Le frasi di «I caratteri» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «I caratteri»
Al mondo non ci sono che due modi di fare carriera; o grazie alla propria ingegnosità o grazie all'imbecillità altrui. (1981)
Alcuni in gioventù hanno imparato un certo mestiere, per esercitarne un altro, diversissimo, tutta la vita. (1981)
Accade talvolta che una donna nasconda a un uomo tutta la passione che prova per lui, mentre lui, dal canto suo, finge per lei tutta la passione che non sente. (1981)
Alle donne costa poco dire ciò che non sentono; costa ancor meno agli uomini dire ciò che sentono. (1981)
Amore e amicizia si escludono a vicenda. (1981)
Bigotto è colui che, sotto un Re ateo, sarebbe ateo. (1981)
Ci pentiamo talvolta di aver parlato poco, e spesso di aver parlato troppo; è questa una vecchia massima che ognuno sa e che nessuno mette in pratica. (1917, pp. 149-150)
Ci sono occasioni nella vita in cui la verità e la semplicità sono il più abile maneggio. (1981)
Coloro che, senza conoscerci abbastanza, pensano male di noi, non ci fanno torto; non attaccano noi, ma il fantasma creato dalla loro immaginazione. (1981)
Crediamo un tale nostro zimbello: se finge di esserlo, chi lo è di più, lui o noi? (1981)
Dobbiamo ridere prima di essere felici, per tema di morire senza avere riso. (1981)
Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l'abitudine e la novità. (1981)
È la profonda ignoranza a ispirare il tono dogmatico. (Della società e della conversazione, V, 76; 2012).
È piacevole incontrare gli occhi di una persona a cui si è appena fatto un dono. (1981)
È più comune vedere un amore estremo che una perfetta amicizia. (1981)
Fare un libro è un mestiere, come fare una pendola: occorre qualche cosa di più che un po' d'ingegno per essere autore. (1981)
Farsi un nome con un'opera perfetta non è così facile come far valere un'opera mediocre con il nome che ci si è già fatti. (1981)
Fino a che gli uomini saranno soggetti a morire e piacerà loro vivere, il medico verrà canzonato, e pagato bene. (1981)
Gli uomini arrossiscono meno dei loro misfatti che delle loro debolezze e vanità. (1981)
Gli uomini, per lo più, adoprano la miglior parte della loro vita a rendere l'altra miserabile. (XI, 102; 1981)
Gloria e merito di alcuni è scrivere bene; e di altri non scrivere affatto. (1981)
Ho visto desiderare di essere una fanciulla, e una bella fanciulla, dai tredici fino ai ventidue anni; e dopo questa età, di diventar uomo. (1981)
Il duello è il trionfo della moda, il campo dove essa ha esercitato la sua tirannia col più grande scalpore; questo uso ha tolto al codardo la libertà di vivere, portandolo a farsi ammazzare da uno più coraggioso di lui: lo ha confuso con l'uomo di cuore. Ha conferito gloria ed onore ad un atto pazzo e stravagante, è stato approvato dalla presenza dei re. (1917, pp. 173-174)
Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime. (1981)
Il suocero ama il genero, ama la nuora; la suocera ama il genero, ma non ama certo la nuora. Tutto è reciproco. (1981)
Il tempo, che rafforza le amicizie, affievolisce l'amore. (1981)
In alcune persone si riscontra un'intelligenza media, che contribuisce a renderle sagge. (1981)
In amicizia non si può andare lontano se non si è disposti a perdonarsi scambievolmente i piccoli difetti. (1981)
In una cosa il mestiere della parola assomiglia a quello della guerra: v'è in esso maggior rischio che in altre cose, ma più rapida è la fortuna. (1981)
L'amore che aumenta a poco a poco e per gradi assomiglia troppo all'amicizia per essere una passione violenta. (1981)
L'amore incomincia dall'amore, e dalla più forte amicizia non si riuscirebbe a passare che a un debole amore. (1981)
L'attitudine alla conversazione non consiste nel mostrarne molta quanto nel suscitarla negli altri. (1981)
L'impossibilità in cui mi trovo di provare che Dio non esiste mi svela la sua esistenza. (2012)
L'inizio e il declino dell'amore li si avverte dall'impaccio che si scopre in noi nel trovarsi soli insieme. (1981)
L'uomo è più fedele all'altrui segreto che al proprio: la donna invece custodisce meglio il proprio segreto che quello degli altri. (1981)
La cosa più dura e più penosa è dare; che cosa costa aggiungere un sorriso? (1981)
