Frasi

Frasi di «I passi dell'amore»

14 citazioni dal libro di Nicholas Sparks

Le frasi di «I passi dell'amore» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «I passi dell'amore»

Ho imparato che la vita non è mai giusta. Se c'è una cosa che dovrebbero insegnare a scuola, è questa.
Il sole continuava a scendere, lanciando bagliori a perdita d'occhio prima di svanire definitivamente sotto le onde. La luna proseguiva la sua lenta ascesa, scintillante di molte sfumature di giallo, sempre più pallide, prima di diventare del colore delle stelle. Jamie osservava tutto in silenzio, con il mio braccio saldamente stretto intorno a lei e il suo respiro debole e affaticato. Quando infine il cielo divenne nero e le prime stelle cominciarono a brillare remote, l'abbracciai. La baciai teneramente sulle guance e infine sulla bocca. "Questo", le dissi, "è quello che provo per te".
Il vero amore ti può cambiare la vita, lascia che sia il cuore a condurre i tuoi passi.
Sai che è amore quando tutto quello che vuoi è trascorrere il tempo con una persona e per qualche motivo intuisci che anche per lei è lo stesso.
Non fu certo un bacio lungo come quelli che si vedono nei film, ma a modo suo fu meraviglioso e tutto quello che rammento di quell'attimo fu che, quando le nostre labbra si toccarono per la prima volta, seppi che ne avrei serbato per sempre il ricordo.
Ricordo che pensai che erano i passi più difficili che nessuno avesse mai intrapreso, ma erano sopratutto i passi dell'amore.
"Mi ami?" Le chiesi. Lei sorrise. "Sì" "Vuoi farmi felice?" Lei distolse lo sguardo. "Non so se sono ancora in gradi di farlo. " La guardai e dissi: "ma se potessi, lo faresti? ". "Sì" disse, con la voce debole, ma ancora piena di promesse " Lo farei." Sorrisi e lei mi manifestò il suo affetto stringendomi la mano, come per infondermi coraggio, per quello che stavo per fare. Fiducioso mi chinai su di lei e inspirai profondamente. Quando espirai, queste furono le parole che uscirono dalle mie labbra con il mio respiro: "Jamie, mi vuoi sposare?"
"Hai qualche rimpianto?", le chiesi. "Tutti ne abbiamo, ma ho avuto una vita meravigliosa". "Come puoi dirlo, con tutto quello che ti sta capitando". Lei mi strinse la mano con tenerezza. "Certo, poteva andare meglio", disse lei guardandosi intorno. "Ma per il resto sono stata felice, Landon", proseguì. "Davvero, ho avuto un padre meraviglioso, speciale.. mi insegnato a conoscere Dio. E poi... mi sono persino innamorata, e sono stata ricambiata".
Ci baciammo ancora da allora, ma non sempre. E non mi passò mai in mente di passare allo stadio successivo. Non ce n'era bisogno. Le nostre effusioni, semplici e spontanee mi facevano stare bene. E mi bastavano.
"E tu cosa vuoi fare da grande?" Jamie girò la testa e i suoi occhi assunsero un'espressione distante e distaccata.. che scomparve subito dopo. "Voglio sposarmi", disse a bassa voce "E quando lo farò, desidero che mio padre, mi accompagni all'altare, e ci siano tutti quelli che conosco. la chiesa dovrà essere gremita". Sorrise. "Vorrei solo questo."
Spesso ripercorro mentalmente quell'anno, lo riporto in vita e mi rendo conto di provare immancabilmente uno strano sentimento, fatto di dolore e di gioia. In certi momenti vorrei tornare indietro nel tempo per spazzare via tutta la tristezza, ma ho la sensazione che, se lo facessi, se ne andrebbe anche la gioia. Così prendo i ricordi come vengono, accettandoli in toto, lasciando che mi guidino tutte le volte che si affacciano alla memoria.
Sono passati quasi 40 anni, ma l'amo ancora e non mi sono mai tolto l'anello. In tutti questi anni non ho mai sentito il desiderio di farlo. Sorrido tra me sapendo che c'è ancora una cosa che non vi ho detto: adesso credo che i miracoli si possano avverare. Jamie era l'angelo che salvò tutti noi.
La strinsi di nuovo, senza sapere che altro fare. Avevo gli occhi pieni di lacrime, cercavo invano di essere la roccia di cui pensavo lei avesse bisogno.
[...] Ero innamorato di lei, al punto che non mi importava che fosse malata. Non mi importava se avremmo avuto poco tempo per stare insieme. Mi interessava fare solo quello che mi dettava il cuore. Dentro di me sentivo che era la prima volta che Dio mi aveva parlato direttamente e sapevo con certezza che non avrei disubbidito.
Forse alcuni di voi si chiederanno se il mio gesto non fosse stato ispirato dalla pietà.Altri, più cinici, arriveranno a domandarsi se io l'avessi fatto perché sapevo che lei se ne sarebbe andata presto e quindi il mio legame non sarebbe stato troppo impegnativo. La risposta in entrambi i casi è no. Avrei sposato Jamie Sullivan anche se il miracolo per cui speravo si fosse avverato. Lo sapevo nel momento in cui glielo chiesi e lo so ancora oggi.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026