Frasi

Frasi di «Il bordo vertiginoso delle cose»

17 citazioni dal libro di Gianrico Carofiglio

Le frasi di «Il bordo vertiginoso delle cose» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Il bordo vertiginoso delle cose»

Mi spiace, ha perso il segno.
Non mi piace mettere il segno. Mi piace ritrovare il punto in cui ero arrivata ricordandomi la pagina e rileggendo magari qualche paragrafo prima. Ho sempre fatto così. (2014, p. 10)
Il revisionismo è una corrente del marxismo che sostiene la necessità di una attenuazione della lotta di classe fra borghesia e proletariato. Gramsci è stato il più importante revisionista italiano ed è soprattutto per colpa sua se oggi il PCI è un partito reazionario senza nessuna vera differenza rispetto alla Democrazia cristiana. (Salvatore Scarrone, 2013, p. 12)
Com'era quella frase di Fitzgerald? Nella vera notte buia dell'anima sono sempre le tre del mattino.
Il silenzio si depositò sulla classe come una polvere leggera e persistente. La reazione che si riserva ai fenomeni davvero inusuali. Quando succede una cosa e ti accorgi che sta succedendo e non hai bisogno che ti venga detto dopo.
I sofisti sono i fondatori della retorica. Questa è una parola con una cattiva reputazione, oggi. La si associa all'idea di fare discorsi vuoti, ingannevoli e pomposi. Quando oggi si pensa alla retorica si evoca un'idea di menzogna e doppiezza ma, nella corretta accezione del termine, la retorica è la tecnica di concepire discorsi persuasivi e di perseguire la verità con il mezzo dell'argomentazione. (2014, p. 42)
L'idea è che la cosiddetta realtà oggettiva appare diversa a seconda dei singoli individui che la percepiscono, la interpretano e poi la raccontano.
Protagora, cui si deve la celebre massima: l'uomo è misura di tutte le cose.
Il sofisma è per definizione il discorso ingannevole basato sulla forza di suggestione del discorso retorico. Un nemico della verità.
Kant, sosteneva che mentire non è mai lecito e che la menzogna, ogni menzogna, è un'ingiustizia contro i diritti dell'umanità intera.
Quando fui nel supermercato provai una sensazione molto strana, che mi è capitata pochissime altre volte nella vita. La percezione di essere a uno snodo del tempo, superato il quale niente sarebbe stato lo stesso.
La percezione del cambiamento nell'attimo in cui il cambiamento stava per avvenire.
Ora è o vecchio o morto, ti ripeti prima di rimetterti a leggere, decidendo che non vuoi inseguire i tuoi pensieri in questa direzione. Si va in territori che proprio non hai voglia di esplorare.
Come quando ti avvicini a un arazzo, lo osservi da dietro e ti accorgi di come i puntini colorati che formano il disegno risultino da fili dello stesso colore che compaiono, scompaiono e ricompaiono ancora, dopo un cammino sotterraneo, in qualche punto lontano. Adesso provi qualcosa di simile. Ti sembra d'un tratto che le migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di frammenti di vita che hai disseminato nei tuoi quarantotto anni, gli svariati punti di vista degli altri su di te, i te stessi moltiplicati nella visione di tutti gli altri, non siano altro che i puntini di un arazzo che emergono inattesi da fili nascosti, fili che hanno fatto lunghi e nascosti percorsi.
Qualcuno si chiede per quale motivo si studi la filosofia, cioè una disciplina che in apparenza non ha alcuna utilità pratica. Ebbene la filosofia serve a non dare per scontato. Nulla. La filosofia è uno strumento per capire quello che ci sta attorno – per capire quello che ci sta dentro probabilmente è più efficace la letteratura –, ma capiamo davvero quello che ci sta attorno se non diamo per scontate le verità che qualcun altro ha pensato di allestire per noi. Fare filosofia – cioè pensare – significa imparare a fare e a farsi domande. Significa non avere paura delle idee nuove. Significa non fermarsi alle apparenze. Significa essere capaci di dire di no a chi vorrebbe imporci il suo modo di pensare e di vedere il mondo. Cioè a chi vorrebbe pensare per noi. (2014, p. 194)
[...] ve ne sto parlando perché è un grande racconto sulla capacità di dire no, che è una delle manifestazioni fondamentali del pensiero e della libertà. (2014, p. 195)
Non guardate indietro, ci siete già stati.
Cosa facevi tu, prima di un esame all'università? Non te lo ricordi e ti senti invadere da un panico leggero. Lo conosci questo panico, è quello che compare quando ti accorgi di avere smarrito la memoria di interi pezzi della tua vita. Non ti ricordi quando studiavi, non ti ricordi cosa provavi prima degli esami, non ti ricordi nemmeno quello che provavi dopo averli superati. (2014, p. 219)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026