La falsa modestia è l'estremo raffinamento della vanità: [...] si tratta di menzogna. (1981)
La modestia sta al merito come le ombre stanno alle figure in un quadro: gli dà forza e risalto. (1981)
La morte capita una volta sola e si fa sentire in tutti i momenti della vita: è più doloroso averne conoscenza che subirla. (1917, p. 106)
La munificenza consiste meno nel dare molto che nel dare appropriatamente. (1981)
La perfidia femminile ha questo di buono, che guarisce dalla gelosia. (1981)
Le donne sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini. (III, 53; 1981)
Lo schiavo ha un solo padrone; l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna. (1981)
Lo sciocco non entra, non esce, non si siede, non si alza, non tace né si tiene ritto su due piedi allo stesso modo dell'uomo intelligente. (1981)
Mi ronzano continuamente nelle orecchie queste parole: l'uomo è un animale ragionevole. Chi vi ha concesso questa definizione? I lupi, le scimmie e i leoni, o ve la siete accordata voi stessi? È già una cosa bizzarra che attribuiate agli animali, vostri confratelli, quanto c'è di peggio, riservando a voi quanto c'è di meglio: lasciate un po' che si definiscano da sé medesimi, e vedrete come andranno fuori dai gangheri, e come sarete trattati. (Dei giudizi, XII, 119; 2012)
Nella pura amicizia c'è un piacere che non possono provare quanti sono nati mediocri. (1981)
Nella repubblica esistono mali che sono sopportati perché prevengono o impediscono mali peggiori. Vi sono altri mali che sono tali soltanto per la loro costituzione e che, essendo in origine abusi o cattive abitudini, in seguito e nella pratica risultano meno perniciosi di una legge più giusta o di un consuetudine più ragionevole. Si constata una specie di mali che può essere corretta tramite cambiamenti o innovazioni, male anch'essa ed estremamente dannosa. Altri ve ne sono, nascosti e sommersi come immondezze in una cloaca, voglio dire seppelliti sotto la vergogna, sotto il segreto e nel buio: non è possibile esplorarli e rimestarli senza che esalino il veleno e l'infamia; talvolta i più savi non sanno se sia meglio conoscere questi mali o ignorarli. (2012)
Nulla costa meno alla passione del porsi al di sopra della ragione. (1981)
Ogni nostro male deriva dal non essere noi soli: da ciò il giuoco, il lusso, la dissipazione, il vino, le donne, l'ignoranza, la maldicenza, la invidia, l'oblio di sé stessi e di Dio. (1917, p. 145)
Per far fortuna, soprattutto una grande fortuna, occorre una specie particolare di ingegno. (1981)
Quando con certe persone si è fatto il possibile per conquistarle, se la cosa non riesce c'è ancora una risorsa: non far più nulla. (1981)
[...] quanti fanno delle massime vogliono essere creduti [...]. (Prefazione; 2012)
Quanti impiegano male il loro tempo, sono i primi a dolersi della sua brevità. (1981)
Ridere delle persone intelligenti è privilegio degli sciocchi. (1981)
Se la povertà è la madre dei delitti, l'ingegno carente ne è il padre. (1981)
Se la vita è miserabile, è faticoso sopportarla; se è fortunata, è orribile perderla. Una cosa vale l'altra. (1981)
Si odia un nemico e si medita la vendetta per debolezza; ci si quieta e non ci si vendica per pigrizia. (1917, p. 80)
Soffrire per l'assenza di chi si ama è un bene in confronto a vivere con chi si odia. (1981)
Spesso la critica non è scienza; è un mestiere, in cui occorre più salute che intelligenza, più fatica che capacità, più abitudine che genio. (1981)
Tutto è tentazione, per chi la teme. (1981)
Tutto è stato detto, e si giunge troppo tardi, dopo più di settemila anni che gli uomini esistono e pensano. (1981)
Un uomo di ingegno mediocre crede di scrivere divinamente; uno di solido ingegno ritiene di scrivere passabilmente. (1981)
Una donna dimentica di un uomo che non ama più persino i favori ch'ella gli ha prodigato. (2012)
Un vecchio innamorato è una grande deformità di natura. (1917, p. 147)
Vi sono persone che parlano un istante prima di aver pensato. (1981)
Vorrei vedere un uomo sobrio, misurato, casto, equanime dichiarare che non c'è un Dio: se non altro parlerebbe in modo disinteressato; ma un simile individuo non si trova. (Degli spiriti forti, XVI, 11; 2012)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026