Le frasi di «Hunger Games» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Hunger Games»
Non ho possibilità di vincere. Nessuna, è chiaro? È la verità. Lo sanno bene tutti. Sai mia madre che ha detto? Che il Distretto 12 potrebbe avere un vincitore. Ma non stava parlando di me. Lei si riferiva a te. (Peeta)
Io non voglio che mi cambino. Che mi trasformino in quello che non sono. Non voglio essere solo un'altra pedina del loro gioco. Vorrei solo trovare un modo per dimostrargli che non sono una loro proprietà. Se proprio devo morire, voglio rimanere me stesso. (Peeta)
Sto riflettendo sul motivo per cui Peeta insiste a occuparsene personalmente, quando, all'improvviso, penso: È perché è buono. Proprio come è stato buono quando mi ha regalato il pane. L'idea mi fa fermare di botto. Un Peeta Mellark buono è molto più pericoloso di un Peeta Mellark crudele, per me. I buoni hanno un modo tutto loro di entrarmi nel cuore e metterci radici. E non posso lasciare che lo faccia Peeta. Non dove stiamo andando. Quindi decido che, da questo istante in poi, col figlio del fornaio avrò a che fare il meno possibile. (Katniss)
Ricordo la prima volta che ti ho vista. Avevi due trecce invece che una. Quando hai cantato, a lezione di musica, l'insegnante disse "Chi conosce la Canzone della Valle?" e tu subito mano alzata. Dopo quella volta, ti guardavo sempre ritornare a casa. Ogni giorno. (Peeta)
"Peeta!" dico, cercando di avere il tono che la mamma usava solo con mio padre. Si è addormentato di nuovo, ma lo sveglio a forza di baci, cosa che pare sorprenderlo. Poi sorride, come se fosse felice di restare lì sdraiato a contemplarmi all'infinito.
Qualche volta, quando le cose vanno particolarmente male, la mia mente mi regala un sogno felice. Un'uscita nei boschi con mio padre. Un'ora di sole e una torta con Prim. (Katniss)
– [...] non mi è permesso scommettere, ma se potessi, punterei i miei soldi su di te. – Davvero? – sussurro. – Davvero – dice Cinna.
Non è per ciò che accadrà a casa. Non è solo che non voglio restare sola. È per lui. Non voglio perdere il ragazzo del pane. (Katniss)
Affondo il viso tra le mani. Adesso non c'è pericolo che pianga. Non riuscirei a spremere una lacrima nemmeno per salvarmi la vita. Cosa sta facendo Haymitch? Malgrado la mia rabbia, l'avversione e i sospetti, nel fondo della mia testa una vocina sussurra la risposta. Forse ti sta mandando un messaggio. Un messaggio. Che dice cosa? A quel punto capisco. C'è una sola, buona ragione per cui Haymitch potrebbe rifiutarmi l'acqua. Perché sa che l'ho quasi trovata. (Katniss)
Ma il vero divertimento degli Hunger Games è guardare i tributi uccidersi l'un l'altro. Di tanto in tanto un tributo lo uccidono, giusto per ricordare ai giocatori che possono farlo. Ma per la maggior parte del tempo ci manovrano affinché ci affrontiamo faccia a faccia.
L'unica cosa che mi distrae è il panorama che vedo dai finestrini mentre sorvoliamo la città e proseguiamo verso la landa selvaggia che sta al di là. È questo che vedono gli uccelli. Solo che loro sono liberi e al sicuro. Al contrario di me. (Katniss)
Non voglio che mi cambino là dentro. Che mi trasformino in una specie di mostro che non sono. (Peeta)
Risento la voce di Peeta. Non ne ha proprio idea. Dell'effetto che può fare. Ovvio, intendeva sminuirmi. Giusto? Ma una minuscola parte di me si chiede se non fosse un complimento. Se non volesse dire che ero in qualche modo interessante. È strano che mi abbia notato tanto. È strana la sua attenzione per le mie attività di caccia. E a quanto pare nemmeno io l'ho ignorato come credevo. La farina. La lotta. Mi sono tenuta aggiornata sul ragazzo del pane.
Peeta Mellark! Oh, no, penso. Non lui. Perché conosco quel nome, anche se non ho mai parlato di persona con chi lo porta. Peeta Mellark. No, la fortuna non è dalla mia parte, oggi. Lo osservo mentre si fa strada verso il palco. Altezza media, corporatura robusta, capelli biondo cenere che gli ricadono a onde sulla fronte. Ha scritto in faccia lo shock del momento, si vede che si sforza di restare impassibile, ma dai suoi occhi trapela la paura che ho visto così spesso nelle mie prede. Ciononostante, sale sul palco con calma e prende posto. [...] Perché lui? penso. Poi cerco di convincermi che non ha importanza. Peeta Mellark e io non siamo amici. Nemmeno vicini. Non ci parliamo. La nostra sola interazione risale ad anni fa. È probabile che lui se lo sia scordato. Ma io no, e so che non lo farò mai...
"Cos'è che stavi dicendo, prima che arrivasse il cibo? Qualcosa su di me... nessuna concorrenza... la cosa migliore che ti sia mai capitata...". "Quest'ultima parte non me la ricordo." dico, sperando che qui sia troppo buio perché le telecamere possano riprendere il mio rossore. "Già, è vero. È quello che stavo pensando." ribatte. "Spostati, sto congelando". Gli faccio posto nel sacco a pelo. Ci appoggiamo alla parete delle grotta, la mia testa sulla sua spalla, le sue braccia attorno a me. Riesco quasi a sentire Haymitch che mi esorta a continuare la commedia. "Allora, da quando avevi cinque anni, non ti sei interessato a nessun'altra ragazza?" gli domando. "No, mi sono interessato ad altre ragazze, ma nessuna, eccetto te, mi ha lasciato un segno duraturo." risponde.
Sono inerme, quando il primo cacciatore si precipita fuori dal folto, la lancia sollevata in posizione di tiro. Lo sbalordimento di Peeta mi è incomprensibile. Aspetto il colpo. Invece lascia cadere il braccio lungo il fianco. "Cosa ci fai ancora qui?" mi sibila. Lo fisso senza capire, mentre un rivolo d'acqua gli gocciola da una puntura sotto l'orecchio. Tutto il suo corpo luccica come se si fosse tuffato nella rugiada. "Sei pazza?". Adesso mi sta pungolando con l'asta della lancia. "Alzati! Alzati!". Mi tiro su, ma lui continua a spingermi. Cosa c'è? Cosa sta succedendo? Mi allontana con un violento spintone. "Corri!" urla. "Corri!". Alle sue spalle, Cato si apre un varco attraverso i cespugli. [...] Disorientata e in preda alla nausea, sono in grado di formulare un unico pensiero: Peeta Mellark mi ha appena salvato la vita.
Potremmo farlo, sai? Lasciare il Distretto. Scappare. Vivere nei boschi. Tu e io potremmo farcela. (Gale)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026