298)
La pubblicità è il rumore di un bastone in un secchio di rifiuti.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026